News

Terra dei fuochi: le analisi di Altroconsumo su acqua e alimenti

05 febbraio 2018
depuratori acqua

05 febbraio 2018

Abbiamo svolto analisi su uova, latticini, verdure e acqua del rubinetto nel cuore della terra dei fuochi. I risultati sono rassicuranti, ma per seguire più da vicino la vicenda ci siamo anche costituiti parte civile al processo per il disastro ambientale nel sito di Bagnoli. Se vuoi essere sicuro, fai analizzare la tua acqua del rubinetto.

Che cos'è la "terra dei fuochi"

“Terra dei fuochi", ovvero dove sono dati alle fiamme cumuli di rifiuti abbandonati; discariche abusive, residui industriali anche tossici massicciamente sversati o sepolti, non solo al di fuori di ogni regola e legge, ma con il sistematico coinvolgimento della criminalità organizzata; rischio di inquinamento dell'acqua di falda e dei prodotti alimentari... e manifestazioni di cittadini esasperati che sfilano con le foto dei morti di tumore. In Campania sembra che si stia consumando non soltanto un disastro ambientale, ma una vera e propria frana dello Stato e delle basilari regole della convivenza civile. Una situazione complicata e pericolosa da tutti i punti di vista, nella quale non è facile intervenire. Ma neanche non farlo è possibile. 

In questo contesto, infatti, abbiamo voluto fare la nostra parte, effettuando il campionamento di alcuni alimenti a Napoli e in qualche comune (Casal di Principe, Villa Literno, Falciano del Massico, Cancello ed Arnone) situato nel cuore della Terra dei Fuochi, ed effettuando un controllo a campione sulle acque del rubinetto in provincia di Napoli e Caserta. I risultati (che puoi vedere accanto) sono fortunatamente rassicuranti. In ogni caso, se abiti in quelle zone e vuoi fare analizzare l’acqua del rubinetto di casa tua, puoi utilizzare il servizio di analisi dell’acqua che Altroconsumo ha negoziato per i propri soci con un laboratorio italiano specializzato in analisi ambientali. Se, invece vuoi le analisi anche dei parametri più complessi (PCB, diossine e furani) puoi richiedere un preventivo scrivendoci all'indirizzo analisiacqua@altroconsumo.it

Fai analizzare l'acqua

Altroconsumo parte civile

Nel frattempo, per poter seguire più da vicino la vicenda e garantirne la trasparenza, Altroconsumo si è costituito parte civile nel processo che riguarda una delle aeree dove si denunciano reati tra i più gravi nell'ambito della gestione di rifiuti industriali: Bagnoli. Il processo penale coinvolge tutti i responsabili a diverso titolo della bonifica del Sito di interesse nazionale di Bagnoli, che avrebbe dovuto essere bonificato e trasformato in area pubblica.

In data 05/02/2018, dopo circa 4 anni, si è concluso il processo di primo grado presso il Tribunale di Napoli, con la condanna di alcuni degli imputati. In questa sede è stato anche riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni subiti a diverso titolo da vari enti coinvolti che si erano costituiti parti civili, tra cui Altroconsumo. È solo la sentenza di primo grado, ma è un primo passo importante in questa battaglia.

Le nostre analisi sull'acqua del rubinetto

Abbiamo prelevato campioni di acqua potabile in 10 abitazioni e una scuola, tutti in provincia di Napoli e Caserta e ricercato metalli pesanti, trialometani, diossine, furani e PCB. Tutti i risultati delle analisi sono ben lontani da limiti di legge o addirittura assenti dalle acque campionate. Arsenico, piombo, cadmio, nichel e cromo i metalli ricercati: tutti ben lontani dai rispettivi limiti di legge per le acque destinate al consumo umano.  I trialometani (cloroformio, bromoformio e co., che sono sottoprodotti della disinfezione delle acque con cloro) presenti al massimo con 8 microgrammi per litro, a fronte di un limite di 30 per le acque da bere.

Nessuna traccia degli inquinanti più temuti e persistenti, ma anche più raramente accumulabili nelle acque: policlorobifenili (PCB), diossine e furani. Questi composti, per la loro natura chimica, difficilmente si accumulano negli ambienti acquatici e, fortunatamente, anche le acque da noi campionate nei  10 comuni dell’indagine (Giuliano, Saviano, Melito, Pomigliano d’Arco, aversa, Trentola Ducenta, San Nicola La Strada, Napoli, Casalnuovo, Casoria e Marano) non ne contengono. Solo indagini più estese e mirate ai dintorni dei siti effettivamente inquinati potranno mettere in luce eventuali accumuli dei temuti inquinanti nelle acque di falda. Se vuoi stare più tranquillo, puoi fare analizzare l’acqua che esce dal tuo rubinetto grazie a un servizio che Altroconsumo ha negoziato per i propri soci con un laboratorio italiano specializzato in analisi ambientali. Ricordati però che per i parametri più complessi (PCB, diossine e furani), puoi richiedere un preventivo scrivendoci una email all'indirizzo analisiacqua@altroconsumo.it.

Le nostre analisi sugli alimenti

Abbiamo acquistato 48 campioni di ortaggi (friarielli, scarola e cavoli), sui quali abbiamo verificato la presenza di metalli pesanti (arsenico, piombo, cadmio, mercurio e cromo) e 16 campioni di alimenti di origine animale (mozzarella e uova), sui quali abbiamo verificato, invece, la presenza di diossine e PCB. I prodotti sono stati acquistati prevalentemente presso negozi tradizionali e mercati; alcuni campioni sono stati acquistati da venditori ambulanti o direttamente presso i produttori.

I risultati delle analisi sono però rassicuranti. Sia nel caso delle uova, che nel caso dei campioni di mozzarella le quantità di diossine e furani riscontrate è risultato 10 volte inferiore al limite massimo ammesso dalla legge per queste categorie di alimenti. Anche la somma di diossine e PCB è ampiamente inferiore al limite legale per tutti i campioni analizzati, di ben 5 volte anche nei casi peggiori.

Nulla da temere anche per la verdura

Per quanto riguarda le verdure, a comportarsi meglio sono stati i cavoli: in tutti i nostri campioni non abbiamo ritrovato traccia dei metalli pesanti da noi ricercati. Alcuni dei campioni di scarola hanno fatto registrare la presenza di cadmio, in quantità però 10 volte inferiore rispetto al limite massimo ammesso dalla legge nel caso degli ortaggi a foglia. I campioni di friarielli contenevano tutti cadmio, accompagnato in 2 casi anche dalla presenza di piombo. Anche in questo caso, però, nulla da temere: il campione che conteneva i livelli più elevati dei due metalli (cadmio e piombo), acquistato presso un negozio tradizionale di Napoli, presentava un tenore in cadmio di 5 volte inferiore e un tenore in piombo di 3 volte inferiore rispetto ai limiti massimi ammessi dalla norma europea nel caso degli ortaggi a foglia.