News

Auto piccole: promosse in sicurezza

Grazie ai test Euro NCAP abbiamo potuto verificare la sicurezza di sei modelli di utilitarie: i risultati sono buoni nel complesso. A fare la differenza sono i sistemi anti-collisione, non sempre al top. Ecco come sono venuti nel dettaglio i sei modelli sottoposti a crash test.

22 ottobre 2020
crash test utilitarie

Per chi ha l’esigenza di un’auto per gli spostamenti quotidiani, abbiamo selezionato sei veicoli piccoli, adatti alla città che sono stati messi alla prova nella loro sicurezza, spesso messa in dubbio per via della tipica “leggerezza” strutturale: l’ente autonomo Euro NCAP, programma europeo di valutazione delle nuove automobili che anche Altroconsumo sostiene, ha testato questi veicoli fino allo stremo per capire quanto possano tutelare autista, passeggeri, pedoni e anche ciclisti. Ecco la scheda con i risultati dei sei modelli, nella quale indichiamo anche le auto con versione ibrida o elettrica.

Resistenti all’impatto

Le auto piccole sono spesso quelle che hanno più difficoltà a ottenere punteggi elevati in queste prove di sicurezza, ma non tanto per i crash test. Ormai anche auto leggere come queste riescono a performare bene nelle simulazioni degli incidenti, benché non si tratti sicuramente di test facili da superare. Si verifica che le forze d’urto vengano ben orientate sulle parti del veicolo in cui l’energia può essere più facilmente assorbita, che il collasso delle parti urtate avvenga in modo controllato, limitando quanto più possibile la deformazione dell’abitacolo e che il movimento all’indietro del volante e dei pedali sia limitato, per evitare lesioni più serie; si testa persino quanto l’auto è in grado di evitare il rischio di colpo di frusta.

Anche le prove con manichini “bambini” agganciati ai seggioloni sono andate piuttosto bene: gli elementi valutati sono stati il movimento della testa, la tensione sul collo e l’accelerazione del torace. A fare la differenza tra le auto testate, quindi, non sono state tanto queste prove, quanto i sistemi di sicurezza attiva o safety assist di serie (tutte le auto sono testate nella versione base, senza optional aggiuntivi); si tratta di quei dispositivi che servono a prevenire gli incidenti, ma le auto piccole e meno costose, spesso, non ne hanno ancora una ricca dotazione. Come si può notare, infatti, i risultati della categoria “safety assist” calano un po’ rispetto a tutto il resto.

Come si innova la sicurezza

Ormai da 25 anni Euro NCAP è il programma europeo che si occupa di testare la sicurezza delle automobili e in questi anni molto è cambiato in questo campo, richiedendo necessari aggiornamenti dei protocolli per stare al passo con le più recenti innovazioni. Se vent’anni fa venivano eseguiti solamente i crash test, negli anni si sono aggiunte anche le valutazioni dei sistemi sicurezza attiva, appunto (o anti-collisione). Tra i sistemi più importanti c’è quello di frenata di emergenza autonoma (AEB - Autonomous Emergency Brake), che si attiva quando sta per esserci un impatto con un altro veicolo. Il caso tipico è quello di un’auto davanti che frena improvvisamente.

L’AEB utilizza sensori (telecamere, radar...) per rilevare la presenza di un potenziale pericolo e, se il conducente non lo fa per tempo, aziona i freni. Si tratta di un sistema ormai molto diffuso, di più semplice implementazione rispetto all’AEB per pedoni e ciclisti: è più facile infatti, per i sensori dell’auto, riconoscere un veicolo, piuttosto che una persona e questo è evidente anche nei risultati ottenuti in questa sezione dalle sei auto.

Altre tecnologie anti-incidente

Tra le altre prove c’è quella del monitoraggio dello stato degli occupanti: fino a quest’anno si è verificato solo che l’auto indicasse con un segnale acustico e visivo se il conducente e i passeggeri avessero messo o meno le cinture di sicurezza ma, dai prossimi test, Euro NCAP inizierà a valutare anche i sistemi di “attention assist”, che rilevano se il conducente è stanco e potrebbe avere un colpo di sonno, segnalandogli che è meglio fermarsi per fare una sosta.

Altro elemento valutato sono i limitatori di velocità: si verifica se sono presenti e se funzionano bene il sistema impostabile manualmente (cruise control), il sistema di riconoscimento automatico dei limiti di velocità e i sistemi più avanzati come il “cruise control adattivo”, che è in grado di modificare automaticamente la velocità di marcia in base alla velocità stessa, alla distanza del veicolo di fronte e ai limiti in vigore. Infine si provano i sistemi di mantenimento della corsia, che rilevano se si sta uscendo dalla carreggiata e, tramite un avviso sonoro, visivo o addirittura una piccola sterzata automatica, riducono il rischio di uscire.

Riduci la velocità: non solo per la sicurezza

Anche se la maggior parte di questi modelli si è ben comportata nei crash test, la regola numero uno per evitare incidenti è guidare con prudenza e alla corretta velocità in base alle tipologie di percorso e alle condizioni della viabilità.

Oltre ad una maggiore sicurezza, guidare ad esempio in autostrada a 110 Km/h invece che a 130 Km/h ti aiuta a risparmiare dal 6 al 24% di carburante (senza impiegarci così tanto tempo in più). In generale, sopra i 90 Km/h, per ogni 10 Km/h in più, l'auto consuma tra il 3 e il 10% in più. Ricorda poi che a un maggior consumo di carburante corrisponde anche una maggiore emissione di CO2 nell'aria.

Se vuoi tenere sotto controllo consumi ed emissioni della tua vettura, vuoi scoprire se i consumi reali corrispondono a quelli dichiarati dal produttore e vuoi tanti altri consigli personalizzati per risparmiare carburante e inquinare meno, registrati gratuitamente al nuovo servizio online di Mile21. Vieni a scoprire di cosa si tratta.

Vai a Mile21