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Attenzione alle zecche: come difendersi da questi parassiti

22 giugno 2022
zecche

Pericolose per uomini e animali, le zecche sono parassiti responsabili di diverse malattie infettive, anche gravi, come la malattia di Lyme. Il rialzo delle temperature dovuto al cambiamento climatico ha fatto crescere la loro presenza in Europa, Italia compresa. Come proteggersi? Indossando scarpe chiuse e pantaloni lunghi quando si passeggia nei boschi e controllandosi il corpo dopo le escursioni.

Le temperature sempre più miti anche d’inverno dovute al cambiamento climatico e i picchi anomali di caldo che si registrano sempre più spesso durante le estati italiane sono condizioni favorevoli alla proliferazione delle zecche, piccoli parassiti che si nutrono di sangue di animali ma che possono mordere anche l’uomo. L'Agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), già ad aprile aveva segnalato un aumento della diffusione di questo parassita in tutta Europa, Italia compresa, e aveva pubblicato dati preoccupanti sulla sua crescita. 

L’ambiente  favorevole

Le zecche tendono a essere più attive quando le temperature si alzano, periodo fra l'altro in cui anche le persone tendono a uscire maggiormente e dunque hanno più occasioni di fare spiacevoli incontri con questi parassiti che vivono tendenzialmente all'aperto (amano i luoghi ricchi di vegetazione e quelli pieni di animali, come prati, pascoli, boschi, stalle). Come spiegato sul portale Epicentro dall'Istituto superiore di sanità, le zecche sono diffuse in tutto il mondo e se ne conoscono circa 900 specie. In Italia sono note 36 specie e le più comuni sono l’Ixodes ricinus, o zecca dei boschi la Rhipicephalus sanguineus, o zecca del cane: anche se i loro morsi non sono di per sé pericolosi, esiste il rischio che questi piccoli aracnidi, mentre si nutrono, possano trasmettere gravi malattie all’uomo come la malattia di Lyme e l’encefalite da zecche. È quindi importante essere consapevoli del rischio e adottare le misure di prevenzione necessarie quando si frequentano luoghi dove sono maggiormente diffuse.

Come sono fatte

Le zecche sono piccolissimi ragnetti dalla forma tondeggiante che, grazie all’apparato buccale a forma di arpione, si aggrappano saldamente all’ospite una volta che hanno raggiunto la sua pelle per poter succhiare il suo sangue.

Dato che la zecca è molto piccola e i suoi morsi solitamente non sono dolorosi, non è facile accorgersi della sua presenza sul corpo.

Come si viene punti

Le zecche si trovano soprattutto nei prati, nei boschi, nei pascoli, nei ricoveri degli animali, ma anche nei sottotetti delle abitazioni: sono dunque tutti luoghi in cui bisogna fare attenzione perché si può essere punti da questi parassiti.

Questi ragnetti sono attratti dall'anidride carbonica emessa dal corpo: quando un animale o una persona passa vicino al posto in cui si trovano, le zecche si spostano per aggrapparsi alla loro "vittima", conficcando il rostro nella pelle e cominciando a succhiare il sangue. In genere rimangono attaccate per diversi giorni prima di cadere spontaneamente, ma è importante imparare a individuarle e rimuoverle il prima possibile per evitare che nel tempo veicolino infezioni e malattie.

Come riconoscere un morso di zecca

Dopo aver visitato aree dove potrebbe registrarsi la presenza di zecche, è importante controllare con estrema cura la propria persona, i bambini, i propri indumenti e gli animali domestici.
Controllare tutto il corpo, con particolare attenzione ad ascelle, inguine, gambe, ombelico, collo e testa. Nel caso dei bambini le zecche si trovano spesso in corrispondenza dell’attaccatura dei capelli, dietro le orecchie, nelle pieghe del collo o sul cuoio capelluto

Un morso di zecca ha solitamente l’aspetto di una piccola lentiggine di colore scuro, con una crosta che non si riesce a staccare. Potrebbe essere utile servirsi di una lente d’ingrandimento per individuarle e procedere alla loro rimozione.

