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Gratuito patrocinio: come funziona e chi può richiederlo

20 agosto 2013

20 agosto 2013

Per garantire a tutti i cittadini un giusto processo, lo Stato si prende carico delle spese di assistenza di chi è in difficoltà economica. Quello che un tempo veniva definito “gratuito patrocinio” ora si chiama “patrocinio a spese dello Stato”: come e chi può richiederlo.

Chi può chiederlo, dove e come

Far valere i propri diritti in un aula di tribunale può costare caro: oltre ai soldi per l’avvocato, bisogna tenere conto dei costi amministrativi (che possono andare da qualche decina fino a oltre mille euro) e delle eventuali spese di consulenza tecnica. Se il cittadino non è in grado di sostenere queste spese, lo Stato interviene con il patrocinio a spese dello Stato.

I requisiti di reddito

Per poter chiedere il patrocinio a spese dello Stato bisogna avere una reddito non superiore a 10.766,33 euro (fa fede l’ultima dichiarazione Irpef). Se si convive con il coniuge e/o con altri familiari, a parte casi specifici, il reddito considerato è quello dell’intero nucleo familiare. Per i processi civili, la domanda deve essere presentata alla segreteria del consiglio dell’Ordine degli avvocati, che si trova all’interno del Palazzo di Giustizia. Per quanto riguarda la sede competente, è quella dove si trova il giudice che sovraintende il processo.

Quali documenti sono necessari

I moduli prestampati per fare la domanda sono disponibili nelle segreterie degli Ordini degli avvocati. L’istanza va firmata e consegnata allegando una fotocopia del documento di identità. Entro dieci giorni dal deposito della domanda, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati deve comunicare l’accoglimento o il rifiuto della stessa al richiedente. Nel caso l’istanza venga respinta, rimane comunque la possibilità di fare la domanda direttamente al giudice che si occuperà del processo. Una volta ammessi al gratuito patrocinio, è possibile nominare un difensore, scegliendolo tra gli iscritti del relativo elenco degli avvocati.

Chi paga le spese

Lo Stato anticipa sia i costi amministrativi legati al processo sia l’onorario dell’avvocato. Come e quando recupera questi soldi?

Se il non abbiente vince la causa

Se chi ha goduto del gratuito patrocinio vince la causa, lo Stato recupera le spese addebitandole alla parte sconfitta. Se così non riesce a rientrarne in possesso, possono essere richieste anche a chi ha goduto del gratuito patrocinio, ma solo se la vittoria del processo lo ha messo in condizione di restituire le spese erogate in suo favore.

Se il non abbiente perde la causa

In questo caso lo Stato non recupera le spese. Una cosa deve essere chiara: se chi gode del gratuito patrocinio viene condannato dal giudice e deve quindi pagare la controparte (per esempio, rimborsare le spese processuali, risarcire i danni che ha causato…), non può esimersi dal farlo: in caso di condanna, anche il non abbiente (come tutti gli altri) deve pagare ciò per cui è stato condannato.