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Come scegliere il vino: test e consigli

23 agosto 2019
vino

Che tu sia un appassionato o un semplice fruitore, in questo speciale puoi trovare consigli, informazioni e il nostro test su oltre 300 vini. Quanto vino va servito a tavola? Come si legge l'etichetta? Cosa c'è in un bicchiere di vino? Ecco le risposte alle tue domande sul nettare degli dei. 

Che tu sia un appassionato o un fruitore occasionale e vuoi saperne di più sul mondo del vino, in questo speciale puoi trovare tutto quello che c'è da sapere. Non sai quale bottiglia portare a tavola? Ti aiutiamo noi: puoi mettere a confronto online più di 300 vini.

Oltre 300 bottiglie alla prova

Per te che apprezzi il vino, abbiamo acquistato, analizzato e degustato oltre 300 vini nazionali. Li abbiamo cercati tra i più venduti online, nei supermercati e nelle enoteche del nostro Paese. Metti a confronto caratteristiche e prezzi per trovare quello da portare a tavola.

 

Trova il vino giusto

 

Inoltre, scopri notizie e curiosità sul mondo del vino consultando le schede qui sotto: potrai scoprire quanto vino va servito a tavola, come si legge l'etichetta, cosa c'è in un bicchiere di vino e imparerai quali sono gli effetti dell'alcol sul nostro organismo.

La giusta quantità

Qual è la dose giusta per non cadere nell'eccesso? L'organismo umano riesce a tollerare l'alcol etilico - senza che ne derivino evidenti danni - solo se il suo consumo è moderato. In poche parole significa che un uomo non deve superare le 2 unità alcoliche al giorno, una donna e un anziano non più di 1, da assumere durante i pasti. Per unità alcolica si intende una quantità di alcol etilico pari a circa 12 grammi, contenuta in un bicchiere da 125 ml di vino di media gradazione, oppure in 1 lattina di birra di media gradazione da 33 cl o in un bicchierino da 40 ml di superalcolico. Tradotta in bicchieri di vino, la raccomandazione è quindi di non berne più di 2 bicchieri nel caso dell'uomo, non più di 1 per la donna e non più di 1 per gli anziani.

Le raccomandazioni per infanzia e gravidanza

Nell'infanzia e nell'adolescenza occorre evitare l'uso di alcolici: i meccanismi di metabolizzazione dell'alcol non sono ancora efficienti nei più piccoli. In gravidanza e in allattamento è opportuno astenersi o comunque ridurre le dosi a 1 bicchiere alla settimana. Se si soffre poi di una patologia acuta o cronica, se si assumono farmaci oppure se si deve guidare un veicolo è sempre raccomandata l'astensione completa. Chi è in sovrappeso non deve poi dimenticarsi che l'alcol etilico fornisce un contributo calorico (7 kcal/g) non trascurabile: un bicchiere di vino (12 gradi) apporta circa 80 kcal.

Gli effetti dell'alcol sulla salute

Bere bene e con moderazione può far bene alla salute: nel corso degli ultimi decenni sono numerosi gli studi che hanno evidenziato gli aspetti benefici di un consumo moderato di vino. I benefici si sono osservati in particolare sulla salute di cuore e circolazione. Anche se non ci sono certezze scientifiche per la mancanza di sperimentazioni ad hoc, esistono diversi studi che, osservando la popolazione, hanno individuato un’associazione tra il consumo moderato di alcol e una riduzione del 25-30% del rischio di avere un problema cardiovascolare, come infarto o ictus. Benefici che si annullano o si trasformano addirittura in danni se si va oltre i 3-4 bicchieri al giorno. Va detto, però, che gli effetti positivi di un consumo controllato di vino non possono diventare uno strumento per incentivare l'assunzione di bevande alcoliche. La chiave di lettura sta, dunque, nella parola "moderazione".

