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Figli in Dad: ecco come richiedere bonus baby sitter e congedi

Congedi parentali e smartworking per i dipendenti, bonus baby sitter per gli autonomi. Sono le misure per aiutare i genitori che devono seguire i figli in Dad. Come funzionano e come farne richiesta.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
29 aprile 2021
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
coronavirus: congedi, permessi e bonus babysitter

La chiusura delle scuole di ogni ordine e grado stabilita a inizio marzo per chi si trova in zona rossa ha reso necessaria la reintroduzione di alcune misure a sostegno dei genitori che si trovano ad avere i figli a casa per la didattica a distanza (è il caso delle Regioni in zona rossa) oppure che hanno dovuto sospendere la didattica in presenza perché la classe è stata messa in quarantena. 

Nello specifico queste misure prevedono i congedi parentali per i lavoratori dipendenti che non possono beneficiare dello smart working e un bonuns babysitter per i lavoratori autonomi. Vediamo in cosa consistono e come si richiedono.

Congedi parentali o smart working per i dipendenti

Il Governo ha previsto il diritto di smart working a partire dal 1° gennaio 2021 e fino al 30 giugno 2021 per i lavoratori dipendenti genitori di figli minori di sedici anni (o di qualsiasi età in caso di figli con disabilità accertata o con bisogni educativi speciali) nei casi di sospensione dell’attività didattica in presenza anche a causa di quarantena obbligatoria dei figli, predisposta dalla Asl a seguito di contatto con un paziente infetto avvenuto all’interno del plesso scolastico e per tutta la durata dell’eventuale infezione da Covid sviluppata dagli stessi. Il lavoro agile può esser svolto in alternanza con l'altro genitore.

Se i genitori svolgono un lavoro dipendente che per sua natura non può esser fatto in modalità agile, hanno diritto ad astenersi dal lavoro con congedi straordinari percependo un’indennità del 50% della retribuzione, coperti da contribuzione figurativa. Attenzione però, l’indennità è prevista esclusivamente per figli fino a 14 anni.  I genitori di figli studenti di età compresa tra i 14 e i 16 anni hanno diritto esclusivamente allo smart working. Qualora il lavoro agile non fosse possibile si ha diritto in ogni caso ad assentarsi dal lavoro senza però la corresponsione dell’indennità, della contribuzione figurativa ma con il diritto al mantenimento del posto di lavoro con divieto di licenziamento. 

In ogni caso, il beneficio è riconosciuto ai genitori di figli con disabilità grave riconosciuta ai sensi della legge 104/92, senza limiti di età, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o centri diurni.

Poiché la norma è retroattiva, se ti sei assentato dal lavoro per i motivi appena visti e rientri nelle casistiche definite, puoi chiedere di convertire l’assenza fatta in permesso straordinario con indennità al 50%. Ricorda infine che questo congedo può esser utilizzato sia in forma giornaliera che oraria.

In quali casi si può chiedere

Entrambi i genitori possono accedere al congedo ma non per gli stessi giorni ed esclusivamente se la prestazione lavorativa non possa esser svolta in modalità di smart working. Il congedo può esser richiesto anche se l’altro genitore è:

  • in malattia o portatore di handicap;
  • in congedo maternità/paternità per un altro figlio;
  • in ferie;
  • in aspettativa non retribuita;
  • un soggetto fragile a prescindere dallo svolgimento di un’attività lavorativa anche in modalità di smart working;

Infine, il congedo viene concesso anche se l’altro genitore per le stesse giornate fruisce dei permessi dati dalla Legge 104/92 per lo stesso figlio posto in quarantena.

L’indennità non può esser richiesta per gli stessi giorni nei quali l’altro genitore è in congedo parentale, in permesso allattamento, lavoratore par time nei giorni di riposo, disoccupato o beneficiario di prestazioni a sostegno del reddito come Cigo, Cigs, Cig, NASpI…

L’indennità viene riconosciuta con le stesse modalità previste per l’assegno di maternità, è imponibile ai fini Irpef e viene coperta da contribuzione figurativa.

Come si richiede

Per presentare la domanda si deve acceder al sito dell’Inps con le proprie credenziali Spid oppure chiamare il Contact center al numero 803164 da rete fissa o 06164164 da cellulare o ci si deve rivolgere gratuitamente ai patronati. Nel caso di quarantena occorrono gli elementi identificativi del provvedimento di quarantena disposto dalla ASL (si ha tempo 30 giorni dalla presentazione della domanda per fornirli), la domanda può esser retroattiva e coprire il periodo a partire dal 1° gennaio 2021.

