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Bonus baby sitter: ora anche ai nonni. Ecco come chiederlo e come richiedere il bonus centri estivi

L’Inps ha incluso i nonni e altri familiari non conviventi tra i soggetti che possono essere remunerati con il bonus babysitter. Inoltre, l’Inps ha aggiornato le procedure per richiedere il bonus babysitter e il bonus per i centri estivi, i contributi arrivano fino a un massimo di 1.200 euro (o 2.000 per i lavoratori sanitari). Ecco chi ne ha diritto e le procedure per richiederli.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
10 luglio 2020
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
coronavirus: congedi, permessi e bonus babysitter

In vista della ormai certa riapertura delle scuole a settembre, con la recente approvazione del decreto rilancio, il Governo ha prorogato bonus e congedi previsti dal decreto Cura Italia anche per i mesi estivi. Il Governo ha dato la possibilità ai genitori di ottenere un bonus massimo di 1.200 euro, aumentati fino a 2.000 euro per i lavoratori del comparto sanitario da spendere alternativamente tra servizi di babisitteraggio o centri estivi. Prorogati al 31 agosto i congedi parentali straordinari retribuiti e non a seconda dell’età del minore e permessi allargati per chi ha parenti disabili di cui prendersi cura. Tutti i provvedimenti sono utilizzabili anche in caso di adozione o affido preadottivo. Vediamo insieme chi ne ha diritto e come fare a ottenerli tenendo sempre a portata di mano il proprio Pin dell’INPS o le credenziali SPID.

Bonus babysitter e bonus centri estivi

In alternativa ai congedi parentali è possibile richiedere un bonus per pagare i servizi di babysitting, servizi socio educativi territoriali, asili nido, scuole dell’infanzia e centri estivi utilizzabili fino al 31 agosto 2020. Il bonus baby sitter viene erogato tramite il libretto famiglia, quello per i centri estivi viene invece erogato al genitore richiedente solo dopo che si possa dimostrare l'avvenuta iscrizione del bambino al centro estivo, tramite fattura o certificazione rilasciata dal centro. Nella domanda vanno indicati i periodi di frequenza, l'importo pagato e quello ancora da pagare. L'accredito può avvenire su conto corrente bancario o postale, su libretto postale, carta prepagata con IBAN o bonifico domiciliato presso le poste. La scelta viene  fatta dal richiedente al momento della presentazione della domanda, è importante che il titolare del conto su cui si vuole ottenere l'accredito sia anche il beneficiario del bonsu vacanze.

I genitori di figli che hanno meno di 12 anni (non sono compresi quelli che compiono 12 anni dopo il 5 marzo 2020) o a prescindere dall’età se in situazione di handicap grave possono presentare la domanda all’Inps per ottenere il bonus di 1200 euro a famiglia.

In particolare, il bonus di massimo 1200 euro spetta alle famiglie di lavoratori dipendenti del settore privato, di lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps, degli autonomi iscritti all’Inps o ad altre casse previdenziali. Ricordiamo che il bonus è di 1.200 euro massimi a partire dal 5 marzo 2020, quindi se in parte lo hai già ottenuto puoi richiedere ulteriori erogazioni ma nel complesso non puoi superare i 1.200 euro.

2000 euro per alcune categorie

Per alcuni soggetti particolari il bonus massimo erogabile diventa di 2.000:

  • medici e infermieri;
  • tecnici di laboratorio biomedico o di radiologia medica;
  • operatori sociosanitari;
  • personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, impiegato per esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il bonus è complessivo a prescindere dal numero di figli minori presenti nel nucleo, pertanto in caso di più figli il limite massimo richiedibile rimane quello di 1200 euro totali (2.000 per i casi appena visti). In caso di genitori non conviventi, il bonus deve esser richiesto dal genitore che convive con il minore.

In nessun caso si può fare richiesta del bonus se un genitore è disoccupato/non lavoratore e percepisce strumenti di sostegno al reddito (ad esempio Naspi, indennità di mobilità...), in particolare il bonus per i centri estivi non può esser richiesto se per lo stesso periodo per il quale è stato ottenuto il bonus asilo nido. Ricordiamo ancora che non è possibile chiedere contemporaneamente il bonus babysitter (o centro estivo) e il congedo parentale, mentre è possibile cumulare il bonus con i giorni di permesso retribuito per la legge 104 e con il prolungamento del congedo parentale per figli con disabilità grave.

Come si presenta la domanda

La domanda può esser presentata tramite i servizi online dell’Inps, tramite contact center dell’Inps contattando il numero verde 803164 (gratuito da rete fissa) o 06164164 (da rete mobile) e gratuitamente tramite patronato. 

