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Come funzionano ecobonus ed ecotassa sulle auto

Penalizzare chi acquista veicoli inquinanti e premiare chi sceglie invece una mobilità più sostenibile. Questo lo scopo di ecotassa ed ecobonus, due provvedimenti introdotti prima dell'emergenza Covid, ma che restano in vigore fino al 31 dicembre 2021: ecco cosa prevedono e in quali casi si applicano.

08 gennaio 2021
Come funzionano gli ecobonus e l'ecotassa, le novità della Legge di Bilancio in fatto di auto e ambiente

Ecotassa ed ecobonus sono due provvedimenti introdotti nel 2019 con validità fino al 31 dicembre 2021 che dovrebbero incentivare l'acquisto di auto nuove con un occhio di riguardo all'ambiente. Se il primo mira a pesare economicamente sulle tasche di chi acquista veicoli particolarmente inquinanti (è una tassa che varia in base alla CO2 emessa oltre una certa soglia), l'ecobonus è invece un vero e proprio incentivo destinato a chi acquista auto "eco" (anche in questo caso più o meno elevato in base alle emissioni di CO2).

Ecobonus: di fatto solo per elettriche e ibride plu-in

L'ecobonus premia chi acquista dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, anche in formula leasing, un'auto a ridotto impatto ambientale sotto forma di sconto sul prezzo d'acquisto applicato dal venditore. Gli incentivi sono riservati ai veicoli nuovi di fabbrica che vengono immatricolati in Italia e venduti a un prezzo di listino inferiore a 50.000 euro Iva esclusa. Il contributo viene riconosciuto in maniera differente a seconda che si rottami o meno un veicolo della stessa categoria omologato alle classi Euro 1, 2, 3 e 4. Fai attenzione perché è il costruttore del veicolo che ti deve rilasciare la dichiarazione di conformità all’omologazione dichiarata. Da quest'anno l'ecobonus è riservato alle vetture che emettono meno di 60 g di CO2 al chilometro e premia praticamente solo le auto ibride plug-in e le elettriche.

Come funzionano gli incentivi per chi sceglie vetture a basso impatto ambientale

Vediamo nel dettaglio a quanto ammontano gli incentivi:

 Emissioni di CO2 g/Km Contributo (in euro)
In caso di rottamazione 
0-20 6.000
21-60 2.500
Senza rottamazione
0-20 4.000
21-60 1.500

È online un sito dedicato all'Ecobonus per le concessionarie, dove è possibile trovare ulteriori chiarimenti a riguardo. Il sito fornisce inoltre un supporto per i potenziali acquirenti: qui è possibile rivolgere i quesiti tramite il form online. Le risposte vengono pubblicate nella sezione FAQ

Come funziona il versamento dell'Ecotassa

La normativa prevede che le auto acquistate (anche in formula leasing) dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, anche se acquistate prima all’estero e immatricolate in Italia nel periodo indicato, siano soggette al pagamento di una tassa in proporzione alla quantità di biossido di carbonio (CO2) emessa per chilometro eccedente la soglia di 160 g/Km. Il parametro individuato di fatto esclude dal pagamento quasi tutte le vetture piccole e medie. L’Ecotassa è dovuta da chi concluda il contratto d’acquisto e la successiva immatricolazione a partire dal 1° marzo 2019

Il versamento dell’ecotassa deve essere effettuato dall’acquirente o da chi richiede l’immatricolazione per conto dell'acquirente tramite il modello F24 Elide (elementi identificativi), indicando il codice tributo “3500” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”. Nella sezione “Contribuente” del modello F24 Elide vanno indicati il codice fiscale e i dati anagrafici di chi effettua il versamento. Nella sezione “Erario ed altro”, bisogna riportare la lettera “A” nel campo “tipo”, il numero di telaio del veicolo nel campo “elementi identificativi” e nel campo “anno di riferimento” l’anno di immatricolazione in Italia. Se il pagamento viene effettuato dal concessionario è necessario farsi consegnare copia del modello F24 Elide per conservarlo in caso di controllo.

Ecotassa: ecco nel dettaglio chi e quanto si pagherà

Quanto inciderà l'ecotasa sull'acquisto dell'auto nuova? Dipende da quanta CO2 immette nell'ambiente, secondo i valori dichiarati: si va da un minimo di 1.100 euro e si arriva anche a 2.500 per i veicoli più inquinanti:

CO2 g/km Imposta (euro)
161-175 1.100
176-200 1.600
201-250 2.000
Superiore a 250 2.500

Contratto di vendita, le nostre indicazioni

Ecco cosa devi inserire nel contratto di vendita per non avere sorprese.

Per tutte le auto

Devi farti indicare marca, modello, versione, accessori, dotazioni (il cambio automatico o i cerchi in lega possono portare ad innalzamento del valore di CO2 al km) e anche il valore numerico di CO2 in modo che se il modello al momento dell’arrivo il valore di anidride carbonica segnalato sul libretto fosse diverso da quello del contratto un eventuale sforamento dei 160 g/km di CO2 o sforamento di classe, con conseguente ecotassa non prevista, resti in carico al venditore. Il valore di riferimento per l’emissione di CO2, utilizzato sia per l’applicazione dell’ecotassa che per l’erogazione dell’ecobonus, è l’NEDC riportato al punto v.7 della carta di circolazione del veicolo. A partire dal 2021 il valore di riferimento per le emissioni sarà quello relativo al ciclo di prova WLPT che sostituirà l’NEDC nel punto v.7 della carta di circolazione. Tuttavia per i veicoli comprati entro il 31 dicembre 2020 e immatricolati entro il 30 giugno 2021 si considera ancora il valore dell’NEDC ai fini dell’erogazione dei contributi.

Per le auto sicuramente in ecotassa

Deve essere specificato nel contratto che il prezzo è inclusivo di ecotassa che sarà pagata direttamente dal venditore e che copia del pagamento deve essere fornita insieme alla documentazione del veicolo.

Per le auto e le moto che potrebbero beneficiare di ecobonus

Bisogna precisare che l’acquisto è subordinato alla disponibilità dei fondi statali per Ecobonus, in questo modo qualora i fondi terminassero si potrà recedere dal contratto d’acquisto (o eventualmente rinegoziare l’accordo con il venditore). Ti consigliamo di conservare la documentazione d’acquisto, l’eventuale copia del libretto e del certificato di proprietà dell’auto che hai rottamato per almeno i cinque anni successivi all’anno dell’acquisto.

La misura aiuterà a ridurre lo smog?

Che le emissioni di CO2 debbano essere ridotte è un principio condiviso ormai universalmente e, in questo contesto, anche il Parlamento europeo sta facendo la sua parte, imponendo limiti sempre più stringenti da qui al 2030. In realtà, però, pur essendo un gas serra, il CO2 non è tossico e quindi di fatto non rappresenta un problema reale nelle aree urbane. Per dare una stretta al problema dello smog nelle città italiane, forse avrebbe più senso partire prendendo in considerazione parametri diversi, come gli NOx o il particolato, tossici per l'uomo. Per rendere l'idea, basti pensare che le auto diesel emettono CO2 inferiori rispetto a quelle a benzina, quindi sarebbero considerate potenzialmente virtuose dalla normativa. Peccato che emettano più NOx ed è per questo che nelle città sono state pian piano bandite. Il decreto, insomma, non sembra del tutto coerente con la tendenza sempre più capillare di limitare le auto alimentate a diesel.