Come testiamo

Creme idratanti viso: come testiamo

12 settembre 2016

12 settembre 2016

I prodotti sono stati selezionati al fine di ottenere un’immagine il più possibile rappresentativa del mercato, nonostante l’offerta è, nei fatti, molto vasta. I criteri specifici definiti all'inizio dello studio hanno permesso di ristringere il campo: abbiamo quindi selezionato creme viso idratanti nella versione più “standard “ possibile (tutti i tipi di pelle" o per "pelle normale o mista"), scartando le altre versioni (tipo anti-rughe o per pelli secche)  quando anch’esse erano disponibili.

Analisi di laboratorio: efficacia idratante e prova d’uso

Per valutare l’efficacia idratante abbiamo eseguito la stessa metodica impiegata nei precedenti test (corneometria), il che a permesso di avere dei confronti tra le diverse categorie di mercato con la stessa funzione principale: l’idratazione del viso. Ogni prodotto è stato testato su 22 soggetti che hanno utilizzato i prodotti per quattro settimane dopo le quali abbiamo misurato l'idratazione dello strato più superficiale della pelle (strato corneo) attraverso il corneomeotro, uno strumento che fornisce la misurazione della capacitanza elettrica della pelle che dà indirettamente una misura del livello d’idratazione. Oltre alla prova di efficacia, abbiamo poi valutato le qualità cosmetiche dei prodotti (spalmabilià, profumazione, consistenza…) attraverso una prova d’uso avvalendoci  di un laboratorio specializzato in analisi sensoriale e del giudizio di comuni consumatrici che hanno provato i prodotti per una settimana.

Etichette

Infine, ci siamo occupati dell’analisi approfondita delle etichette secondo:

  • la normativa vigente in tema di cosmetici, il regolamento n. 1223/2009 ;
  • delle informazioni aggiuntive non obbligatorie per legge (contatti del produttore in Italia, data di scadenza insieme al PAO – period after opening - , leggibilità dell’INCI, INCI sul contenitore e non solo sulla confezione esterna, sigillo plastico intorno all’apertura del contenitore);
  • la lingua in cui le informazioni sono riportate (che idealmente dovrebbe essere quella del paese in cui il prodotto è posto in vendita) e le indicazioni eventuali circa  la funzione  del prodotto e l’utilizzo;
  • i claims utilizzati a scopo di marketing (“ipoallergenico”, “dermatologicamente testato”, “non comedogenico”, “senza parabeni/conservanti/altre sostanze”), la cui presenza in etichetta determina un abbassamento del giudizio totale sull’etichettatura.