Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
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RCA MANCATA COPERTURA ASSICURATIVA
Salve, ho già avuto un colloquio con il vs servizio legale in relazione ad una sanzione elevata dalla polizia municipale con sequestro della mia vettura. Ho già inviato parte della documentazione che integro con gli allegati alla presente. Il contratto stipulato il 30/11/2025 scadente il 30/11/2026 prevede il pagamento mensile con addebito autorizzato sulla mia carta di credito. Unipol ha provveduto agli addebiti per i primi 4 mesi poi, senza preavviso alcuno, né senza che la carta avesse fido adeguato o fosse stata sospesa, smarrita o rubata od altro che ne impedisse la piena funzionalità, ha interrotto unilateralmente gli addebiti per cui ad un controllo della citata polizia municipale di Perugia la mia auto è risultata priva di assicurazione. Il verbale è stato elevato sabato 2 maggio c.m. ed il primo giorno lavorativo utile 4 maggio alle ore 9 recandomi presso la filiale di Perugia - Perugia Insurance Srl ho ricevuto la sola indicazione di segnalare in forma scritta il tutto alla direzione di Unipol, senza che il personale della agenzia provvedesse diligentemente a verificare, aprendo la mia posizione contrattuale, verifica dalla quale sarebbe emerso il mancato addebito e, con buona probabilità, si sarebbe potuto chiarire ed emendare il tutto, evitando il decorso dei termini del verbale ed i conseguenti danni economici, morali e la decurtazione di punti sulla patente. Ho comunque provveduto ad inviare 2 note pec ad Unipol in data 4 e 5 maggio senza ottenere a tutt'oggi alcun contatto o risposta. Nel contempo ho inviato una nota al comando della polizia municipale allegando il contratto di assicurazione e la richiesta di procrastinare i termini del verbale stesso ricevendo formale riscontro negativo, per cui ho ritenuto necessario procedere al pagamento della sanzione ridotta di euro 606,20. Ritengo di essere nel pieno della ragione e chiedo cortesemente che Altroconsumo attivi il servizio legale per dare piena soluzione con il riconoscimento del grave comportamento di Unipol ed il risarcimento dei plurimi disagi subiti. Resto disponibile per qualunque quesito . Ringrazio per la cortese attenzione, con cordialità. Marco Pellicani Allego ulteriore documentazione Contatti 3284612214 anche via whatsapp
Addebito richiesto non autorizzato
con la presente intendo contestare formalmente l’addebito di € 49,00 effettuato a mio carico e riconducibile al servizio denominato “Prepaid Mobile Recharge”. Preciso che in data precedente ho effettuato esclusivamente una ricarica telefonica da € 5,00 per utenza 1Mobile. Non ho mai richiesto, autorizzato né consapevolmente sottoscritto alcun abbonamento o servizio a pagamento ricorrente, né ho espresso consenso valido ai sensi della normativa vigente. Ritengo pertanto l’addebito in oggetto privo di valido titolo giuridico, in quanto derivante da una pratica commerciale non sufficientemente chiara e comunque non accompagnata da un consenso esplicito e informato. Ho già provveduto a segnalare l’operazione al mio istituto bancario per l’avvio della procedura di contestazione (chargeback). In difetto di riscontro e rimborso, mi riservo di procedere con segnalazione alle autorità competenti, incluse Polizia Postale e Autorità Garante per la tutela del consumatore. Con la presente richiedo: l’immediata cessazione di qualsiasi servizio o iscrizione a mio nome la conferma scritta dell’avvenuta disattivazione il rimborso integrale dell’importo indebitamente addebitato In attesa di riscontro, porgo distinti saluti.
