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Polizza assicurativa contro il cancro: uno strumento utile

Nonostante le attenzioni di tutti siano state catalizzate dalla pandemia di Covid-19, le patologie tumorali rimangono la seconda causa di morte in Italia. La loro incidenza è prevista in aumento, data l’attesa crescita percentuale della popolazione anziana, col rischio di sovraccaricare il servizio sanitario nazionale. In questo contesto, una polizza assicurativa sanitaria può rivelarsi un buon investimento.

08 ottobre 2021
Polizze sanitarie

L'emergenza sanitaria dovuta al Covid ha certamente catalizzato tutte le attenzioni mediatiche negli ultimi 2 anni. Eppure il Covid non è l’unico problema che un paese come l’Italia si trova ad affrontare a livello sanitario. Benché la pandemia porti dietro di sé uno strascico pesante in termini di vite umane e rimanga indubbiamente un evento che ha segnato profondamente la vita delle persone, essa è solo una tra le tante cause di morte nel Paese. Tutte le altre patologie, infatti, non sono scomparse durante l’emergenza e, anche se meno di prima sotto i riflettori, hanno continuato a risultare ugualmente distruttive. Tra queste, le neoplasie sono tra le più rilevanti, data la loro incidenza e la loro possibile evoluzione nel futuro.

Secondo i dati Istat, le patologie tumorali risultavano la seconda causa di morte in Italia nel 2018 (ultimo anno completo disponibile), precedute solo dalle malattie cardiovascolari. Le neoplasie hanno causato la morte di più di 180.000 persone, seguite dalle patologie respiratorie, responsabili di poco meno di 52.000 decessi. E anche se durante la pandemia queste ultime sono, ovviamente, aumentate, sono comunque rimaste inferiori ai tumori come numero di morti. Nel periodo marzo-aprile 2020, durante la fase più acuta della pandemia, i decessi accertati per Covid-19 sono stati 29.210 mentre quelli legati alle neoplasie sono stati il 2,6% in più, sempre secondo l’istituto di statistica.

Sistema sanitario nazionale sotto pressione

Tali servizi acquistano ulteriore rilevanza anche alla luce del fatto che la maggiore incidenza rischia di sovraccaricare i sistemi sanitari dei diversi paesi. Il rapporto “Global Cancer Statistics 2020” che prende in esame lo sviluppo di 36 patologie tumorali in 185 paesi del mondo stima che, a oggi, circa una persona su cinque svilupperà una neoplasia nel corso della propria vita, ma che nel 2040 tale rapporto aumenterà del 47%.

La spesa sanitaria italiana di carattere pubblico è stata oggetto di diversi tagli in tempi recenti, benché almeno dal 2017 si è mantenuta in una percentuale costante rispetto al Pil (pari a circa il 6,5%). E anche se questa tendenza si è interrotta nel 2020 con un balzo in avanti al 7,5% (ribadito anche per il 2021 ad un 7,3%), tale incremento è da ricondursi principalmente agli ingenti sforzi compiuti per il contrasto alla pandemia. Difatti, le previsioni contenute nell’ultimo Documento di Economia e Finanza (Def), prospettano una spesa in discesa al 6,7% dal 2022, quando cioè ci si aspetta che l’emergenza sanitaria si sia ormai attenuata, per poi ridursi ancora gradualmente fino al 6,3% nel 2024. Anche considerando la sanità privata, la media italiana, pur essendo leggermente superiore a quella dell’Unione europea, rimane al di sotto di quella di paesi come Germania e Francia, dove la percentuale di spesa rispetto al prodotto interno lordo è superiore all’11%.

Un aiuto in questo senso potrebbe arrivare dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che, sommando tutte le iniziative, prevede investimenti nella sanità per circa 20 miliardi di euro. Di questi, circa 9 miliardi sono dedicati al rafforzamento dell’assistenza sanitaria territoriale, implementando reti di prossimità e telemedicina.

