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Inchiesta farmaci: il 38% degli intervistati non li trova in farmacia

Il problema persiste: negli ultimi due anni, a quasi quattro persone su dieci è successo di non trovare medicinali necessari in farmacia o presso le farmacie ospedaliere. L'attesa è arrivata anche a più di 7 giorni con conseguenze negative, anche gravi, per il 47% delle persone che hanno affrontato queste indisponibilità. La pandemia ci insegna che, anche su questo fronte, bisogna agire insieme gli altri Paesi. Abbiamo inviato le nostre proposte all’Ue.

  • di
  • Stefania Villa
02 febbraio 2021
  • di
  • Stefania Villa
Inchiesta farmaci mancanti

Da anni Altroconsumo è impegnata sul tema dei farmaci introvabili. Ma il problema, nonostante le segnalazioni inviate, le speculazioni scoperte e le denunce, le multe, le norme adottate e i tavoli di lavoro istituiti, non si è mai risolto davvero: i medicinali continuano a mancare, in farmacia e negli ospedali.

Lo vediamo nei dati della nostra ultima indagine statistica in cui, tra il 4 e l’11 novembre 2020, abbiamo intervistato un campione di 1.333 italiani tra i 25 e i 74 anni, distribuiti come la popolazione generale: negli ultimi due anni, a quasi quattro persone su dieci è capitato di non trovare i farmaci di cui aveva bisogno (leggi i consigli su cosa fare in questa evenienza).

 

L'indagine: problema diffuso e con conseguenze

Secondo l'indagine, al 38% delle persone è successo, negli ultimi due anni, di recarsi in farmacia o in ospedale per prendere un medicinale e scoprire che non sarebbe stato disponibile entro 24 ore per mancanza di scorte (nell’87% dei casi si trattava di farmaci su prescrizione medica). Un dato pesante, se pensiamo che i problemi per cui erano necessari questi medicinali erano malattie anche gravi e che, normalmente, i farmaci dovrebbero essere consegnati entro 12 ore dai distributori, mentre i nostri intervistati hanno dovuto attendere anche più di 7 giorni in alcuni casi.

Al 47% delle persone queste mancanze hanno causato ansia, peggioramento dei sintomi, effetti indesiderati dovuti al farmaco alternativo, in alcune occasioni (il 2% di chi ha avuto ripercussioni) persino il ricovero.

Il ruolo della pandemia e le richieste all'Ue

Quello delle indisponibilità dei farmaci è un problema annoso e complesso: diverse le cause e le sfaccettature del fenomeno, non sempre chiare le responsabilità e i doveri di controllo, molti gli anelli della catena di fornitura coinvolti in questa filiera, globale ma anche molto delicata, perché ogni interruzione può generare carenze anche molto significative. L’emergenza sanitaria causata dal Covid - con l’impennata esponenziale della domanda mondiale di alcuni medicinali - ha inoltre accentuato il fenomeno.

Il coordinamento e la collaborazione tra Paesi sperimentata durante la pandemia, proprio nella distribuzione dei farmaci necessari, sono un segnale molto positivo e potrebbero fare la differenza rispetto all'indisponibilità dei medicinali: durante, ma anche dopo il Covid.

Insieme al Beuc, la rete dei consumatori europei, abbiamo scritto alla Commissione Ue per proporre le misure ritenute fondamentali per armonizzare le legislazioni nazionali e rendere davvero efficiente questa collaborazione.

È necessaria, innanzitutto, una definizione normativa comune di carenza; inoltre, le case farmaceutiche dovrebbero presentare un piano di prevenzione e monitoraggio delle carenze, per identificare i rischi prima; bisognerebbe rafforzare gli obblighi di fornitura per aziende e distributori, applicando sanzioni, e unificare doveri e modalità di segnalazione delle indisponibilità.

Chiediamo un database europeo delle carenze, che ne includa motivazioni e durata e un sistema semplice per i cittadini, come un’app, per segnalare ed essere aggiornati sulle disponibilità; infine, abbiamo richiesto l’esplorazione di alternative produttive, anche pubbliche, che mirino a mantenere i medicinali necessari sempre disponibili ed economicamente accessibili per tutti i cittadini.