Contestazione rinnovo automatico non comunicato e richiesta rimborso
Spett. Accademia Edu Premium, Sono titolare dell’abbonamento “Accademia Edu Premium” attivato tramite il mio indirizzo email associato al servizio PayPal. In data odierna mi è stato addebitato l’importo di 157 euro relativo al rinnovo automatico del servizio. Il problema principale è che non ho ricevuto alcuna email o comunicazione preventiva nei giorni precedenti al rinnovo che mi informasse dell’imminente addebito e dell’importo, né ero consapevole delle condizioni di rinnovo automatico a tale cifra. Richiedo pertanto il rimborso integrale dell’importo addebitato e la cancellazione immediata dell’abbonamento e di ogni futuro rinnovo automatico. Vi informo inoltre che ho già aperto una contestazione tramite PayPal relativa a questo addebito. Rimango comunque disponibile a risolvere la questione direttamente con voi in modo rapido, purché venga disposto il rimborso. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
saltuario recapito riviste altroconsumo
Segnalo che pur essendo socio Altroconsumo dal 2011 con codice 3338589-43, ricevo le varie riviste saltuariamente, con notevole ritardo e spesso solo dopo mio sollecito telefonico. Ad esempio questo anno non ho ricevuto le riviste di gennaio e febbraio, e quelle di maggio il giorno 20 non sono ancora state consegnate. La segreteria di Altroconsumo ha ogni volta attribuito la responsabilità alle Poste Italiane; io penso che visto il costo delle riviste sarebbe opportuno utilizzare un corriere più affidabile, specie nel meridione d'Italia, dove il servizio evidentemente funziona meno.
JUST EAT mancanza di tutela consumatore
Buongiorno, scrivo per segnalare una criticità strutturale nel servizio offerto da Just Eat. Il punto centrale del reclamo non è il semplice ritardo nella consegna, che può anche capitare. Il problema è che, dopo l’acquisto online, Just Eat mette il cliente nella condizione di subire modifiche rilevanti del servizio, soprattutto sull’orario di consegna, senza offrire strumenti effettivi e automatici per annullare, contestare o risolvere l’ordine in tempo utile. Quando ordino tramite Just Eat, scelgo anche sulla base dell’orario di consegna indicato dall’app. Se quell’orario cambia in modo significativo dopo il pagamento, o se la consegna subisce un ritardo rilevante, il cliente dovrebbe poter decidere se accettare la nuova condizione oppure annullare l’ordine con restituzione automatica del credito. Oggi, invece, il cliente resta di fatto vincolato all’ordine. Non può annullare facilmente, deve contattare il ristorante, deve attendere una soluzione spesso inefficace e, solo successivamente, può eventualmente provare a chiedere un rimborso. Questo sistema scarica sul consumatore la gestione di un disservizio relativo a un acquisto effettuato tramite piattaforma. Segnalo due esempi concreti: Ordine #213896074 L’ordine risulta sull’app come consegnato alle 21:00, mentre la consegna effettiva si è conclusa solo alle 21:40. Il cibo è arrivato intorno alle 21:20, ma l’ordine era incompleto perché mancavano le bevande, consegnate solo successivamente. L’ordine è stato completato solo dopo 3 telefonate di sollecito. Ordine #211755619 L’ordine risulta sull’app come consegnato alle 20:20, mentre la consegna effettiva è avvenuta solo alle 21:30, dopo 6 telefonate di sollecito. La cosa più grave, a mio avviso, non è solo il ritardo, ma il fatto che la piattaforma possa registrare come consegnati ordini che, nella realtà, non erano ancora stati ricevuti o completati. Il cliente non ha un vero strumento per confermare l’orario effettivo di ricezione dell’ordine, né per contestare automaticamente una consegna registrata in modo non corretto. Chiedo quindi ad Altroconsumo di valutare un intervento nei confronti di Just Eat affinché la piattaforma venga richiamata e sia spinta a introdurre funzionalità automatiche di tutela per il consumatore, in particolare: conferma dell’orario effettivo di ricezione da parte del cliente, e non solo registrazione unilaterale della consegna da parte della piattaforma, del rider o del ristorante; possibilità di annullare automaticamente l’ordine quando l’orario di consegna viene modificato in modo significativo rispetto a quello prospettato al momento dell’acquisto; possibilità di cancellare l’ordine con restituzione automatica del credito, senza dover prima contattare il ristorante e senza dover avviare successivamente una richiesta manuale di rimborso; introduzione di una soglia chiara