In data 22 novembre 2024 ho portato il mio orologio Tissot PRX Automatic presso la boutique ufficiale Tissot di Roma (Via del Corso) per un intervento di regolazione del bracciale.
Prima dell’intervento l’orologio era nuovo, mai indossato e privo di qualsiasi segno o graffio. Si trattava inoltre di un regalo di laurea e, proprio per il valore dell’oggetto, avevo scelto una boutique ufficiale anziché una normale gioielleria, chiedendo espressamente che venisse prestata la massima cura e attenzione durante l’operazione.
A conferma del fatto che l’orologio era nuovo, evidenzio che l’intervento richiesto prevedeva la rimozione di maglie dal bracciale per adattarlo al mio polso: operazione necessaria per poterlo indossare. Senza tale restringimento l’orologio non sarebbe stato utilizzabile. L’orologio risulta inoltre tuttora coperto da garanzia, ulteriore elemento che attesta il recente acquisto e il mancato utilizzo precedente all’intervento.
Durante la lavorazione, nonostante le mie richieste di prestare la massima attenzione, l’operatrice ha effettuato la rimozione della maglia utilizzando un perno collocato su un ponte d’acciaio, appoggiando e urtando ripetutamente l’orologio e il quadrante contro il supporto metallico al fine di consentire l’estrazione della vite.
A seguito di tali manovre, ritenute connotate da negligenza e da carente cura nella manipolazione del bene, ho ritenuto necessario verificare immediatamente l’integrità dell’orologio, riscontrando successivamente la presenza di micrograffi sulla lunetta e sulle parti laterali lucide, segni del tutto assenti prima dell’intervento.
Il giorno successivo, dovendomi trasferire a Firenze per l’inizio di un master, ho portato l’orologio presso la boutique ufficiale Tissot di Firenze, segnalando tempestivamente il danno e chiedendo il ripristino estetico.
La boutique di Firenze ha preso in carico l’orologio assicurandomi inizialmente che il problema sarebbe stato risolto. Alla prima restituzione, tuttavia, l’orologio mi è stato riconsegnato nelle medesime condizioni estetiche, senza che i micrograffi fossero rimossi. Ho pertanto riportato nuovamente l’orologio in boutique, rifiutandomi di ritirarlo poiché la problematica segnalata non era stata risolta.
In occasione di questa seconda consegna, la manager ha effettuato una dimostrazione utilizzando un martelletto in legno, impiegato con forza, direttamente su una maglia del bracciale, sostenendo che gli strumenti e le procedure utilizzate non potessero causare danni estetici. Tale modalità esponeva tuttavia l’orologio al rischio di ulteriori danni, trattandosi di una manipolazione non richiesta e non finalizzata al ripristino della problematica segnalata. La dimostrazione, inoltre, non appare rappresentativa dell’intervento iniziale, eseguito con strumentazione in acciaio totalmente differente nella struttura e nella modalità d’uso. Inoltre, nel tentativo di far rilevare i micrograffi — che, trattandosi di segni lievi, risultano visibili soprattutto in controluce — li ho più volte indicati posizionando l’orologio nella corretta angolazione; tuttavia, la responsabile ha continuato a negarne la presenza. Mi è stato successivamente comunicato, telefonicamente, che l’orologio era stato inviato al centro assistenza Swatch Group e che, a seguito della verifica, era stato rilasciato un certificato di buon funzionamento. Tale certificazione risulta tuttavia non pertinente alla contestazione sollevata, in quanto riferita esclusivamente agli aspetti meccanici e al corretto funzionamento — mai messi in discussione, trattandosi peraltro di un orologio nuovo mai indossato o utilizzato — mentre la problematica segnalata riguarda unicamente il profilo estetico.
Preciso che, in occasione della prima presa in carico, il precedente Store Manager della medesima boutique aveva invece riconosciuto ed evidenziato tali micrograffi. Nonostante ciò, alla restituzione mi era stato riferito che l’intervento era stato risolutivo, sebbene l’orologio si presentasse nelle medesime condizioni iniziali, senza alcuna variazione estetica. Infatti, come confermatomi dal Customer Service, sull’orologio sarebbe stato eseguito unicamente il passaggio di un panno morbido per rimuovere un alone superficiale, e non un effettivo intervento di lucidatura professionale. Ciò risulta difforme rispetto a quanto precedentemente comunicato, ovvero che l’orologio sarebbe stato inviato presso la sede tecnica specializzata per un intervento estetico dedicato.
Infatti, a seguito della conversazione telefonica intercorsa con il Customer Service, confermo che la contestazione relativa ai micrograffi resta formalmente aperta. Nel corso della telefonata mi è stato riferito che i micrograffi non sarebbero presenti e che sull’orologio sarebbe stato utilizzato esclusivamente un panno morbido per rimuovere una patina superficiale, e non un intervento mirato di ripristino estetico. Mi è stato inoltre rappresentato che un’eventuale lucidatura potrebbe compromettere le condizioni originarie dell’orologio e che, qualora richiesta, le relative spese sarebbero a mio carico.
Tale posizione appare non condivisibile, in quanto un intervento di lucidatura eseguito da personale qualificato e specializzato ha proprio la finalità di ripristinare l’estetica originaria senza alterare le caratteristiche. Evidenzio, inoltre, che la lunetta del modello in oggetto presenta finitura lucida — notoriamente più sensibile ai segni rispetto alle superfici satinate — e che urti ripetuti contro una base in acciaio, come avvenuto durante la lavorazione, risultano tecnicamente idonei a generare micrograffi superficiali In aggiunta, non ritengo in alcun modo condivisibile l’eventuale addebito di spese a mio carico, considerato che i micrograffi contestati sono stati causati durante un intervento eseguito presso una Boutique ufficiale. Per tale ragione, ogni attività volta al ripristino dell’estetica originaria dell’orologio non può che rientrare nella responsabilità del punto vendita ufficiale che ha effettuato la lavorazione.
Ad oggi, dopo oltre due mesi, l’orologio risulta ancora trattenuto senza che il danno estetico causato durante l’intervento iniziale sia stato risolto. Ho ritenuto di non procedere al ritiro in quanto, a seguito della prima restituzione — durante la quale mi era stata garantita la rimozione dei micrograffi — l’orologio si presentava nelle medesime condizioni estetiche di consegna. Per tale ragione l’ho riportato una seconda volta, ribadendo la richiesta di ripristino estetico, tuttora non soddisfatta.
Nel corso delle comunicazioni sono state addotte motivazioni differenti, con conseguente prolungamento dei tempi senza una soluzione concreta, fino a prospettare che un eventuale intervento possa essere a carico del cliente, nonostante il danno sia riconducibile a un servizio effettuato da una boutique ufficiale.
Trattandosi di una problematica esclusivamente estetica insorta a seguito dell’intervento, chiedo pertanto assistenza per ottenere il ripristino estetico gratuito dell’orologio o una soluzione equivalente idonea al ripristino dello stato originario del bene.