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Conto base: in banca è introvabile

16 aprile 2013
Conto base: in banca è introvabile

16 aprile 2013

La nostra inchiesta con telecamera nascosta nelle banche di Milano e Roma rivela che il conto base (il conto “low cost” che prevede solo servizi essenziali) è un fantasma. Eppure è passato più di un anno dalla sua introduzione per legge. Le banche lo ignorano e continuano a offrire i conti della casa ben più remunerativi per loro.

Risparmiare sul conto corrente: a questo dovrebbe servire il conto base, introdotto per legge dal 2012 e destinato ai cittadini economicamente svantaggiati o che comunque vogliono spendere un po’ meno per il conto corrente. È un conto con canone unico, comprensivo di tutte le spese senza altri costi per le operazioni.

Nei panni di una precaria con un lavoro a termine da 1.000 euro al mese e un affitto di 300 siamo andati in quattro banche di Roma e Milano a chiedere un conto corrente che ci costasse il meno possibile. Anche perché avevamo poche e semplici esigenze: una carta bancomat, pagare l’affitto con bonifico una volta al mese e far domiciliare le bollette. Niente libretto degli assegni, carta di credito, né deposito titoli. Del resto, con  quello stipendio non ci sono molti soldi da spendere e tantomeno da investire. Nessuna delle banche ha proposto il conto base, il conto low cost che per legge da quasi un anno tutte le banche devono avere tra i conti offerti al pubblico. Tutte mi hanno offerto un conto meno conveniente per me, ma più remunerativo per la banca.


Conto base: in banca è introvabile

Anche sui loro siti le banche giocano a nascondino

Dal primo giugno 2012 per legge, le banche devono offrire il conto base a pensionati (con rendita massima fino a 1.500 euro al mese) e ai cittadini economicamente svantaggiati, ma anche ai comuni risparmiatori che vogliono spendere un po’ meno per il conto corrente. È un conto con canone unico, comprensivo di tutte le spese senza altri costi per le operazioni. Consente di fare un numero limitato di operazioni, non prevede il libretto degli assegni, la carta di credito e il deposito titoli, ma il bancomat con prelievi a costo zero in tutte le banche. Non dà la possibilità di andare in rosso e non  dà interessi sulle somme depositate.
Se allo sportello viene ignorato, sui siti delle banche c’è, grazie all’obbligo di legge, ma non certo in evidenza come ha chiesto Bankitalia, quando le ha richiamate nell’agosto scorso. Anzi, per trovarlo bisogna fare una caccia al tesoro, perché spesso compare tra i conti correnti ben nascosto nei documenti di trasparenza (vedi video). Siamo lontani dallo spirito della legge,  che è di far entrare nei circuiti finanziari anche chi fino a oggi non riteneva opportuno avere un conto in banca considerandolo troppo costoso.

Sulla carta, però, è troppo costoso

Il conto base ad oggi è un conto fantasma, che non solo le banche non propongono ai potenziali nuovi clienti, ma che fanno pagare  troppo vista la sua natura e il fatto che è privo di rischio di credito. Basta dare un’occhiata alla tabella con i costi dei principali istituti (così come riportati nei foglietti informativi) per rendersene conto: si arriva a 72 e 90 euro all’anno.


Conto Base nelle principali banche italiane (ottobre 2013)
Banche Canone annuo (euro)
Banca d'Alba 24
Veneto Banca 24
Intesa Sanpaolo 30
Poste Italiane 30
Banco di Desio e della Brianza 36
Banco Popolare 36
UBI BANCA 42
Cariparma Credit Agricole 46,80
Banca Carige 48
Banca popolare di Puglia e Basilicata 48
Banca Sella 48
Credem 48
Deutsche Bank 48
Unicredit 48
Banca Popolare dell'Emilia Romagna 48
Bnl Bnp Paribas 48
BCC di Roma 50
Banca popolare di Sondrio 50
Banca delle Marche 60
Banca Popolare di Vicenza 60
Cassa di risparmio di San Miniato gruppo Carismi 60
Banca Popolare di Milano 72
Monte dei Paschi di Siena 72
Banca popolare di Bari 90

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