In data 23/8/2023 sottoscrivevo contratto nr. AGE000201_230823060 (all.to) per la fornitura di 2 articoli (tende da esterno):
- nr. 1 tenda standard (non personalizzata) 250 x 200
- nr 1 tenda a motore (personalizzata) 500 x 250
Nel farmi sottoscrivere il contratto (su dispositivo elettronico senza alcuna possibilità di leggere il contenuto) il consulente si prodigava a rassicurarmi sulla possibilità di recedere nei 14 gg successivi , come previsto da codice consumo.
La consegna della merce veniva fissata per MARZO /APRILE 2024, previa uscita del tecnico incaricato da Arquati per verificare misure e modalità di installazione
Nella settimana successiva sono stato letteralmente subissato di telefonate ed e-mail cui non potevo rispondere in quanto ero in viaggio
Al mio rientro, scopro con estrema sorpresa che ARQUATI aveva provveduto ad emettere fattura in data 24/8/23 per il totale della fornitura (eur 6.060,00) , reclamando il pagamento della stessa. Decisi immediatamente di inviare in data 3/9/23 disdetta al contratto a mezzo PEC (con richiesta di restituzione della caparra) , ed in occasione di una ulteriore chiamata telefonica di Arquati provvedevo a bloccare l'intervento del tecnico incaricato delle misurazioni. Con rinnovato stupore ricevo in data 24.11 u.s. una comunicazione di Arquati che "si vede costretta a trattenere la caparra versata". Riscontro tale comunicazione con nuova PEC del 24.11 denunciando il comportamento scorretto ed il "furto" subito. Nessuna nota di accredito risulta emessa dall'azienda a storno della fattura relativa al totale della fornitura. Reclamo quindi il comportamento scorretto e chiedo la restituzione dell'indebito