I danni provocati dall'alcol

L'alcol etilico è una sostanza estranea all'organismo: non è di nessuna utilità a livello nutrizionale e per alcuni aspetti può risultare anche tossica. Gli effetti dell'abuso di alcol non sono da trascurare e possono essere di diverso tipo: quelli acuti, per esempio, variano in funzione della concentrazione di alcol nel sangue. Già assumendo un solo bicchiere di vino a digiuno, che corrisponde a una concentrazione di alcol etilico nel sangue di 0.2-0.3 g/L (per intenderci la metà del limite legale oltre il quale è severamente vietato mettersi alla guida) il senso di benessere viene alterato con un comportamento incauto tendente all'euforia, che porta a sottovalutare i pericoli e a sopravalutare le proprie capacità.

Gli effetti dell'etanolo nel sangue

A digiuno, più la concentrazione di etanolo nel sangue aumenta, più gli effetti diventano gravi: anzitutto si avrà una diminuzione dell'elaborazione mentale di ciò che si percepisce, si riduce, per esempio, la visione laterale e il dialogo diventa poco chiaro, mentre peggiora la coordinazione motoria. Se l'alcol assunto arriva a oltre 5-6 biccheri l'intossicazione diventa sempre più grave con visione confusa e disturbo nella coordinazione dei movimenti muscolari. Oltre i dodici bicchieri possono presentarsi convulsioni e depressione respiratoria. La concentrazione di alcol etilico nel sangue in realtà dipende da numerosi fattori, come la quantità ingerita, l'assunzione contemporanea di cibo o bevande frizzanti, il peso, il sesso, la quantità di acqua presente nel corpo e la capacità di metabolizzare l'alcol, ovvero di trasformarlo per essere eliminato dall'organismo. Meglio bere a stomaco pieno: l'etanolo è assorbito più lentamente e la sua concentrazione nel sangue è minore.

L'abuso provoca danni al sistema nervoso

L'abuso cronico di alcol provoca invece gravi squilibri nutritivi e seri danni a carico del sistema nervoso. Il perdurare dell'eccesso nel tempo provoca, a livello del sistema digerente, gastriti, emorragie, cirrosi epatiche ed è causa dell'innalzamento della pressione arteriosa e di cardiopatie, oltre ad aumentare il rischio di sviluppo di alcuni tumori (mammella, cavo orale, faringe, stomaco). Ma non solo. I danni causati dall'alcol non riguardano solo il singolo individuo, ma gravano sull'intera società: si stima, infatti, che i prodotti alcolici siano responsabili del 9% della spesa sanitaria.

Le indicazioni obbligatorie in etichetta
L'etichetta dei vini deve contenere alcune indicazioni obbligatorie: tutte, a eccezione del numero di lotto, devono essere indicate in lingua italiana.

