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Spid: come funziona l'identità digitale. Rendere subito operativa la delega per gli anziani

L'identità digitale avanza: aumentano gli accessi ai servizi online della Pa e i cittadini dotati di questo sistema di identificazione. Ecco come funziona e come creare le credenziali, in attesa che il governo amani il decreto attuativo che stabilirà le modalità operative per la delega, uno strumento essenziale per anziani e altri cittadini che non possono occuparsi da soli della gestione online delle loro pratiche, Questa e altre criticità emerse dalle nostre inchieste nelle lettere inviate al governo chiedendo equità nella digitalizzazione del Paese.

  • di
  • Stefania Villa
08 ottobre 2021
  • di
  • Stefania Villa
pc portatile collegato a sito spid

La diffusione e l'utilizzo di Spid continuano a crescere: secondo i dati diffusi da Agid (Agenzia per l'Italia digitale), a ottobre 2021 sono 25 milioni le identità digitali rilasciate (+ 61,5% rispetto a inizio 2021) e 374 milioni gli accessi effettuati nei primi nove mesi dell'anno ai servizi pubblici e privati accreditati. Sono 8.308 le amministrazioni che permettono l'accesso ai propri servizi online tramite Spid, il doppio rispetto a ottobre 2020. 

Il sistema continua ad affermarsi anche se non è privo di criticità, in particolare rispetto all'accessibilità da parte di anziani e meno digitalizzati, come avevamo evidenziato nell'inchiesta pubblicata su Altroconsumo Inchieste dello scorso marzo e nelle lettere inviate al ministero per l'Innovazione digitale (ne parliamo più avanti).

Cos'è Spid e come funziona

Lanciato nel 2016, Spid è un sistema di identificazione e login unico per l'accesso ai servizi online della pubblica amministrazione, ma anche privati. Una volta richiesta e abilitata, l'identità digitale consente a cittadini e imprese di accedere ai servizi da qualsiasi dispositivo: computer, smartphone e tablet.

Il sistema pubblico di identità digitale consente, usando sempre lo stesso nome utente e la stessa password, di accedere ai vari siti della pubblica amministrazione abilitati (da quello dell'Agenzia delle Entrate, ad esempio, a quello dell'Inps). Il potenziale vantaggio sta in una radicale semplificazione della Pa, con certificati, cartella fiscale, dati sanitari ecc. accessibili comodamente da casa, evitando code agli uffici pubblici ed eliminando le tante credenziali differenti utilizzate al momento dagli enti online.

A cosa serve Spid

Le credenziali Spid possono essere utilizzate per vari servizi abilitati, indicati sul sito Spid.gov. Possono essere utilizzate ad esempio per:

  • accedere ai servizi online sul sito dell'Inps (per presentare domanda di pensionamento ad esempio) e dell'Agenzia delle Entrate (per presentare il 730 precompilato ad esempio);
  • accedere all’anagrafe sui siti dei Comuni che hanno implementato il sistema e ottenere certificazioni a distanza, oppure per accedere al proprio fascicolo sanitario elettronico quando presente sul sito della propria Regione;
  • per accedere all'app IO che dovrebbe raccogliere sempre più servizi (al momento è anche uno dei modi con cui si può ottenere il Green pass);
  • per l'iscrizione dei figli alle scuole primarie e secondarie, di primo e di secondo grado, in alternativa alla registrazione al sito del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (MIUR);
  • per portare a termine la richiesta del bonus cultura 18app o della carta del docente;
  • per accedere a pagoPA, il sistema di pagamenti elettronici verso la pubblica amministrazione.

Come farne richiesta

Per richiedere le proprie credenziali Spid è necessario essere maggiorenni e seguire alcuni passaggi.

  • Scegli il fornitore: si tratta di Identity Provider accreditati che offrono diverse modalità di registrazione, gratuitamente o a pagamento. Fai la tua scelta in base a eventuali costi, in base ai livelli di sicurezza di cui hai bisogno (sono tre in totale) e alle modalità di riconoscimento. Sul sito  dedicato a Spid è disponibile uno schema semplificato con il confronto tra i servizi offerti dagli Identity Provider.
  • Inserisci i dati anagrafici e contatti: segui il percorso sul sito dell'operatore scelto e inserisci i tuoi dati; ti serviranno carta d’identità o passaporto o patente (può essere necessario fotografarli e allegarli); tessera sanitaria con codice fiscale. Serve inoltre un numero di cellulare e un indirizzo mail.
  • Conferma mail e telefono: per confermare la mail verrà inviato all'indirizzo indicato un link da cliccare o un codice da inserire nel processo di registrazione in corso sul sito del provider scelto. Anche al telefonino viene inviato un sms con un codice da inserire.
  • Crea user e password: giungerai a questo punto alla creazione delle tue credenziali Spid, da inserire sui vari siti della Pa come primo step per entrare nell'area che poi ti permetterà di compiere le varie operazioni consentite; si tratta di nome utente (può essere a tua scelta o il codice fiscale o la mail) e password (a tua scelta).
  • Effettua il riconoscimento: l'identità Spid viene confermata soltanto dopo l'identificazione, tramite cui il provider si accerta che sia davvero tu il titolare dei dati inseriti. Può avvenire tramite webcamdi persona prendendo appuntamento presso uno degli uffici del provider, tramite firma digitale o utilizzando la carta di identità elettronica o la carta nazionale dei servizi.
  • Scarica l'app del provider o scegli l'sms: user e password Spid servono per fare il primo accesso ai siti della Pa abilitati, ma poi - per compiere le varie operazioni - servirà un secondo check di sicurezza, cioè inserire un codice temporaneo (Otp, One Time Password) che ti verrà inviato via sms oppure attraverso una notifica sull'app del provider che dovrai quindi scaricare (impostando anche un ulteriore codice per accedervi). Se preferisci gli sms, informati bene con l'operatore prima, perché potrebbero esserci dei costi dopo un certo numero di operazioni (al momento dell'inchiesta scaricabile in alto ne erano risultati).