Se presenti la domanda online, una volta loggato, dalla homepage del sito Inps devi cliccare su “servizio bonus baby sitting”. Clicca su “nuova domanda”, a questo punto puoi scegliere se ottenere il bonus baby-sitter, il contributo per i servizi integrativi per l’infanzia (cioè per pagare i centri estivi) o entrambi, ricordando che:

  • il totale che puoi ottenere è di 1.200 euro massimi complessivi, quindi se ad esempio richiedi o hai richiesto 400 euro per il bonus babysitter puoi ottenere un contributo massimo di 800 euro per pagare il centro estivo;
  • se hai già ottenuto il bonus babysitter previsto per i mesi scorsi puoi richiedere la quota residua fino a 1.200 euro massimi complessivi;
  • il bonus babysitter viene erogato sul libretto di famiglia e non puoi usare questo contributo per pagare null’altro che sia la persona che svolge il servizio di babysitteraggio legato all’emergenza Covid-19;
  • per ottenere il bonus centro estivo devi caricare il documento che comprovi l’iscrizione del bambino con tutti i dati della struttura. In ogni caso il bonus viene riconosciuto per un importo massimo di 250 euro a settimana.
I parenti non conviventi

Buone notizie per tutti i familiari, soprattutto nonni, che aiuta i genitori con i figli minori. L’Istat, infatti, nel suo report “Conciliazione tra lavoro e famiglia, anno 2018” indica che poco meno di un terzo dei nuclei familiari con figli minori usa i servizi, il 38% conta sull’aiuto di familiari, soprattutto dei nonni, oppure di amici. Adesso l’Inps con la circolare 73/2020 ha chiarito che possono essere remunerati con il bonus baby sitter anche le prestazioni di lavoro rese in ambito familiari, purché sussistano le seguenti condizioni:

  1. i familiari non devono essere conviventi;
  2. sono comunque esclusi i genitori non conviventi anche se separati o divorziati;
  3. chi effettua  il lavoro deve preliminarmente registrarsi sulla piattaforma delle prestazioni di lavoro occasionali che si trova nel sito Inps. Le procedure di registrazione possono essere svolte direttamente oppure tramite contact center Inps o patronati.
Il libretto famiglia

Per ottenere l’accredito del bonus babysitter occorre possedere il libretto famiglia, che vi suggeriamo di attivare se avete intenzione di far richiesta del bonus. Per farlo dovete accedere al sito dell’Inps con le vostre credenziali o tramite SPID e utilizzare il servizio “prestazioni di lavoro occasionale e libretto famiglia”.

Il libretto famiglia è un libretto prepagato, composto da titoli di pagamento del valore nominale di 10 euro l’ora. Il libretto può esser acquistato tramite modello F24 Elide con causale LIFA o tramite il portale dei pagamenti dell’Inps. Anche il percettore dei pagamenti deve esser registrato, per poter ottenere il pagamento direttamente dall'Inps.

Di fatto la famiglia compra il libretto, “caricando” l’importo desiderato (o nel caso del bonus babysitter, ricevendo l’accredito) e lo utilizza per pagare a ore il servizio di babysitting. Dei 10 euro pagati 8 vanno al lavoratore, 1,65 euro vanno alla contribuzione per la Gestione separata dell’Inps, 25 centesimi per il premio dell’assicurazione Inail e 10 centesimi per gli oneri gestionali.

L'erogazione del bonus

In sede di registrazione i genitori e i percettori devono fornire le informazioni necessarie per gestire il rapporto di lavoro e il conseguente versamento corretto dei contributi. In particolare è necessario indicare l'IBAN corretto per ottenere l'accredito delle somme.

L'Inps comunica via sms o mail al genitore richiedente l'accogliemento della domanda per ottenere il bonus babysitter ed entro i 15 giorni solari successivi, questi deve procedere all'appropriazione telematica del bonus, se non lo fa il bonus decade. Dopo l'appropriazione il genitore dispone dell'importo concessogli nel suo "portafoglio elettronico" e può disporre tramite la piattaforma Inps il pagamento della prestazione al beneficiario.

Le disposizioni di pagamento inserite entro il 3 di ogni mese vengono accreditate entro il 15 del mese stesso al lavoratore. Ricorda che nel momento dell'inserimento della prestazione, il genitore deve indicare l'intenzione di usufruire del "Bonus Covid 19" per il pagamento della prestazione e verificare che la procedura riporti correttamente i dati della domanda accolta e la tipologia di attività "Acquisto di servizi di baby-sitting (DL 18/2020 - Misure Covid 19). Le prestazioni svolte in questo periodo possono essere comunicate dal genitore entro il 31 dicembre 2020.

Congedi parentali

I congedi straordinari sono richiedibili fino al 31 luglio.