di ritardo rilevante, ad esempio dai 20 minuti in su rispetto all’orario comunicato o aggiornato, oltre la quale il cliente possa scegliere se accettare il ritardo o annullare l’ordine; gestione automatica degli ordini incompleti, con possibilità per il cliente di segnalare immediatamente la mancata consegna completa e ottenere una soluzione proporzionata. Non sto chiedendo di “restituire” una cena già arrivata. Contesto il fatto che, in un acquisto online, il cliente venga vincolato a condizioni sostanzialmente diverse da quelle prospettate al momento dell’ordine, senza strumenti efficaci per annullare, contestare o ottenere una soluzione automatica e proporzionata. A mio avviso, Just Eat dovrebbe essere tenuta a garantire strumenti chiari, immediati e accessibili per evitare che il consumatore sia costretto a subire ritardi significativi o modifiche dell’ordine dopo il pagamento. Cordiali saluti, Matteo Sassi
recesso abbonamento annuale
Ho sottoscritto l’abbonamento circa un mese fa effettuando un pagamento di €3,50, convinta che si trattasse di un semplice abbonamento mensile senza alcun vincolo di durata. In nessun momento, al momento dell’adesione, mi è stato chiaramente evidenziato che la sottoscrizione prevedesse invece un impegno di 12 mesi. Se questa informazione fosse stata presentata in modo chiaro e immediatamente comprensibile, avrei potuto effettuare una scelta pienamente consapevole. Solo successivamente ho compreso che il contratto prevedeva una durata annuale e, nel frattempo, erano già trascorsi i 14 giorni previsti per esercitare il diritto di recesso. Di fatto, la mancanza di chiarezza su un elemento essenziale come la durata contrattuale mi ha impedito di esercitare il diritto di recesso nei tempi previsti. Ritengo pertanto che le informazioni fornite al momento della sottoscrizione non siano state sufficientemente trasparenti e che la modalità di presentazione dell’offerta possa risultare fuorviante, poiché un vincolo di dodici mesi avrebbe dovuto essere indicato in modo chiaro ed evidente fin dall’inizio. Inoltre il quotidiano è di addirittura meno pagine e con meno servizi dei quotidiani distribuiti gratuitamente nelle metro.
Richiesta intervento per difetto di idrolisi – borsa Métis
Gentile Servizio Clienti Louis Vuitton, vi contatto in merito a una borsa modello Métis di vostra produzione, per la quale si è manifestato recentemente un evidente difetto di idrolisi che comporta un forte e sgradevole odore. Preciso che la borsa è stata acquistata da me tramite la piattaforma Vestiaire Collective al costo di euro 1700 euro più le spese di autenticazione e trasporto(allego fattura), pertanto sono una seconda acquirente, ma il prodotto è originale Louis Vuitton, come verificato anche presso i vostri punti vendita tramite controllo del microchip interno. Circa un mese fa è comparso improvvisamente un cattivo odore, mai percepito in precedenza. Per questo motivo mi sono recata presso il vostro store Louis Vuitton in Rinascente a Milano, dove mi è stato confermato che si tratta di un problema noto di idrolisi, legato a un difetto di una colla utilizzata in una determinata partita di borse Métis, nella cui partita rientra anche la mia. In tale occasione mi è stato inoltre riferito che Louis Vuitton ha già riconosciuto questo problema, prevedendo per i clienti coinvolti un rimborso tramite voucher o sostituzione del prodotto. Successivamente mi sono recata presso la vostra boutique di Via Montenapoleone, perché ero più comoda a livello logistico, presentando la fattura di acquisto, ma mi è stato comunicato che non sarebbe possibile procedere in quanto non sono la prima acquirente. Ritengo tale posizione non corretta, in quanto il difetto è chiaramente un vizio di produzione intrinseco al prodotto, già riconosciuto dalla vostra azienda, e non dipende in alcun modo dall’utilizzatore o dalla catena di vendita. Vi allego anche le foto che dimostrano che la borsa è ancora in perfette condizioni pari al nuovo. Alla luce di quanto sopra, vi chiedo cortesemente di riesaminare il caso e di procedere con una delle seguenti soluzioni: • sostituzione del prodotto, oppure • emissione di un voucher di pari valore Allego alla presente: • fattura di acquisto • fotografie della borsa Segnalo inoltre di essermi già rivolta al servizio di tutela Altroconsumo e che la presente comunicazione viene inviata anche tramite la loro piattaforma. Resto in attesa di un vostro cortese riscontro nel più breve tempo possibile; in caso contrario, mi riservo di procedere per la tutela dei miei diritti anche per vie legali. Cordiali saluti, Marta Strano 3387557665