Va comunque evidenziato che il comparto sanitario è destinatario dell’8,6% dei fondi totali previsti, risultando il meno finanziato tra quelli previsti dal Piano. Troppo poco, in quanto ciò costituisce “solo la metà dei circa 40 miliardi di euro di mancati incrementi subiti dal fondo sanitario negli ultimi dieci anni per garantire il famoso equilibrio di finanza pubblica richiesto dalle diverse manovre che si sono succedute negli anni” dice Tonino Aceti, presidente dell’associazione indipendente SalutEquità.

L’importanza della prevenzione

Circa il 70% dei tumori sono evitabili praticando corretti stili di vita, ha dichiarato recentemente il presidente dell’Istituto Mario Negri, Silvio Garattini. L’Italia è uno dei paesi con l’aspettativa di vita più alta, ma ancora molto si può fare perché come durata di vita sana il paese si trova al quindicesimo posto, avendo come aspettativa di vita “in media 6 anni per i maschi e 8 per le femmine in cattive condizioni di salute", ha aggiunto Garattini.

Vi sono comunque anche dei segnali positivi. L’Italia è il paese dell’Unione europea che destina la maggior percentuale di spesa sanitaria per azioni preventive, riservando circa il 4,4% delle proprie risorse contro una media europea del 2,8%, secondo l’ufficio europeo di statistica Eurostat. Il paese ha inoltre sottoscritto le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili, che si prefigge la riduzione del 25% della mortalità precoce dovuta a malattie cardiovascolari, tumori, diabete o malattie respiratorie croniche entro il 2025. Un traguardo importante che si spera possa essere raggiunto.

Tumore, diagnosi in aumento

L’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, stima che ogni anno in Italia vi siano circa 377.000 diagnosi di tumore, di cui il 52% riguarda gli uomini e il rimanente 48% le donne. Il dato di incidenza è cresciuto negli ultimi anni (principalmente tra le donne) ed è atteso in ulteriore aumento in futuro, visto il previsto invecchiamento della popolazione.

A tutto questo va aggiunto il fatto che il Covid-19 potrebbe avere aggravato ulteriormente la situazione. Le chiusure e le restrizioni decise per contrastare la pandemia e la necessità di evitare il collasso delle strutture sanitarie si è tradotto in un rallentamento delle attività ospedaliere non legate alla lotta al Covid. Secondo la fondazione Umberto Veronesi, i mancati esami oncologici nel corso del 2020 sono stati pari a due milioni e mezzo, con la conseguenza sia di minori interventi chirurgici (-18%) sia di minori trattamenti farmacologici (-13%). “Stiamo già assistendo a diagnosi in cui i tumori sono negli stadi più avanzati, segno che per diversi mesi non è stato possibile arrivare ad una diagnosi in tempi rapidi" ha detto il presidente eletto dell’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) Saverio Cinieri.

In contesti del genere, una copertura assicurativa può rivelarsi un utile strumento di supporto per affrontare queste patologie. Altroconsumo Connect, il broker assicurativo costituito dalla Fondazione Altroconsumo, ha voluto dare un segnale in questo senso mettendo a disposizione dei propri soci e fan la polizza AXA BeLive. uno strumento, particolarmente innovativo, realizzato in collaborazione con AXA e Neosurance, che garantisce una copertura assicurativa per i prossimi cinque anni offrendo servizi esclusivi (come ad esempio l'assistenza domiciliare e l'Advanced Second Opinion), oltre ad un sostegno economico per aiutare chi si trova costretto ad affrontare una diagnosi tumorale.

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Cliccando sul pulsante “SCOPRI I DETTAGLI” accedi al sito di Altroconsumo Connect srl, il broker assicurativo costituito dalla Fondazione Altroconsumo, iscritto al Registro degli Intermediari Assicurativi (Sez. B n. B000525056) e soggetto al controllo di IVASS, che ha negoziato per i soci e i fan di Altroconsumo le polizze assicurative, gestisce i passaggi necessari per l’eventuale acquisto della polizza e la raccolta delle adesioni nel caso sia stato costituito un gruppo di acquisto. L’attività svolta da Altroconsumo Connect srl è remunerata dalle provvigioni ricomprese nel premio delle polizze stipulate. Ogni successiva comunicazione relativa all’acquisto delle polizze avverrà direttamente ed esclusivamente con Altroconsumo Connect srl, sulla base dell’incarico che verrà ad essa rilasciato dall’interessato.