Consigli

Ti hanno cambiato la tariffa del cellulare? Ecco cosa puoi fare per difenderti

Succede spesso di ricevere un sms dal proprio operatore telefonico riguardante l'aumento di una tariffa oppure la variazione del costo di un servizio. Ecco cosa puoi fare se non vuoi accettare una modifica unilaterale del contratto.

06 maggio 2019
adsl

Le compagnie telefoniche possono modificare costi e composizioni delle tariffe a scapito del consumatore? È una condotta lecita? La risposta è sì, ma le compagnie devono agire entro i limiti stabiliti dall’articolo 70 del Codice delle comunicazioni elettroniche e dai regolamenti dell’Agcom, l’Autorità Garante delle comunicazioni. I consumatori sono la parte “debole” del rapporto con le compagnie telefoniche. Se vuoi usufruire di un qualsiasi servizio di telefonia devi sottoscrivere un contratto in cui accetti in blocco le condizioni stabilite dall’operatore oppure devi rinunciare all’offerta.   

Come reagire alle scorrettezze

Può succedere però che gli operatori non rispettino i contratti stipulati con gli utenti e che violino le regole del Codice del consumo, in questo caso possiamo parlare di pratica commerciale scorretta. Ecco due esempi:

  • l'operatore modifica il tuo contratto e non ti informa del tuo diritto di recedere senza costi entro 30 giorni;
  • le condizioni di recesso ti vengono comunicate in maniera non chiara, per esempio con un sms che non ti fornisce tutte le indicazioni di cui hai bisogno.

Bisogna anche ricordare il fatto che alcune compagnie telefoniche pubblicizzano delle offerte “per sempre” ma, nel contratto, talvolta si riservano la facoltà di rimodularle. Se questo accade, puoi rivolgerti ad Altroconsumo per avere un parere legale.

Per ogni reclamo puoi chiamare la nostra consulenza giuridica. Se vuoi scoprire quali sono le tariffe migliori sul mercato, usa il nostro calcolatore.

Trova la tariffa migliore

Compagnie telefoniche, regole e limiti

La modifica unilaterale delle clausole contrattuali deve avvenire per un giustificato motivo, che deve essere indicato nel contratto stesso: il motivo deve essere oggettivo e non limitarsi a formulazioni generiche come ad esempio il “mutamento delle politiche commerciali”.
Le informazioni sulle variazioni di prezzo o fatturazione devono essere veicolate agli utenti con qualsiasi mezzo e fornite in maniera chiara, trasparente ed esaustiva con almeno due mesi di anticipo rispetto al momento della modifica.

Come recedere dal contratto, condizioni e modalità

L’operatore che comunica la variazione al cliente deve informarti che, se non la accetti, hai diritto di recedere dal contratto senza penali né costi di disattivazione con un preavviso non superiore a 30 giorni. Non sei obbligato ad accogliere la modifica ma non puoi nemmeno rimanere con il tuo vecchio piano tariffario. L’unica alternativa è recedere dal servizio e scegliere una diversa offerta dello stesso operatore oppure passare alla concorrenza chiedendo la portabilità del numero telefonico. Il recesso deve avvenire senza alcun costo. Costi di disattivazione e recupero degli sconti possono essere richiesti dalla compagnia in tutti i casi in cui tu decida di chiudere l'utenza o cambiare operatore di tua spontanea volontà, e non a seguito di una modifica unilaterale del contratto da parte del gestore. Decorsi i trenta giorni senza che tu abbia chiesto il recesso, il contratto proseguirà alle nuove condizioni.  

Secondo l’Agcom, le modalità per esercitare il recesso devono essere esplicitate in modo chiaro senza obbligarti a reperire le informazioni sul sito web della compagnia o a contattare il call center. Inoltre, il recesso deve poter essere esercitato secondo le stesse forme utilizzabili per attivare l’offerta o sottoscrivere il contratto. Insomma, se l’attivazione può avvenire tramite una semplice chiamata, il recesso deve poter essere esercitato in maniera altrettanto semplice e non, ad esempio, attraverso la sola raccomandata con avviso di ricevimento. 

