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Cura Italia: come ottenere congedi, permessi e bonus babysitter

Come si richiedo i congedi parentali straordinari previsti dal decreto Cura Italia? E come si ottiene il bonus di 600 euro per pagare chi si occupa dei figli a casa da scuola? Ecco tutte le modalità per beneficare degli aiuti previsti dal Governo per far fronte al momento di difficoltà dovuto all'emergenza sanitaria.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
24 marzo 2020
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
coronavirus: congedi, permessi e bonus babysitter

Il decreto cura Italia pubblicato lo scorso 18 marzo ha cercato di venire in soccorso ai tanti genitori che non sanno come gestire i figli che sono a casa da scuola e asili da ormai diverse settimane e, salvo proroga certa, fino almeno al 3 aprile. Il Governo ha dato la possibilità ai genitori di ottenere un bonus babysitter di 600 euro, aumentati fino a 1.000 euro per i lavoratori del comparto sanitario, congedi parentali straordinari retribuiti e non a seconda dell’età del minore e permessi allargati per chi ha parenti disabili di cui prendersi cura. Tutti i provvedimenti sono utilizzabili anche in caso di adozione o affido preadottivo. Vediamo insieme chi ne ha diritto e come fare a ottenerli tenendo sempre a portata di mano il proprio Pin dell’INPS o le credenziali SPID.

Congedi parentali

I congedi straordinari sono richiedibili retroattivamente a partire dal 5 marzo e, salvo proroghe probabili, fino al 3 aprile, cioè per il periodo di chiusura delle scuole.

I congedi di 15 giorni sono richiedibili anche separatamente ma devono essere goduti alternativamente tra i due genitori. In ogni caso i congedi non sono fruibili se l’altro genitore è disoccupato/non lavoratore o percepisca altre indennità di sostegno al reddito. I congedi parentali sono alternativi al bonus babysitter.

I genitori lavoratori dipendenti privati che hanno figli fino a 16 anni hanno diritto fino a 15 giorni di congedo, con la seguente distinzione:

  • per figli da 0 a 12 anni è prevista un’indennità del 50% dello stipendio e viene garantita la contribuzione Inps figurativa. Lo stesso trattamento è previsto senza limite di età per chi ha figli portatori di handicap riconosciuti in situazione di gravità, purché siano iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale;
  • per figli dai 13 ai 16 anni non è prevista un’indennità e nemmeno la contribuzione figurativa dell’Inps.

Questi congedi sono concessi ai genitori che hanno esaurito i giorni a disposizione per i congedi parentali che prevedono indennizzi specifici in relazione all’età dei figli.

Per ottenere i permessi, i genitori che ne hanno fatto già richiesta a partire dal 5 marzo scorso non devono fare nulla, perché i periodi di congedo vengono convertiti direttamente dall’Inps. Chi ne vuole fare richiesta, deve utilizzare la procedura di congedo parentale già prevista sul sito dell’Inps tra i servizi online, presentando la relativa domanda anche al proprio datore di lavoro. I genitori con figli tra i 13 e i 16 anni fanno richiesta solo al datore di lavoro. Infine, i genitori con figli disabili che abbiano più di 12 anni devono aspettare che la procedura di presentazione della relativa domanda sia messa a punto sul sito Inps.

I dipendenti pubblici non devono fare richiesta all’Inps, ma esclusivamente all’amministrazione di appartenenza.

Per i lavoratori iscritti solo alla gestione separata dell’Inps che hanno figli fino a 12 anni o portatori di handicap riconosciuto come grave i permessi di 15 giorni sono retribuiti al 50% del reddito individuato annualmente come base per il calcolo dell’indennità di maternità. Le domande possono essere presentate tramite il portale dell’Inps che dovrebbe approntare la procedura entro fine mese. Chi ha figli di età inferiore ai 3 anni invece, può già far domanda utilizzando la procedura di congedo parentale già prevista dalla normativa.

