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S. F.
02/04/2026

Problema con parcheggio supermercato Maury's

Richiesta penale contrattuale n. 004-973-000-664 e 000-973-000-636 Targa CC643JC Date presunte violazione: 5 e 6 marzo 2026 Buongiorno, vorrei segnalare episodi secondo me scorretti che si sono verificati nelle date sopracitate nel parcheggio del supermercato Maury's in via Liguria 1 a Pieve Emanuele. Mi sono state recapitate per posta ordinaria due penali del valore di 54 euro cad per il superamento del presunto tempo limite di parcheggio. Le lettere fanno riferimento ad una penale per un presunto contratto che io non mi sento di avere accettato, firmato e men che meno essere stata informata adeguatamente. Sono semplicemente andata a fare la spesa. I cancelli erano entrambi aperti, i cartelli non erano ben visibili, in alcun modo mi è stata data la possibilità di prolungare la sosta in caso di ritardo per qualsiasi motivo anche grave. Non vi è la presenza di sbarre, totem che rilasciano ticket e null'altro, se non dei cartelli di non chiara visibilità a mio parere. Lo si potrebbe constatare dal numero di penali emesse. Nessuno strumento in confronto degli altri centri commerciali e supermercati dove le pratiche risultano più chiare. Al presunto superamento di un' ora e mezza di parcheggio, senza che mi sia stato dato modo di verificare o controllare tramite tagliandino sarebbe scattata la penale. Le Immagini delle telecamere inquadrano solo l'entrata e l'uscita in modo molto sommario. Mi sapete indicare cortesemente una soluzione e se sono stata vittima di una truffa? Grazie Cordiali saluti Silvia Fabbri

In lavorazione
M. L.
01/04/2026
Farmaciaeuropea

Pacco non ancora spedito!

Quando ci muoviamo a spedire questo pacco? Non fatemi ricorrere per vie legali!!!

In lavorazione
A. C.
01/04/2026
Farmaciagricola S.R.L.

Prodotto Non conforme

Purtroppo a distanza di poco meno di 3 mesi dal mio ordine presso la Farmacia Agricola S.R.L. mi vedo costretto a scrivere un giudizio piuttosto NEGATIVO nei confronti della medesima Azienda. Faccio un Promemoria giusto per Non dimenticare. Ordine effettuato presso Farmacia agricola S.R.L. : - 18/03/2024 Ordine : Asta telescopica "8605", concordato a suo tempo con il referente alla vendita per le mie forbici Laecabv L40, spedito dall' azienda il 23/03/2024, ricevuto presso il mio domicilio . Asta da me utilizzata con le mie forbici per quasi 2 anni, finche' non mi si e' rotta (a seguito di caduta) nella parte terminale superiore dove racchiude la forbice. Poiche' alcuni mesi fa' ho danneggiato la mia asta telescopica, una volta constatato il mio vecchio ordine ho contattato la Farmacia Agricola per capire se si potevo avere il ricambio in questione. Nello spiegarmi ho ricordato di aver acquistato l'asta presso il loro esercizio. Mi risponde il responsabile alla vendita e mi dice: certamente, noi abbiamo a disposizione tutti i ricambi degli articoli da noi venduti, ci mandi anche la scansione del prodotto danneggiato così le faremmo avere il preventivo. Allora procedo e invio la scansione. Trascorrono alcuni giorni ma del preventivo ancora nulla. Allora sollecito il protrarsi dell'informazione con messaggio. Mi rispondono dopo giorni il 07/01/26 dicendomi che il ricambio viene a costare 38 euro compreso trasporto. Una volta constatato chiedo le coordinate Iban e la causale. < Ricevuto il tutto, procedo ad effettuare bonifico e ordine. Trascorsa una settimana arriva l'ordine. Apro, verifico, il prodotto non corrisponde. Cosa faccio: posiziono affiancati sopra un tavolo sia la componente "Nuova ma Non conforme", sia la componente "Danneggiata" e la invio al numero WhatsApp di Farmacia Agricola facendo notare l'Errore di spedizione . Mi rispondono: provvediamo a consultare il nostro tecnico e darle risposta. Nonostante passino alcuni giorni, nessuna chiamata o messaggio che arrivi da Farmacia Agricola. Mi attivo, provo a chiamare, faccio vari tentativi ma non mi risponde nessuno. Provo a chiamare nei giorni successivi e dopo vari tentativi mi risponde la signora, chiedo spiegazioni: mi risponde che verro' contattato da un loro tecnico. Cosa mai avvenuta! Comunque, durante l'attesa ricevo a mia insaputa, il messaggio del corriere dicendo: Merce in ritiro(Reso) da parte di Farmacia Agricola. Arriva il domani, bussa il corriere alla porta di casa e gli viene consegnata la merce. Passano ancora dei giorni ma il tecnico non si fa' sentire. Nel frattempo, sempre a mia insaputa arriva il corriere e consegna il nuovo pacco. Apro, verifico non credo ai miei occhi, mi ritrovo consegnata la stessa componente dell'asta consegnatami in precedenza, pertanto non conforme. Cosa faccio, come in precedenza Scansioni affiancati i due Ricambi nuovo e vecchio, invio WhatsApp all'azienda facendo notare lo stesso errore commesso nell'altra consegna. A seguito non ricevo alcun messaggio da parte vostra se no che mi preoccupo io di chiamarvi. Dopo vari tentativi mi risponde la signora e mi dice che verro' contattato da tecnico dell'azienda per cercare di comprendere dove sta l'errore. E anche questa chiamata non e' mai pervenuta! Provo a richiamare io, mi risponde la signora dicendomi di aver capito dove e' stato l'errore in precedenza per cui avrebbero provveduto a rispedirmi il ricambio conforme. Io entusiasta per la risoluzione del problema, ringrazio e saluto. Entusiasmo ch svanisce dopo pochi minuti senonche' arriva la chiamata dell'amministratore dell'azienda dicendo : lei ha acquistato un prodotto cinese,ci ha fatto comprendere di avere un prodotto "Forbice" della nostra Azienda. Pertanto, qu

