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Problemi telefonici: come protestare

18 luglio 2012
Problemi telefonici: come protestare

18 luglio 2012

Perché resti prova della vostra segnalazione, quando vi capita un guaio con il telefono, ricordatevi che è sempre meglio fare un reclamo scritto. Gli operatori hanno l’obbligo di rispondere (per iscritto) entro 45 giorni.

Il cambiamento di operatore che diventa un’interminabile odissea, il guasto alla linea che rende muto il vostro apparecchio per quasi tutto il giorno, la bolletta che riporta un costo spropositato rispetto alle telefonate effettuate, i servizi che vi vengono attivati e addebitati anche se non li avete mai richiesti...
Perché resti prova della vostra segnalazione, quando vi capita un guaio con il telefono, ricordatevi che è sempre meglio fare un reclamo scritto. Quindi, per prima cosa, spedite una raccomandata a.r., un fax oppure una email all’indirizzo indicato dal vostro operatore per i reclami. Gli operatori hanno l’obbligo di rispondere per iscritto ai reclami entro 45 giorni. Se però, entro questo periodo di tempo, la questione viene risolta con soddisfazione del cliente, l’operatore può anche limitarsi a fornire una comunicazione informale su come sono andate le cose attraverso una telefonata o una email. Fate attenzione: anche in caso di problemi con il gestore telefonico, è comunque consigliabile pagare sempre le bollette entro la data di scadenza. In caso contrario, infatti, rischiate che vi venga sospeso il servizio telefonico.

Il tentativo di conciliazione è obbligatorio
Se il vostro reclamo non porta a nulla di fatto o se la soluzione prospettata dall’operatore non vi soddisfa, il passo successivo è quello di fare un tentativo di conciliazione attraverso il Comitato regionale per le comunicazioni, il cosiddetto Corecom.
Questa procedura è obbligatoria. Non potete, infatti, rivolgervi direttamente al giudice: prima dovete tentare la conciliazione. 
I Corecom rappresentano una specie di emanazione regionale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), cioè l’organismo che sovraintende il settore. Il Corecom competente è quello del luogo dove c’è il telefono fisso dell’utente (per i cellulari è il domicilio indicato sul contratto). L’elenco che riporta le sedi dei Corecom si può trovare sia sul sito www.corecomitalia.it sia all’interno di quello dell’Authority (www.agcom.it). Non in tutte le regioni, però, sono attivi i Corecom. Dove non sono presenti, bisogna rivolgersi direttamente all’Agcom.
In alternativa, per il tentativo di conciliazione ci si può rivolgere anche alla propria Camera di commercio.

Contratti telefonici: attenti alle clausole
-Prima di mettere la vostra firma a un contratto di telefonia, leggete tutto il documento, per controllare che non vi siano clausole che possono penalizzarvi.

-Verificate che il contratto preveda la possibilità di recedere senza vincoli temporali: ciò significa che voi avete il diritto di sciogliere il contratto in qualsiasi momento, purché rispettiate il preavviso previsto dalle condizioni contrattuali.

-Tenete presente che il preavviso massimo consentito dalla legge per recedere dal contratto non può essere superiore ai 30 giorni. Considerate, comunque, che non è detto che il periodo di preavviso sia previsto nel documento; in ogni caso, se dovesse esserci, deve comunque essere compreso tra 1 e 30 giorni.

-Se siete scontenti del vostro operatore telefonico e decidete di sciogliere il contratto prima della sua scadenza naturale, il recesso non vi deve costare nemmeno un euro di penale: è infatti vietato chiedere al cliente spese di penale legate al recesso anticipato. Ciò non significa che l’operazione debba per forza essere gratuita: l’operatore può chiedervi di pagare il costo di disattivazione, purché dimostri di aver effettivamente sostenuto le spese che vi vuole addebitare.

-L’operatore non deve imporvi alcun limite di tempo per l’utilizzo del servizio che avete acquistato. Per esempio, se vi scade il contratto o lo sciogliete prima di aver consumato l’intero credito del vostro cellulare, l’operatore vi deve riconoscere il credito residuo. In pratica, avete diritto alla restituzione della parte dell’importo della carta ricaricabile o della ricarica che avete già pagato ma che non avete ancora consumato.

-Che si tratti di contratti o di nuovi servizi, non firmate nulla di ciò che vi viene proposto via telefono o con il cosiddetto sistema “porta a porta”. Se lo fate, sappiate che in ogni caso avete 10 giorni lavorativi per recedere dal contratto, senza pagare penali (per farlo dovete mandare una raccomandata a.r. all’operatore).

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