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Utenti Tim ricaricabile: in arrivo nuovi rincari

TIM aumenta ancora il canone di alcune offerte mobili ricaricabili: il rincaro, che può variare tra i 2 e i 3 euro al mese, scatterà a partire dal 15 marzo 2026. I clienti stanno ricevendo avvisi via SMS proprio in questi giorni. Vediamo cosa cambia, quali “alternative” propone l’operatore e come esercitare il diritto di recesso o cambiare gestore senza costi entro il 14 marzo.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
13 febbraio 2026
Smartphone TIM tra le mani

Dopo gli aumenti di inizio anno che hanno riguardato le offerte telefoniche fisse e alcuni utenti di rete mobile, TIM annuncia una nuova rimodulazione che riguarda alcune offerte mobili ricaricabili. L’aumento sarà applicato dal primo addebito successivo al 14 marzo 2026 e potrà arrivare fino a 2,99 euro al mese. Chi non intende accettare la modifica può recedere o cambiare operatore senza penali. Ma vediamo di quanto aumenta esattamente la tariffa, che cosa offre TIM per “compensare questo aumento” e quali sono i tempi e le modalità per recedere dal contratto nel caso si decida di non accettare le nuove condizioni.

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Cosa cambia dal 15 marzo 2026

Proprio in questi giorni, una parte di utenti TIM con offerte mobile ricaricabili, stanno ricevendo un SMS personalizzato contenente il dettaglio di una modifica unilaterale delle condizioni economiche della loro offerta. L’incremento sarà compreso tra 1,99 € e 2,99 € al mese (IVA inclusa), a seconda dell’offerta attiva, e scatterà dal primo addebito successivo al 14 marzo 2026.

Oltre all’invio di un SMS personale per comunicare le modifiche, TIM ha messo a disposizione tutte le informazioni relative alla rimodulazione sul proprio sito, un servizio di fonia dedicato al numero 409164, l’assistenza tramite 119 e la possibilità di verificare le condizioni della propria offerta tramite MyTIM (app o area web).

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Le proposte di TIM: gratis, ma non per tutti

Oltre all’aumento, TIM indica per alcuni clienti la possibilità di attivare gratuitamente una delle seguenti iniziative, solo se espressamente indicata nel messaggio ricevuto:

  • 50 Giga in più ogni mese, inviando un nuovo SMS al 40916 con testo 50GIGA ON (validi finché resta attiva l’offerta dati);
  • Abilitazione 5G ULTRA, inviando un nuovo SMS al 40916 con testo 5G ON (su dispositivi compatibili e in aree coperte).

In alternativa, TIM propone anche un’opzione diversa: mantenere lo stesso costo attuale (quello aumentato) con 2 Giga in più, attivabile inviando un nuovo SMS al 40916 con testo CONFERMO ON entro il 28 febbraio 2026. Attenzione, però: in tutti i casi occorre creare un nuovo SMS e non rispondere direttamente al messaggio informativo ricevuto.

Queste opzioni possono rendere più “digeribile” l’aumento, ma non sono automatiche e non riguardano tutti. Valuta bene se ti servono davvero quei giga in più o se, a parità di spesa, il mercato offre di meglio.

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Se non vuoi accettare: recesso o cambio operatore

Quando un operatore modifica unilateralmente il contratto, hai diritto di non accettare la variazione. Nel caso di questa rimodulazione, TIM indica che è possibile recedere o passare a un altro operatore senza penali né costi di disattivazione entro il 14 aprile 2026, ovvero entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione dell'operatore, come previsto dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche (art. 98-septies decies, comma 5) e come spieghiamo nella nostra guida completa sulle rimodulazioni e su come difenderti.

Tuttavia il nostro consiglio è quello di non aspettare l'ultimo momento: ricordati che se è vero che hai diritto di recedere o cambiare operatore senza costi fino al 14 aprile, già dal 15 marzo però scattano gli aumenti. Se non ti stanno bene le nuove condizioni o non intendi accettare nessuna delle alternative proposte da TIM, meglio muoversi entro il 14 marzo ed evitare di pagare di più per un mese.  

Come esercitare il diritto di recesso

Per esercitare il tuo diritto di recesso a seguito delle modifiche unilaterali delle condizioni economiche, puoi:

In alternativa, puoi semplicemente attivare un’offerta con un nuovo operatore chiedendo la portabilità del numero: sarà il nuovo gestore a gestire il passaggio.

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Aumenti? Ecco quando puoi contestarli

Hai la possibilità di opporti agli aumenti se l’operatore non ha rispettato alcune regole fondamentali. Per esempio, puoi contestare la rimodulazione se:

  • non ti è stata comunicata con almeno 30 giorni di anticipo oppure la comunicazione non è stata chiara e trasparente (ad esempio non specifica con precisione di quanto aumenta il canone);
  • non sei stato informato del diritto di recedere senza costi e penali, oppure non ti sono state indicate modalità e scadenze per esercitarlo;
  • l’operatore ha modificato un’offerta senza un motivo valido o ha cambiato le condizioni di una tariffa pubblicizzata come “per sempre” o con prezzo “bloccato” per un certo periodo.

In queste situazioni puoi inviare un reclamo formale, meglio se in forma scritta, spiegando quale comportamento scorretto contesti e chiedendo il ripristino delle condizioni precedenti oppure, se non è possibile, il rimborso delle somme pagate in più.

Se entro 45 giorni non ricevi risposta, oppure la risposta è insoddisfacente, puoi avviare un tentativo di conciliazione davanti al Co.re.com o all’Agcom, utilizzando la piattaforma ConciliaWeb, oppure rivolgendoti al servizio gratuito di conciliazione di Altroconsumo per essere assistito nella procedura.

Se sei socio Altroconsumo, puoi parlare con un avvocato della nostra consulenza giuridica chiamando lo 02 6961500, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, per capire come far valere al meglio i tuoi diritti.

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IL CONSIGLIO DELL'ESPERTO
Matteo Marano - Analista di mercato
Appena ricevi l’SMS di TIM, non limitarti a guardare l’aumento: confronta la tua offerta con quelle oggi disponibili sul mercato usando il nostro comparatore. Se il rincaro non ti conviene, il cambio operatore può essere l’occasione per risparmiare, senza costi di uscita. E ricorda: se decidi di cambiare, anche se hai formalmente tempo fino al 14 aprile, meglio farlo entro il 14 marzo così eviterai di pagare di più proprio a partire da quella data.