In lavorazione
G. D.
01/04/2026

Segnalazione per presunta pratica commerciale scorretta, rimborso e diffida ad adempiere

Buonasera, giorno 31 marzo 2026, alle ore 18:30 circa, durante l’apertura della porta della mia abitazione (unico ingresso esterno), la chiave si è bloccata a metà corsa, risultando impossibile da estrarre o inserire nuovamente. Dopo numerosi tentativi di sblocco, alle ore 18:47 ho contattato il servizio “Arthur Pronto Intervento – Servizi Emergenza” tramite il sito [https://arthur-prontointervento.it/services/Fabbro-Monza], poiché appariva associato a un numero fisso dell’area di Monza (0399301449), elemento che mi ha indotto a ritenere si trattasse di un fabbro locale. Solo successivamente ho scoperto che il numero visualizzato varia a ogni accesso al sito. L’operatrice mi ha comunicato un costo di uscita pari a 50 euro e un’attesa di circa quaranta minuti, senza alcun riferimento a tariffe maggiorate o a limiti massimi di spesa. Dopo circa cinquanta minuti è intervenuto un operatore privo di cartellino identificativo, riconducibile – come appreso solo dopo – alla società Apache Srl, diversa dalla ditta “Arthur” contattata telefonicamente. Dopo alcuni tentativi iniziali di sblocco, mi ha dichiarato che sarebbe stato necessario un intervento “più invasivo”, stimando verbalmente un costo alto, senza esplicitare natura dell’intervento, costi massimi o spese aggiuntive previste (es. cilindro, defender, manodopera). In una condizione di necessità, ho accettato. L’intervento di apertura si è svolto indicativamente tra le 19:38/19:45 e le 20:00/20:05 (video disponibili). Terminata l’apertura, l’operatore ha redatto un modulo fotocopiato della società Apache Srl, riportante unicamente P.IVA, IBAN ed e mail (apachesrl16@gmail.com), senza alcuna sede legale o recapiti telefonici. Mi è stato chiesto se intendessi procedere con la sostituzione del cilindro e del defender. Data l’ora (oltre le 20:00) e l’impossibilità di lasciare la porta aperta, mi sono trovato costretto ad accettare, scegliendo il componente meno costoso (a voce indicato in 80 euro circa). Solo in quel momento l’operatore ha comunicato, dopo aver contattato un altro operatore (presumo della stessa ditta) l’importo complessivo: 1.150 euro + IVA 22% = 1.403 euro, di cui 793 euro relativi alla sola apertura (importo oltre ogni ipotesi di costo). Mi è stato inoltre imposto il pagamento anticipato per consentirgli di recarsi a prendere i componenti in un non precisato “magazzino”. L’operatore è tornato dopo oltre un’ora; il montaggio è durato circa dieci minuti. Alle 21:53 ho effettuato il saldo dei restanti 610 euro per cilindro e defender di “media sicurezza”come l'operatore stesso ha indicato sul modulo. Alla richiesta di fattura, mi è stato risposto che sarebbe stata inviata successivamente. Alla data del 01/04/2026, non ho ricevuto alcun documento fiscale e non dispongo di numeri telefonici per sollecitarne l’invio. Con l’importo totale versato avrei potuto acquistare una porta blindata nuova. Ritengo pertanto che il prezzo applicato sia gravemente sproporzionato rispetto al mercato e all’attività svolta, configurando una potenziale pratica commerciale scorretta, se non una vera e propria truffa, posta in essere approfittando della situazione di urgenza. Preciso che la mia segnalazione non è rivolta all’operatore, ma alla società che applica tariffe spropositate. Pertanto con la presente diffido formalmente la società Apache Srl: - A emettere immediatamente la fattura fiscale come previsto dalla normativa vigente (art. 21 DPR 633/1972). Termine per adempiere: 5 giorni dal ricevimento della presente. - A fornire i recapiti aziendali completi (sede legale, PEC, numero telefonico), come richiesto dalle norme sul diritto all’informazione del consumatore (D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Inoltre, dalle verifiche effettuate presso diversi operatori locali e dai principali listini pubblici, risultano i seguenti valori medi di mercato: • Apertura porta da € 90 a € 180 • Sostituzione cilindro sicurezza media da € 70 a € 150 • Defender sicurezza media da € 80 a € 150 • Manodopera oraria € 40–€ 70 Il totale del mercato per un intervento equivalente è quindi tra € 250 e € 450. A fronte di tale evidenza, e in considerazione: • della comunicazione iniziale non trasparente, • dell’assenza di preventivo scritto, se non a lavoro già in parte effettuato, • dell’obbligo di pagare anticipatamente, • del divario enorme rispetto ai valori usuali, chiedo il rimborso della differenza, da quantificarsi come segue: • Importo pagato: € 1.403,00 • Valore massimo di mercato stimabile: € 450,00 • Differenza richiesta a rimborso: € 953,00 Invito pertanto la società a procedere al rimborso di € 953,00 entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione, tramite bonifico sull’IBAN utilizzato per l’addebito POS o altro mezzo tracciabile.

