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Reddito d'emergenza anche nel 2021. Ecco come funziona, a chi spetta e come inoltrare la domanda

Con il decreto sostegni-bis arriva l'ulteriore proroga per il 2021 del Reddito di emergenza. Sul sito dell'Inps è disponibile il servizio che permette di richiedere il contributo straordinario che viene riconosciuto alle famiglie in situazioni di difficoltà economica a causa dell'emergenza Covid-19. Come funziona, a chi spetta e la procedura da seguire per inoltrare la domanda.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Roberto Usai
28 maggio 2021
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Roberto Usai
reddito d'emergenza

Il decreto sostegni-bis ha prorogato anche per il 2021 il Reddito d'emergenza, il contributo a favore delle famiglie più povere che si trovano in condizioni di difficoltà economica a causa dell'emergenza Covid-19, introdotto lo scorso anno. C'è però una novità che amplia la platea dei destinatari: potrà essere richiesta anche da chi beneficiava dell'indennità di disoccupazione. Il REm (il reddito di emergenza, appunto) deve essere richiesto entro il 31 luglio e viene riconosciuto per quattro mensilità: giugno, luglio, agosto e settembre 2021. Ma a chi spetta? E come si presenta la richiesta? 

A chi spetta il Reddito di emergenza

Il REm spetta nuclei familiari che si trovano in condizioni di necessità economica a causa dell’emergenza sanitaria. Per poter esser richiesto, il nucleo familiare deve contemporaneamente soddisfare alcuni requisiti precisi:

  • il richiedente deve avere la residenza in Italia;
  • il reddito familiare, nel mese di aprile 2021, deve essere inferiore all’importo che viene riconosciuto come REm e che varia in base al numero di componenti del nucleo familiare;
  • l’ISEE in corso di validità del nucleo deve essere inferiore a 15.000 euro, per i nuclei familiari che vivono in affitto il limite è aumentato di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione come dichiarato ai fini Isee;
  • il valore del patrimonio mobiliare familiare deve essere inferiore a 10.000 euro, cui si sommano 5.000 euro per ogni componente ulteriore al primo, ma entro un massimo complessivo di 20.000 euro. Se nel nucleo è presente un soggetto definito come disabile grave o non autosufficiente (secondo i criteri ISEE) il valore massimo è di 25.000 euro.

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