I congedi di 30 giorni sono da calcolare dal 5 marzo scorso, quindi se hai già usufruito dei 15 giorni previsti dal Cura Italia te ne spettano altri 15. I permessi sono richiedibili anche separatamente ma devono essere goduti alternativamente tra i due genitori e valgono per il nucleo familiare (iscritto nello stesso stato di famiglia), pertanto in caso di più figli non si ha diritto a più di 30 giorni di permesso totali. Per i genitori separati o divorziati l'unico modo per ottenere il congedo per entrambi è risiedere in due abitazioni diverse. Nei casi di affido esclusivo il permesso è richiedibile solo dal genitore affidatario.

genitori lavoratori dipendenti privati che hanno figli hanno diritto:

  • per figli fino a 12 anni, a 30 giorni retribuiti con  un’indennità del 50% dello stipendio e viene garantita la contribuzione Inps figurativa. Lo stesso trattamento è previsto senza limite di età per chi ha figli portatori di handicap riconosciuti in situazione di gravità, purché siano iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale. Questi congedi retribuiti spettano senza limite di età per figli disabili in condizione di gravità;
  • per figli fino a 16 anni a congedi non retribuiti e senza contribuzione figurativa, ma senza limite massimo temporale, infatti sono richiedibili per tutto il periodo di chiusura dei servizi educativi di ogni ordine e grado.

Questi congedi sono concessi anche ai genitori che hanno esaurito i giorni a disposizione per i congedi parentali che prevedono indennizzi specifici in relazione all’età dei figli.

In nessun caso si può fare richiesta del congedo se:

  • per lo stesso nucleo familiare si è fatta richiesta del bonus babysitter;
  • un genitore usa il permesso covid-19 l'altro genitore non può utilizzare in contemporanea eventuali congedi parentali residui o riposi per allattamento;
  • un genitore è disoccupato/non lavoratore o se percepisce altri strumenti di sostegno del reddito (CIGO, CIGS, CIG in deroga, Assegno ordinario, CISOA, NASpI e DIS-COLL). Se l'integrazione salariale è per riduzione dell'orario di lavoro, quindi il genitore continua a lavorare seppur con orario ridotto, può richiedere il congedo.

Sono invece compatibili e utilizzabili in sovrapposizione con il congedo:

  • la malattia dell'altro genitore;
  • i congedi di maternità/paternità utilizzati dall'altro genitore in caso di più figli;
  • il lavoro svolto in forma di smart working dall'altro genitore che è ovviamente impossibilitato a seguire il bambino;
  • le ferie dell'altro genitore;
  • aspettativa non retribuita.

Per ottenere i permessi, i genitori che ne hanno fatto già richiesta a partire dal 5 marzo scorso non devono fare nulla, perché i periodi di congedo vengono convertiti direttamente dall’Inps. Chi ne vuole fare richiesta, deve utilizzare la procedura di congedo parentale già prevista sul sito dell’Inps tra i servizi online, presentando la relativa domanda anche al proprio datore di lavoro. I genitori che devono richiedere i permessi non retribuiti fanno richiesta solo al datore di lavoro.

dipendenti pubblici non devono fare richiesta all’Inps, ma esclusivamente all’amministrazione di appartenenza.

Per i lavoratori iscritti solo alla gestione separata dell’Inps che hanno figli fino a 12 anni o portatori di handicap riconosciuto come grave i permessi sono retribuiti al 50% del reddito individuato annualmente come base per il calcolo dell’indennità di maternità. Le domande possono essere presentate tramite il portale dell’Inps predisposto ad hoc. Chi ha figli di età inferiore ai 3 anni invece, può già far domanda utilizzando la procedura di congedo parentale già prevista dalla normativa.

Per gli autonomi iscritti alle gestioni Inps che hanno figli fino a 12 anni o portatori di handicap riconosciuto come grave i permessi sono retribuiti al 50% della retribuzione convenzionale stabilita dalla legge in base al tipo di lavoro autonomo svolto. Le domande possono essere presentate tramite il portale dell’Inps predisposto ad hoc. Chi ha figli di età inferiore all’anno invece, può far domanda utilizzando la procedura di congedo parentale già prevista dalla normativa.

Permessi legge 104

Per i lavoratori dipendenti che assistono un familiare con handicap riconosciuto come grave ai sensi della legge 104/92 spettano 12 giorni complessivi di permesso retribuito in aggiunta ai tre ordinari, per i mesi di maggio e giugno. Questi permessi possono essere goduti anche a ore e possono esaurirsi completamente in un solo mese. In caso di figli con handicap questi permessi si possono sommare ai congedi parentali visti nel paragrafo precedente. I datori di lavoro devono considerare validi i provvedimenti autorizzativi che sono già stati emessi, non occorre presentare nuove domande.