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Vendite online: tutela si, esclusioni no

04 febbraio 2010
Vendite online: tutela si, esclusioni no

04 febbraio 2010

Con il pretesto di difendere i diritti dei consumatori, le grandi marche premono perché sia possibile vietare di vendere online a chi non vende anche nei negozi reali. Ci stiamo battendo contro questa ipotesi, serve solo a limitare la concorrenza e tenere i prezzi alti.

Vendite online, grandi marche all'attacco
Per riordinare il settore delle vendite online, armonizzando tra loro le diverse direttive uscite negli anni, la Commissione Europea ha aperto una consultazione con gli Stati membri. Ne stanno approfittando alcune grandi marche, soprattutto quelle di beni di lusso, che pretenderebbero dal nuovo Regolamento europeo la facoltà per i produttori di escludere dalla catena dei distributori autorizzati alcuni rivenditori, solo perché operano esclusivamente online, senza un "negozio di mattoni e malta (brick and mortar)".
Si tratta semplicemente di manovre volte a preservare la loro catena di vendita tenendo alti i prezzi, senza subìre la concorrenza delle grandi piattaforme di commercio online, che non controllano.

La tutela dei consumatori non si fa con i mattoni
In realtà, la tutela dei diritti del consumatore non si fa con malta e mattoni, ma con regole trasparenti, controlli frequenti e multe per i siti di vendita che non le rispettano.

Se un consumatore italiano acquista online da un sito, poniamo, finlandese, perché dovrebbe essere più tutelato dall'esistenza di un negozio di mattoni e malta a Helsinki?
Invece di paletti che soffocano la concorrenza, bisogna imporre e far rispettare regole che tutelino tutti i diritti dei consumatori, inclusi quello di trovare articoli al prezzo migliore.


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