Per gli autonomi iscritti alle gestioni Inps che hanno figli fino a 12 anni o portatori di handicap riconosciuto come grave i permessi di 15 giorni sono retribuiti al 50% della retribuzione convenzionale stabilita dalla legge in base al tipo di lavoro autonomo svolto. Le domande possono essere presentate tramite il portale dell’Inps che dovrebbe approntare la procedura entro fine mese. Chi ha figli di età inferiore all’anno invece, può già far domanda utilizzando la procedura di congedo parentale già prevista dalla normativa.

Permessi legge 104

Per i lavoratori dipendenti che assistono un familiare con handicap riconosciuto come grave ai sensi della legge 104/92 spettano 12 giorni complessivi di permesso retribuito in aggiunta ai tre ordinari, per i mesi di marzo e aprile. In caso di figli con handicap questi permessi si possono sommare ai congedi parentali visti nel paragrafo precedente. I datori di lavoro devono considerare validi i provvedimenti autorizzativi che sono già stati emessi, non occorre presentare nuove domande.

Bonus babysitter

In alternativa ai congedi parentali è possibile richiedere un bonus per pagare i servizi di babysitting che viene erogato tramite il libretto famiglia.

I genitori di figli che hanno meno di 12 anni (compiuti dopo il 5 marzo 2020) o a prescindere dall’età se in situazione di handicap grave possono presentare la domanda all’Inps, che dovrebbe attivare il portale dedicato entro i primi giorni di aprile, per ottenere il bonus di 600 euro a famiglia.

In particolare, il bonus di massimo 600 euro spetta alle famiglie di lavoratori dipendenti del settore privato, di lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps, degli autonomi iscritti all’Inps o ad altre casse previdenziali.

Per alcuni soggetti particolari il bonus massimo erogabile diventa di 1.000:

  • medici e infermieri;
  • tecnici di laboratorio biomedico o di radiologia medica;
  • operatori sociosanitari;
  • personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, impiegato per esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Solo per queste categorie il bonus viene riconosciuto a partire dal 5 marzo scorso.

In nessun caso si può fare richiesta del bonus babysitter se un genitore è disoccupato/non lavoratore o percepisce strumenti di sostegno al reddito. Ricordiamo ancora che non è possibile chiedere contemporaneamente il bonus babysitter e il congedo parentale, mentre è possibile cumulare il bonus con i giorni di permesso retribuito per la legge 104 e con il prolungamento del congedo parentale per figli con disabilità grave.

La domanda potrà esser presentata tramite i servizi online dell’Inps, tramite contact center dell’Inps contattando il numero verde 803164 (gratuito da rete fissa) o 06164164 (da rete mobile) e gratuitamente tramite patronato. Ognuna di queste possibilità è utilizzabile solo quando saranno predisposti i modelli e il sito dell’Inps dedicato.

Il libretto famiglia

Per ottenere l’accredito del bonus babysitter occorre possedere il libretto famiglia, che vi suggeriamo di attivare se avete intenzione di far richiesta del bonus. Per farlo dovete accedere al sito dell’Inps con le vostre credenziali o tramite SPID e utilizzare il servizio “prestazioni di lavoro occasionale e libretto famiglia”.

Il libretto famiglia è un libretto prepagato, composto da titoli di pagamento del valore nominale di 10 euro l’ora. Il libretto può esser acquistato tramite modello F24 Elide con causale LIFA o tramite il portale dei pagamenti dell’Inps.

Di fatto la famiglia compra il libretto, “caricando” l’importo desiderato (o nel caso del bonus babysitter, ricevendo l’accredito) e lo utilizza per pagare a ore il servizio di babysitting. Dei 10 euro pagati 8 vanno al lavoratore, 1,65 euro vanno alla contribuzione per la Gestione separata dell’Inps, 25 centesimi per il premio dell’assicurazione Inail e 10 centesimi per gli oneri gestionali.