Cosa fare se si viene morsi

  • Le zecche vanno rimosse nel più breve tempo possibile: più a lungo rimangono sul corpo, più aumenta il rischio di contrarre infezioni. Vediamo cosa consiglia di fare l'Agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie.
  • Per rimuovere una zecca bisogna utilizzare delle pinzette a punta fine o altri strumenti idonei e afferrarla il più vicino possibile alla cute tirando verso l’alto con decisione.
  • Non stringere troppo o applicare una torsione; evitare di schiacciare il corpo della zecca o di far rimanere parti della bocca conficcate nella ferita. Durante la rimozione, prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca.
  • Non applicare calore o altre sostanze sulla zecca perché tali procedure potrebbero indurre un riflesso di rigurgito nell’animale, con forte aumento del rischio di trasmissione delle infezioni.
  • Evitare di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla, le mani devono essere protette con guanti e poi lavate. Sempre usando le pinzette, avvolgere la zecca nella carta igienica e gettarla nel WC.
  • Lavare la ferita con acqua calda e sapone e applicare un disinfettante sull’area interessata. Dopo la rimozione, una piccola parte della bocca della zecca potrebbe rimanere all’interno della ferita. Questo non comporta alcun pericolo e ogni traccia sparirà nel giro di un paio di giorni insieme alla lesione.
  • Se la lesione non si risolve in un paio di giorni è necessario rivolgersi a un medico: la non guarigione potrebbe indicare la presenza di un’infezione (evenienza rara).
  • Segnare sul calendario la data in cui si è stati morsi dalla zecca e prestare attenzione alla comparsa di eventuali sintomi di malattie trasmesse da zecche nel periodo successivo al morso. In caso di febbre o altri sintomi entro un mese dal morso informare il medico della data e della località in cui si è stati punti.

Prevenire il morso di zecca

  • Evitare, per quanto possibile, le zone potenzialmente infestate.
  • Cercare di non camminare nei terreni con l'erba alta.
  • Quando si passeggia nei boschi indossare pantaloni lunghi, calzettoni e scarpe chiuse, maglie a maniche lunghe, cappello. Meglio scegliere vestiti chiari così da poter vedere per contrasto le zecche che sono scure.
  • Camminare sempre al centro dei sentieri, evitando il contatto con la vegetazione ai lati.
  • Non sedersi direttamente sull'erba, ma stendere un telo, possibilmente anch’esso di colore chiaro.
  • Usare un repellente, da applicare sui vestiti e sulla pelle esposta seguendo attentamente le istruzioni riportate sulla confezione.

Le malattie trasmesse dalle zecche

In Italia, le malattie trasmesse dalle zecche sono principalmente tre.

Malattia di Lyme. È la malattia trasmessa dalle zecche più conosciuta (ne sono stati colpiti diversi personaggi famosi tra cui, ultimamente, Justin Bieber e Victoria Cabello).

I sintomi compaiono di solito entro 30 giorni dal morso e si presentano così: arrossamento a forma di anello attorno alla sede del morso; sintomi simil-influenzali come febbre, stanchezza, mal di testa. Nella maggior parte dei casi la malattia di Lyme si cura con successo, attraverso la somministrazione di antibiotici per alcune settimane. Se non trattata, la malattia può arrivare a colpire il cuore, le articolazioni e il sistema nervoso.

Encefalite trasmessa da zecche. I sintomi compaiono di solito entro quattro settimane dal morso: febbre, stanchezza, mal di testa, dolori muscolari e nausea. La fase avanzata della malattia colpisce il sistema nervoso, con sintomi simili a quelli della meningite, e richiede il ricovero in ospedale. Attualmente non esiste alcuna cura per l’encefalite trasmessa da zecche, ma esiste un vaccino per prevenirla che è raccomandato ai viaggiatori che prevedono di visitare o andare in campeggio in aree rurali in regioni endemiche.

Febbre ricorrente trasmessa da zecche. I sintomi compaiono di solito entro tre settimane dal morso: episodi ricorrenti di febbre spesso accompagnati da mal di testa, dolori muscolari e articolari, nausea. Il numero di ricadute è molto variabile e l’intervallo tra gli episodi di febbre va dai 4 ai 14 giorni. Il trattamento consigliato per la febbre ricorrente si basa sulla somministrazione di specifici antibiotici.