Recensioni

Candy Multi Wash, la lavatrice a tre cestelli: innovazione interessante, ma è davvero utile?

Tre cestelli indipendenti, un solo elettrodomestico e un prezzo da fascia alta. Candy Multi Wash promette di semplificare il bucato lavando carichi diversi in parallelo: ma funziona davvero? Vantaggi, limiti e promesse di questa lavatrice innovativa.

Con il contributo esperto di:
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13 gennaio 2026
Lavatrice Candy Multi Wash

Presentata a Ifa 2025 (la principale fiera europea dedicata all’elettronica di consumo e agli elettrodomestici), Candy Multi Wash è una lavatrice che prova a distinguersi con una soluzione decisamente fuori dagli schemi: tre cestelli indipendenti nello stesso elettrodomestico, utilizzabili singolarmente o in parallelo. L’idea è quella di semplificare la gestione del bucato permettendo di lavare carichi diversi nello stesso momento, evitando attese e cicli consecutivi.

Una proposta che colpisce per originalità, ma che solleva anche più di una domanda. Il prezzo da fascia alta, gli ingombri superiori alla media e le promesse molto ambiziose su efficienza, igiene e risparmio energetico rendono necessario andare oltre l’effetto novità per capire quanto questa soluzione sia davvero utile nella pratica quotidiana e se i tre cestelli rappresentino un reale valore aggiunto o una tecnologia pensata per esigenze molto specifiche.

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Prezzo e posizionamento sul mercato

Il prezzo di listino è di 999 euro, una cifra che colloca la Candy Multi Wash in una fascia chiaramente premium. Un posizionamento che spicca se confrontato con il mercato attuale: la maggior parte delle lavatrici vendute si concentra su prezzi intorno ai 400 euro e circa il 75% dei modelli resta sotto i 440 euro. In questo contesto, il costo elevato richiede una motivazione d’acquisto molto chiara, legata soprattutto al beneficio percepito dei tre cestelli.

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Caratteristiche tecniche: punti di forza e limiti

Dal punto di vista progettuale, la presenza di tre motori separati consente di evitare l’uso del cestello grande quando basta lavare un piccolo carico, con un potenziale vantaggio in termini di usura meccanica. Il cassetto unico per i detergenti, con dosaggio automatico, è invece cruciale per evitare sovradosaggi nei cestelli da 1 kg, ma risulta meno compatibile con le capsule monodose, oggi molto diffuse tra i consumatori.

Ci sono però anche aspetti critici da considerare. Le dimensioni in larghezza e profondità sono standard, ma l’altezza arriva a circa 107 cm, circa 20 cm in più rispetto a molte lavatrici tradizionali installabili sotto piano cucina o in mobile bagno. Anche il peso è rilevante: 117 kg contro i 70-75 kg di un modello standard da 10 kg. Inoltre, non vengono fornite indicazioni sulla possibilità di incolonnare un’asciugatrice.

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Le promesse del produttore sotto la lente

Candy presenta la Multi Wash come “tre lavatrici in una”, capace di ridurre i tempi e ottimizzare i consumi grazie a un sistema di intelligenza artificiale che adatta acqua, energia e durata in base al carico. Alcune di queste funzionalità, però, non sono del tutto nuove: già molte lavatrici di fascia alta riconoscono il peso del bucato e regolano automaticamente il lavaggio.

Colpisce anche l’elevato numero di programmi disponibili: decine, distribuiti tra i tre cestelli, inclusi cicli dedicati a sport, baby, intimo, animali domestici e perfino ai calzini. Nella pratica, però, l’esperienza mostra che i consumatori tendono a utilizzare sempre gli stessi programmi, rendendo la molteplicità delle opzioni un vantaggio spesso teorico più che reale.

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Efficienza energetica: cosa sappiamo e cosa manca

Il produttore dichiara per il cestello principale consumi fino al 35% inferiori alla soglia minima della classe A per il programma Eco 40-60. Un dato che mette in luce anche un limite dell’attuale etichetta energetica, ormai affollata di prodotti in classe A e che si limita a misurare, lo ricordiamo, i consumi del solo programma Eco 40-60, non dicendo nulla degli altri. Nei manuali, però, molti consumi sono indicati come “solo indicativi” e mancano del tutto informazioni sui consumi dei due cestelli da 1 kg, rendendo difficile un confronto completo con altri modelli.

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Igiene e durata: tra utilità e marketing

Le funzioni dedicate all’igiene – come l’uso dei raggi UV, i sistemi anti-muffa e i cicli di autopulizia ad alte temperature – possono apparire rassicuranti, ma non sempre sono necessarie. Una corretta manutenzione e lavaggi ad alte temperature sono spesso sufficienti, evitando sprechi energetici. Anche le promesse di eliminazione del 99,9% dei batteri vanno ridimensionate: i capi non devono essere sterili per essere puliti.

Sul fronte dell’affidabilità, nelle inchieste Candy risulta storicamente in fondo alle classifiche per durabilità. È vero che l’uso separato dei cestelli potrebbe ridurre lo stress su singoli componenti, ma la presenza di tre motori e tre circuiti aumenta comunque la complessità tecnica e i potenziali punti di guasto.

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