  • categoria del prodotto: occorre indicare la tipologia del vino (vino, vino spumante, vino liquoroso, vino ottenuto da uve appassite..)
  • denominazione di vendita:
    • per i vini generici senza denominazione di origine deve essere riportata la denominazione "vino"; 
    • vini IGP (Indicazione Geografica Tipica): per questi vini bisogna riportare l’indicazione europea “IGP” o “Indicazione Geografica Tipica” insieme al nome dell'area geografica prevista dal disciplinare. Le espressioni europee possono essere omesse se è riportata la menzione tradizionale italiana “Indicazione Geografica Tipica”;
    • vini DOP (Denominazione di Origine Protetta): rientrano nell’indicazione europea “DOP” le denominazioni italiane DOC (Denominazione di Origine Controllata) e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita). Per questi vini è obbligatorio indicare il nome della regione determinata da cui deriva il vino (per esempio Asti, Brunello di Montalcino ecc.) insieme all’indicazione “Denominazione di Origine Protetta “ o “DOP”.  Le espressioni europee possono essere omesse se è riportata la menzione tradizionale italiana "Denominazione di Origine Controllata" o "Denominazione di Origine Controllata e Garantita";
  • volume nominale: è la quantità di liquido presente nel contenitore. È espresso in litri, centilitri o millilitri. Le bottiglie standard hanno un volume nominale di 75 cL (o 750 mL).
  • titolo alcolometrico volumico effettivo: indica il tenore alcolico o gradazione alcolica, cioè la quantità percentuale in volume di alcol etilico effettivamente contenuto nel vino. La gradazione deve essere preceduta dall'espressione "titolo alcolometrico effettivo" o "alcol effettivo" o dall'abbreviazione "alc.", e al numero corrispondente al tenore alcolico deve seguire l'espressione % vol. Questa indicazione deve essere effettuata per unità o mezza unità di percentuale in volume (per esempio 11,5% vol., non 11,6% vol.).
  • numero di lotto: permette di identificare il vino e la sua origine (è un'indicazione importante per garantire la rintracciabilità del prodotto). Per lotto si intende un insieme di unità di vendita (per esempio bottiglie o damigiane) prodotte o confezionate in circostanze identiche;
  • nome (o la ragione sociale), comune e stato membro dell'imbottigliatore;
  • dicitura "contiene solfiti" o "contiene anidride solforosa" se questi rientrano nella composizione del prodotto. La legge generale sull'etichettatura dei prodotti alimentari confezionati esenta le bevande con un tenore alcolico superiore a 1,2% vol dall'obbligo di riportare la lista degli ingredienti, compresi gli additivi. Per questi prodotti l'indicazione degli ingredienti e degli additivi è facoltativa, ad eccezione però dell'anidride solforosa e i solfiti (da E220 a E228), che devono essere obbligatoriamente indicati in tutti i prodotti alimentari perché possono causare allergie se presenti in quantità superiore a 10 mg per litro o kg;
  • altre sostanze allergeniche: le proteine dell’uovo e del latte vengono spesso aggiunte durante la lavorazione per eliminare nel vino le impurità in sospensione che potrebbero favorire fenomeni di opalescenza o di ossidazione. Uova e latte però sono ingredienti riconosciuti allergenici. Per i vini imbottigliati da luglio 2012, quindi, contenenti residui di derivati da latte e/o uova, come conseguenza delle operazioni di chiarificazione, in quantità superiore a 0,25 mg/l, è obbligatorio riportare sull’etichetta specifiche diciture: per le uova: contiene uovo oppure contiene proteine dell’uovo, contiene derivati dell’uovo, contiene lisozima da uovo od ovoalbumina; per quanto riguarda il latte: contiene latte, oppure contiene derivati del latte, contiene caseina del latte, contiene proteine del latte;
  • annata: i vini DOC e  DOG, ad esclusione dei vini liquorosi, spumanti e frizzanti, devono riportare obbligatoriamente l’annata di produzione;
  • tenore di zucchero: solo nel caso dei vini spumanti, occorre inserire l’indicazione della quantità di zucchero presente nel vino;
  • provenienza: occorre inserire i termini  “vino di” oppure “prodotto in/di” o con termini equivalenti, seguiti dal nome dello stato membro o del paese terzo in cui si sono vendemmiate e vinificate le uve.
 
Cosa c'è in un bicchiere di vino?

Il vino è composto da una complessa miscela di sostanze: alcune derivano dall’uva, altre si ottengono in seguito alla fermentazione e all’eventuale invecchiamento.

  • Tra quelle già presenti nell’uva ci sono zuccheri, sali minerali, aromi (che donano il profumo al vino), acidi (presenti in grandi quantità rendono il vino aspro), alcuni tipi di tannini (che provocano una sensazione di secchezza nella bocca), antociani (molecole che donano il colore al vino), piccole quantità di proteine e vitamine.
  • Si formano invece durante le fasi di trasformazione dell’uva in vino composti come alcol etilico (o etanolo), glicerina e aromi che si sviluppano in seguito a fermentazione e invecchiamento, alcuni tipi di acidi e tannini.

I solfiti, invece, per la loro principale funzione conservante, vengono aggiunti volontariamente durante le diverse fasi di produzione del vino. Le concentrazioni cambiano a seconda del tipo di vino.

La composizione del vino

La figura mostra i valori medi presenti in un bicchiere di vino fermo da pasto generico (non ci sono grandi differenze tra bianco e rosso), ricavati sia dalle analisi che periodicamente effettuiamo sia da dati bibliografici.

Composizione media di un vino generico da pasto