Buongiorno, il 13 aprile u.s. mi sono recata al Pronto Soccorso dell'ospedale di Foligno per forti dolori addominali e, dopo i dovuti accertamenti, sono stata ricoverata nel reparto Chirurgia Generale dello stesso ospedale. Durante la degenza sono stata sottoposta a diversi controlli ed esami, in seguito ai quali lo staff medico ha deciso di dover intervenire chirurgicamente e che il tipo di intervento più adatto alla mia situazione era quello effettuato con il Sistema Robotico Da Vinci, in dotazione all'ospedale di Spoleto. Il 28 aprile, quindi, sono stata trasferita con un mezzo del 118 dall’ospedale di Foligno a quello di Spoleto dove, il mattino seguente, sono stata sottoposta all’intervento chirurgico programmato, effettuato dallo stesso chirurgo che mi aveva seguito durante il ricovero presso l’ospedale di Foligno, e dove sono rimasta ricoverata fino alla dimissione, avvenuta il 2 maggio.L’1 settembre ho avviato le pratiche di rimborso spese previste dal Fondo integrativo sanitario Impresa Sociale 60 di Cesare Pozzo, consistenti in un “sussidio per ogni giorno di ricovero, con un massimo di 20 giorni, di euro 60,00”. Il 10 ottobre mi è stata accreditata la somma di 330 euro a fronte dei 1140 euro corrispondenti ai 19 giorni di ricovero. Contattato telefonicamente l’ Infocenter della sede di Milano di Cesare Pozzo, mi è stato risposto che sicuramente c’era stato un disguido dovuto al fatto che ognuno dei due ospedali aveva dovuto redarre una lettera di dimissione e probabilmente era stata presa in considerazione soltanto quella del secondo ospedale, presso cui era stato effettuato l’intervento, ma che avrebbero provveduto al conguaglio. Il 21 ottobre, non avendo ancora ricevuto nulla, ho di nuovo chiamato l’Infocenter di Milano: in un primo momento mi sono state date le stesse risposte rassicuranti della volta precedente, poi pochi minuti dopo sono stata richiamata dalla sede di Foligno e mi è stato comunicato che a me spettava il rimborso soltanto per il ricovero presso l’ospedale in cui era stato effettuato l’intervento, cioè quello di Spoleto, del quale avevo una lettera di ricovero datata 28 aprile. Ho provato a far presente che, come mi è stato spiegato in ospedale, la doppia lettera di ricovero/dimissione è obbligata da problemi di rendicontazione contabile dei due ospedali e che la mia degenza nei due ospedali è relativa ad una unica problematica, senza soluzione di continuità, come si può facilmente evincere dalle cartelle cliniche che ho prodotto, ma invano.