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Classe di merito, il nuovo regolamento IVASS

Emanato per uniformare la condotta delle assicurazioni, il provvedimento è in parte già attivo. Nei trasferimenti di proprietà dei veicoli riconosciuti i conviventi e le coppie civili.

26 aprile 2018
Assicurazione auto rc

Un regolamento per favorire gli assicurati virtuosi e uniformare i contratti. L'Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, oltre al nuovo attestato di rischio dinamico, ha emanato un provvedimento per regolare alcune casi oggetto, nel corso degli anni passati, di diverse interpretazioni da parte delle assicurazioni stesse. Il principio della continuità della storia assicurativa dell'assicurato è stata così garantita anche nelle formule tariffarie a "franchigia", "tariffa fissa", oltre che alle polizze di durata temporanea. 

Inoltre le casistiche di mantenimento e di evoluzione della classe di merito sono state modificate per rendere la normativa più aderente alle mutate situazioni sociali. In caso di trasferimento di proprietà di un veicolo tra coniugi, ad esempio, non si parla più di regime di comunione dei beni ma di persone coniugate, unite civilmente o conviventi di fatto, con il diritto alla classe CU maturata sul veicolo precedentemente. Attenzione: questa norma riguarda il trasferimento di proprietà del veicolo e non impatta sulle regole del Decreto Bersani che permette di ereditare la classe di merito del primo assicurato nel caso si acquisti un veicolo aggiuntivo all’interno del nucleo famigliare.

Altre norme con una rilevanza pratica al fine assicurativo sono: 

  • Il mutamento della titolarità del veicolo che comporti il passaggio da una pluralità di proprietari ad uno o più di essi: la classe di CU maturata sul veicolo viene riconosciuta al nuovo proprietario, anche in caso di sostituzione del veicolo, nonché agli altri soggetti già cointestatari che possono utilizzarla su altro veicolo di proprietà o acquisito successivamente;
  • il trasferimento su altro veicolo di proprietà della classe di CU attribuita ad un veicolo consegnato in conto vendita o oggetto di furto: nel caso in cui il veicolo risulti invenduto o oggetto di successivo ritrovamento, allo stesso è attribuita la classe di CU precedente alla perdita di possesso;
  • il veicolo acquisito in leasing operativo o finanziario, o in noleggio a lungo termine: la classe di CU maturata sul veicolo è riconosciuta all’utilizzatore del veicolo purché le generalità degli stessi siano state registrate sulla carta di circolazione da almeno 12 mesi. In caso l’utilizzatore, quando ne cessi l’utilizzo, non acquisti il veicolo locato in leasing o noleggiato, la classe di CU è riconosciuta su altro veicolo dallo stesso acquistato;
  • il veicolo intestato a soggetto portatore di handicap: la classe di CU maturata sul veicolo è riconosciuta anche per veicoli acquistati da coloro che hanno abitualmente condotto il veicolo stesso, purché le generalità degli stessi siano state registrate sulla carta di circolazione da almeno 12 mesi;
  • il trasferimento di proprietà a seguito di successione per la morte del proprietario del veicolo: la classe di CU viene riconosciuta a coloro, conviventi con la persona deceduta, che abbiano successivamente acquisito la proprietà del veicolo stesso a titolo ereditario.

La compagnia assicurativa, però, può adottare un sistema di classi di merito interne diversa da quella delle CU. In questo caso la tabella di conversione deve essere resa disponibile all’interno dei locali e sul sito internet dell’impresa.

La validità dell’attestato di rischio, infine,  non cambia: è sempre di 5 anni, ma dopo 15 giorni dalla scadenza del contratto assicurativo, il suo utilizzo è subordinato alla presentazione di una dichiarazione sottoscritta dal contraente e dal proprietario del veicolo che attesti che nel periodo successivo non si sia circolato o non sia stata sottoscritta una polizza temporanea.  

La nuova disciplina è già in vigore tranne per i contratti con formula tariffaria “a franchigia” e “a tariffa fissa” per cui le compagnie si devono adeguare entro il 1 giugno 2018 per i contratti in scadenza il 1 agosto 2018 e entro il 1 gennaio 2019 per i contratti di durata temporanea.