I livelli di sicurezza

L'identificazione digitale mediante username e password Spid viene definito Livello 1 di sicurezza. Il Livello 2 è quello che si basa sull’invio di una password temporanea (Otp). Ci sarebbe poi un Livello 3 di sicurezza, che si basa su dispositivi che leggono tessere digitali. Tuttavia, per l’accesso a servizi per il cittadino questo livello di sicurezza non è richiesto (si tratta di un livello di sicurezza necessario per le aziende o per gli utilizzatori professionali, quali notai, commercialisti o avvocati).

Le criticità del sistema

In una nostra recente indagine pubblicata su Altroconsumo Inchieste di marzo 2021 avevamo rilevato una serie di criticità, tra cui le difficoltà che avrebbero potuto riscontrare nell'uso di Spid i soggetti più anziani.

Avevamo segnalato questi rischi in una comunicazione al ministero per l'Innovazione e la Transizione digitale e Agid sottolineando, inoltre, i limiti che venivano posti alla possibilità di figli, parenti, conoscenti di aiutare le persone meno digitalizzate. Nel decreto Semplificazioni è poi arrivata un'importante novità: la possibilità di delegare una persona che ha Spid a compiere operazioni a proprio nome, un'iniziativa che migliora l'accessibilità ai servizi pubblici digitali da parte dei cittadini più fragili, andando incontro alle nostre richieste. In questo modo i meno digitalizzati e i più anziani potranno delegare figli, nipoti e amici a sbrigare i propri adempimenti online; una possibilità fondamentale soprattutto dal momento che Inps e Agenzia delle Entrate passano definitivamente a Spid per l'accesso ai propri servizi online..

Inps ha pubblicato delle linee guida sue per la delega, ma manca ancora il decreto attuativo previsto dallo stesso decreto Semplificazioni, che dovrà stabilire le modalità operative generali per questo Sistema di Gestione delle Deleghe Spid.

Abbiamo scritto nuovamente al ministro per l'Innovazione Vittorio Colao sollecitando la rapida promulgazione del decreto e una proporogra dei sistemi di identificazione usati fino ad ora sul sito di Inps e Agenzia delle Entrate.

Se nel frattempo hai bisogno di aiutare un parente o un amico anziano o poco digitalizzato ad accedere alla Pa online, oppure di aiutarlo a creare e utilizzare le sue credenziali Spid, segui i nostri consigli.

Gli altri risultati dell'inchiesta

Nell'inchiesta pubblicata a marzo 2021 avevamo analizzato i dati disponibili sull’utenza e i provider che forniscono le credenziali Spid: il riconoscimento a distanza era risultato quasi sempre a pagamento e così, per accedere a un servizio che fa del digitale il suo mantra, gran parte dei cittadini risultava andare di persona negli uffici di Poste, l'unico operatore abilitato più noto e con una una rete capillare di sedi fisiche. Quanto agli utenti più anziani, risultavano pochi quelli che avevano attivato Spid; inoltre l'aiuto di figli e parenti veniva anche limitato dalla norma che prevede l'impossibilità di attivare più di un'identità Spid su uno stesso smartphone (come farebbe un figlio per un genitore anziano che non ha lo smartphone). 

In questo modo, quella che è stata pensata come una semplificazione e un’innovazione tutta digitale, può rischiare di incagliarsi in problemi più vecchi che mai: mancanza di concorrenza tra operatoricostilimiti ed esclusioni nel diritto di accesso ai servizi pubblici (parzialmente riparate, poi, con il decreto Semplificazioni e la possibilità di delega). Per questo Altroconsumo aveva poi inviato i risultati dell'indagine ad Agid (Agenzia per l'Italia digitale) e al ministro per l'Innovazione Vittorio Colao, chiedendo di agire per il corretto sviluppo della digitalizzazione della Pa, settore fondamentale per l'avanzamento del Paese.