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Farmaci introvabili: segnalaci quelli che non trovi in farmacia

04 settembre 2017
Farmaci introvabili

04 settembre 2017

Continuano ad arrivarci segnalazioni da parte dei cittadini di farmaci (talvolta anche importanti) che risultano introvabili nelle farmacie. Che fine fanno questi medicinali? Alcuni ricompaiono con costi anche cinque volte più alti. Se anche tu non riesci a trovare un farmaco, segnalacelo: proveremo a fare chiarezza.

Quante volte ti è capitato di andare in farmacia e sentirti dire che il farmaco che ti hanno prescritto non è disponibile o, addirittura, introvabile? La scena si ripete sempre più spesso nelle farmacie di tutta Italia. E i medicinali che mancano all'appello sono praticamente di ogni tipo: antibiotici, antidepressivi, farmaci per l'emicrania, antitumorali, antiasmatici, antiepilettici.

Noi continuiamo a raccogliere le segnalazioni dei cittadini: se hai o hai avuto di recente difficoltà nel procurarti un farmaco, ti chiediamo di segnalarcelo.

Non hai trovato un farmaco?

Segnalacelo

Quella dei farmaci introvabili è una questione che avevamo sollevato già alcuni anni fa e che avevamo documentato in una inchiesta pubblicata a ottobre 2014. Da allora, col passare del tempo, la lista dei farmaci scomparsi si è fatta sempre più lunga e include anche moltissimi farmaci di classe A, ovvero quelli ritenuti essenziali nella cura delle malattie e che per questo sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale. E quello che preoccupa di più è che molti dei medicinali irreperibili sono "unici", cioè senza alternativa. Se cerchi un'alternativa a un farmaco ricordati che puoi consultare la nostra banca dati farmaci: in genere, il medicinale equivalente, a parità di principio attivo, ti costa meno di quello di marca.

Perché questi farmaci vengono a mancare?

Le ragioni sono diverse e, quando si chiamano in causa i diversi attori che compongono la filiera del farmaco, comincia lo scaricabarile. I grossisti puntano il dito verso le case farmaceutiche, che contingenterebbero la produzione dei loro medicinali nel nostro Paese a vantaggio di mercati esteri più redditizi. Le aziende farmaceutiche accusano i distributori all'ingrosso, sempre più dediti al business del parallel trade: esportano farmaci dall'Italia, dove mediamente i prezzi dei farmaci di classe A sono più bassi, in Paesi dove i prezzi degli stessi medicinali sono più alti. Quella del commercio parallelo è un'attività del tutto legale e che in Europa sfiora i 5 miliardi e mezzo di euro: questa pratica, però, mina il diritto alle cure dei cittadini residenti nei Paesi da cui i farmaci fuggono. Non va dimenticato il campo dei traffici illeciti: capita, infatti, che in seguito a una falsificazione dei documenti, i farmaci vengano reintrodotti nella catena distributiva di altri Paesi europei.

I tentativi di arginare il problema

Con quali armi si sta combattendo il problema? Il ministero della Salute, in verità, ha tentato di mettere un argine alla fuga dei farmaci. Nel giugno 2014, infatti, è stato emanato un provvedimento che impone ai distributori che esportano di garantire comunque un assortimento permanente di medicinali sufficiente a rispondere alle esigenze delle zone da loro servite e di provvedere alla consegna delle forniture richieste in tempi brevissimi su tutto il territorio nazionale. Il decreto ha anche formalizzato la procedura che devono seguire i farmacisti per segnalare le carenze da loro riscontrate.

Chiesti chiarimenti a Ministero e AIFA

Abbiamo svolto diverse indagini sull'argomento e raccolto molte testimonianze da parte dei cittadini. Questo ci ha permesso di inviare una segnalazione al ministero della Salute e ai vertici di Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco. Abbiamo segnalato diversi medicinali non inclusi nella lista stilata dall'Aifa e abbiamo chiesto chiarimenti sulla maggiorazione del prezzo di alcuni farmaci.


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