buono rifiutato scaduto da un giorno
Buongiorno, desidero segnalare un comportamento che ritengo scorretto da parte di TicketOne e chiedere assistenza per tentare il recupero di un voucher del valore di €75. In data 18 maggio 2026 ho acquistato dei biglietti tramite la piattaforma TicketOne e ho tentato di utilizzare un voucher/credito del valore di €75. Solo in fase di utilizzo ho scoperto che il voucher risultava scaduto il giorno precedente, il 17 maggio 2026. Ho immediatamente contattato il servizio clienti chiedendo una riattivazione eccezionale del credito, considerando che: la scadenza era avvenuta da appena un giorno; il credito era già stato interamente pagato; non vi sarebbe alcun reale danno economico per la società nel consentirne l’utilizzo. La risposta ricevuta è stata estremamente sbrigativa e priva di qualunque disponibilità conciliativa, limitandosi sostanzialmente a comunicare che “il voucher è scaduto”. Ritengo il comportamento contrario ai principi di correttezza e buona fede nei confronti del consumatore, oltre che poco rispettoso verso un cliente. Chiedo pertanto: -assistenza per un reclamo formale; -eventuale diffida nei confronti di TicketOne; -indicazioni su ulteriori azioni esperibili per ottenere il ripristino del credito o un voucher sostitutivo. Allego documentazione relativa all’acquisto, al voucher e alle comunicazioni intercorse. Cordiali saluti vincenzo la verghetta
Consegna fallita senza reale tentativo del corriere
Buongiorno, apro questo reclamo nei confronti di Gofo, per cui ho fatto anche segnalazione ad AGCM e alla polizia postale, perché ogni qual volta vengono affidate loro le spedizioni merci è un continuo ficcare di scuse e tentativi di consegna inesistenti, risposte copia e incolla e assoluta mancanza di trasparenza rispetto alla data effettiva di consegna delle merci. Già l'altra volta con un pacco spedito da parte del medesimo fornitore, la consegna è avvenuta dopo giorni di reclami e diffide, adesso si paventa la stessa situazione, sono già due giorni che aggiornano il tracking con consegne fallite senza che venissero mai effettuate. La loro scarsa disponibilità verso i clienti e le informazioni poco trasparenti sono una violazione dei diritti del consumatore. Se non riceverò notizie certe circa la consegna di questi giorni non ci sarà trasparenza anche su quelle in coda nei prossimi giorni, mi riserveró di tutelare I miei diritti integralmente.
Deliveroo ignora due PEC per rischio allergeni e nega il rimborso integrale
Segnalo pubblicamente la gestione scorretta e il totale silenzio da parte di Deliveroo Italy S.r.l. in merito a un ordine effettuato il 03/05/2026 presso un ristorante partner della piattaforma. A causa di una severa intolleranza al lattosio di mia moglie, ho preventivamente concordato e ottenuto conferma scritta in chat dal supporto Deliveroo circa l’esclusione del formaggio dal pasto. Nonostante le rassicurazioni ufficiali dell'operatrice, il prodotto è stato consegnato con l'allergene all'interno, esponendo mia moglie a un rischio sanitario concreto (in violazione del Reg. UE 1169/2011). A fronte di questo grave episodio, il supporto clienti ha chiuso arbitrariamente il ticket liquidando la faccenda con un rimborso solo parziale, una condotta inaccettabile data la gravità della negligenza. In data 03/05/2026 ho inviato un primo reclamo formale via PEC, rimasto totalmente ignorato. Successivamente, in data 17/05/2026 alle ore 20:57, ho provveduto a inviare una seconda PEC di diffida, informando la società dell'avvenuto deposito dell'esposto presso il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL competente. Deliveroo ha deciso di far scadere deliberatamente anche il termine di 48 ore concesso in quest'ultima comunicazione senza fornire il benché minimo riscontro. Ci tengo a precisare che la presente segnalazione non è per la cifra irrisoria in sé, ma per la totale mancanza di professionalità e per il fatto di essere stato ignorato di fronte a un problema che tocca la salute delle persone. Trovo intollerabile che una multinazionale eluda due comunicazioni formali e rifiuti il dovuto rimborso integrale per un bene non conforme e pericoloso. Esigo che Deliveroo provveda immediatamente al completamento del rimborso della spesa sostenuta e fornisca riscontro in merito alla gestione omissiva del proprio customer care.
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