Bonus babysittersolo per alcune categorie

Il Governo ha previsto un nuovo bonus di 100 euro settimanali da spendere per servizi di babysitting da utilizzare nel periodo di sospensione dell’attività scolastica in presenza per i figli fino a 14 anni.  Il bonus può esser richiesto in tutti quei casi di chiusura della scuola di ogni ordine e grado appena visti per i lavoratori dipendenti. Il fondo stanziato per questa miura però è limitato, quindi le richieste verranno accolte dall’Inps in ordine cronologico di presentazione.

Il bonus è riconosciuto solo alle seguenti categorie di lavoratori:

  • gli iscritti alla gestione separata dell’Inps (collaboratori a progetto, co co co…);
  • gli autonomi (anche non iscritti all’Inps, ma è necessaria una comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari);
  • il personale del comparto sicurezza, difesa, soccorso pubblico edella polizia locale impiegati in attività necessarie alla gestione dell’emergenza epidemiologica;
  • i dipendenti del settore sanitario (pubblico e privato accreditato) appartenenti alla categoria degli esercenti le professioni sanitarie, di assistente sociale e degli operatori sociosanitari.

In ogni caso, il bonus è riconosciuto ai genitori di figli con disabilità grave riconosciuta ai sensi della legge 104/92, senza limiti di età, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o centri diurni

Non per pagare i nonni

Diciamo subito che il nuovo bonus babysitter non può esser speso per pagare nonni o altri familiari. Il bonus viene erogato sul libretto di famiglia tramite il sito dell’Inps, come avveniva per il bonus babysitter introdotto per la chiusura della scuola della scorsa primavera. Poiché però il bonus può esser speso anche per l’iscrizione a centri estivi, servizi integrativi per l’infanzia, servizi socio educativi territoriali, centri con funzione educativa e ricreativa e servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. In questo caso puoi scegliere di fartelo accreditare direttamente sul conto corrente dimostrando l’avvenuta iscrizione del figlio in una di queste realtà. 

Il bonus può esser richiesto alternativamente da entrambi genitori, se l’attività lavorativa non può essere svolta in modalità agile e l’altro genitore non sia beneficiario delle agevolazioni concesse ai lavoratori dipendenti per la sospensione dell’attività didattica, di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa oppure sia disoccupato o non lavoratore.

Infine, il bonus è incompatibile con l’ottenimento del bonus asili nido.

La domanda può esser presentata autonomamente tramite i servizi online dell’Inps, tramite contact center dell’Inps contattando il numero verde 803164 (gratuito da rete fissa) o 06164164 (da rete mobile) e gratuitamente tramite patronato.

Il libretto famiglia

Per ottenere l’accredito del bonus babysitter occorre possedere il libretto famiglia, che vi suggeriamo di attivare se avete intenzione di far richiesta del bonus. Per farlo dovete accedere al sito dell’Inps tramite SPID e utilizzare il servizio “prestazioni di lavoro occasionale e libretto famiglia”.

Il libretto famiglia è un libretto prepagato, composto da titoli di pagamento del valore nominale di 10 euro l’ora. Il libretto può esser acquistato tramite modello F24 Elide con causale LIFA o tramite il portale dei pagamenti dell’Inps. Anche il percettore dei pagamenti deve esser registrato, per poter ottenere il pagamento direttamente dall'Inps.

Di fatto la famiglia compra il libretto, “caricando” l’importo desiderato (o nel caso del bonus babysitter, ricevendo l’accredito) e lo utilizza per pagare a ore il servizio di babysitting. Dei 10 euro pagati 8 vanno al lavoratore, 1,65 euro vanno alla contribuzione per la Gestione separata dell’Inps, 25 centesimi per il premio dell’assicurazione Inail e 10 centesimi per gli oneri gestionali.

L'erogazione del bonus

In sede di registrazione i genitori e i percettori devono fornire le informazioni necessarie per gestire il rapporto di lavoro e il conseguente versamento corretto dei contributi. In particolare, è necessario indicare l'IBAN corretto per ottenere l'accredito delle somme.

L'Inps comunica via sms o mail al genitore richiedente l'accoglimento della domanda per ottenere il bonus babysitter ed entro i 15 giorni solari successivi, questi deve procedere all'appropriazione telematica del bonus, se non lo fa il bonus decade. Dopo l'appropriazione il genitore dispone dell'importo concessogli nel suo "portafoglio elettronico" e può disporre tramite la piattaforma Inps il pagamento della prestazione al beneficiario.

Le disposizioni di pagamento inserite entro il 3 di ogni mese vengono accreditate entro il 15 del mese stesso al lavoratore.

Il primo bonus babysitter

Se hai richiesto il bonus baby sitter introdotto dal Decreto Cura Italia e prorogato con il Decreto Rilancio e hai ottenuto l’accredito delle somme sul libretto di famiglia, ricorda che puoi utilizzare il bonus solo per pagare prestazioni di babysitting che si sono concluse entro il 31 agosto scorso. Hai tempo fino al 30 aprile per disporre il pagamento nei confronti di chi ha effettuato la prestazione.