Se decidi di recedere dal contratto, fai attenzione: se hai acquistato un prodotto a rate collegato all’offerta, dovrai continuare a pagare le rate oppure decidere di pagarle in un’unica soluzione.

User name

Commenta il post

Partecipa anche tu alla community Telefonia, stop alle fregature!

Per commentare i post della community devi essere registrato al nostro sito.

Registrati                fai la login

5 Risposte

User name
paolo ceruti
30/04/2019

Vi racconto la mia esperienza sperando di non tediarvi.
Nel corso del 2015 ho sottoscritto con TIM un contratto (SMART) ad una tariffa "tutto compreso" di 39€/mese.
Nel corso del tempo tale tariffa è andata aumentando arrivando a novembre del 2018 a raggiungere la cifra di 47€/mese (cui aggiungere 2,50€ di spedizione, per un totale di 49,50€/mese).
A questo punto mi sono detto basta! un costo del servizio lievitato del 25% rispetto a quello di soli 3 anni prima, proprio non lo digerivo più.
Sfruttando i termini delle modifiche unilaterali (recesso dal contratto senza oneri e costi, se esercitato entro data espressamente indicata del 31.10.2018), ho inviato a TIM lettera di recesso a mezzo raccomandata A/R, ricevendo riscontro dalla stessa TIM della cartolina "avviso di ricevimento", controfirmata dalla stessa azienda in data antecedente il termine ultimo per esercitare il diritto al recesso.
Il mese di novembre ho effettuato l'ultimo pagamento di fattura, relativa al periodo di ottobre 2018 e preciso che fino ad allora non ho mai mancato di pagare puntualmente tutte le precedenti (addebito con SDD regolato in CC).
A dicembre tuttavia ho ricevuto una nuova fattura: le richieste di chiarimenti al 187 si sono rivelate un buco nell'acqua.
Ipotizzando che qualcosa fosse andato storto, ho aperto un account con casella PEC ed ho nuovamente scritto (ad inizio Gennaio 2019) a TIM, riportando i fatti ed allegando la documentazione a comprova delle mie ragioni.
Nessuna risposta.
Successivamente ho ricevuto altre due fatture che, al pari della precedente ho rifiutato di pagare, revocando la domiciliazione bancaria.
Ho successivamente ricevuto anche solleciti di pagamento che ho ignorato e, proprio oggi, ho ricevuto da società di recupero crediti l'intimazione a pagare "quanto dovuto".

Prima di giungere a giudizi frettolosi (che in tutto questo tempo ormai frettolosi non sono più) mi chiedo: ho sbagliato qualcosa?

User name Moderator
Vittoria | Moderatore
07/06/2019

Ciao Paolo, non hai sbagliato nulla! Puoi contattare i nostri consulenti per procedere con la conciliazione > www.altroconsumo.it/.../consulenzatelefonia
Buona giornata

User name
NICOLA AMADEI
22/05/2019

Contattato da Tre/wind a febbraio e allettato da una tariffa di 4,99 e/mese, minuti illimitati, 30 giga, per sempre (!), aderisco e cambio operatore. I primi di maggio mi arriva il solito sms: tariffa a 7,99: un aumento del 60% in tre mesi di vita contrattuale, credo sia un record!!

User name Moderator
Vittoria | Moderatore
07/06/2019

Ciao Nicola, se l'sms è arrivato ai primi di maggio purtroppo non puoi fare nulla. Buona giornata!

User name
EMILIO POIAGA
17/06/2019

Ho impiegato un anno per NON pagare un modem TIM SMART a 3,99 € x 48 rate! Alla fine ho vinto e ho pagato il modem TIM SMART a 1,99 € x 48 rate come riportato sulla prima lettera di benvenuto di TIM, anche io ho ricevuto varie lettere da TIM e Società di recupero crediti! Alla fine TIM mi scrive che ho ragione io. Addirittura mi scrivono che mi faranno una nota di credito di € 130,00 che NON ho mai pagato! Booo