In lavorazione
G. D.
01/04/2026

Segnalazione per presunta pratica commerciale scorretta, rimborso e diffida ad adempiere

Buonasera, giorno 31 marzo 2026, alle ore 18:30 circa, durante l’apertura della porta della mia abitazione (unico ingresso esterno), la chiave si è bloccata a metà corsa, risultando impossibile da estrarre o inserire nuovamente. Dopo numerosi tentativi di sblocco, alle ore 18:47 ho contattato il servizio “Arthur Pronto Intervento – Servizi Emergenza” tramite il sito [https://arthur-prontointervento.it/services/Fabbro-Monza], poiché appariva associato a un numero fisso dell’area di Monza (0399301449), elemento che mi ha indotto a ritenere si trattasse di un fabbro locale. Solo successivamente ho scoperto che il numero visualizzato varia a ogni accesso al sito. L’operatrice mi ha comunicato un costo di uscita pari a 50 euro e un’attesa di circa quaranta minuti, senza alcun riferimento a tariffe maggiorate o a limiti massimi di spesa. Dopo circa cinquanta minuti è intervenuto un operatore privo di cartellino identificativo, riconducibile – come appreso solo dopo – alla società Apache Srl, diversa dalla ditta “Arthur” contattata telefonicamente. Dopo alcuni tentativi iniziali di sblocco, mi ha dichiarato che sarebbe stato necessario un intervento “più invasivo”, stimando verbalmente un costo alto, senza esplicitare natura dell’intervento, costi massimi o spese aggiuntive previste (es. cilindro, defender, manodopera). In una condizione di necessità, ho accettato. L’intervento di apertura si è svolto indicativamente tra le 19:38/19:45 e le 20:00/20:05 (video disponibili). Terminata l’apertura, l’operatore ha redatto un modulo fotocopiato della società Apache Srl, riportante unicamente P.IVA, IBAN ed e mail (apachesrl16@gmail.com), senza alcuna sede legale o recapiti telefonici. Mi è stato chiesto se intendessi procedere con la sostituzione del cilindro e del defender. Data l’ora (oltre le 20:00) e l’impossibilità di lasciare la porta aperta, mi sono trovato costretto ad accettare, scegliendo il componente meno costoso (a voce indicato in 80 euro circa). Solo in quel momento l’operatore ha comunicato, dopo aver contattato un altro operatore (presumo della stessa ditta) l’importo complessivo: 1.150 euro + IVA 22% = 1.403 euro, di cui 793 euro relativi alla sola apertura (importo oltre ogni ipotesi di costo). Mi è stato inoltre imposto il pagamento anticipato per consentirgli di recarsi a prendere i componenti in un non precisato “magazzino”. L’operatore è tornato dopo oltre un’ora; il montaggio è durato circa dieci minuti. Alle 21:53 ho effettuato il saldo dei restanti 610 euro per cilindro e defender di “media sicurezza”come l'operatore stesso ha indicato sul modulo. Alla richiesta di fattura, mi è stato risposto che sarebbe stata inviata successivamente. Alla data del 01/04/2026, non ho ricevuto alcun documento fiscale e non dispongo di numeri telefonici per sollecitarne l’invio. Con l’importo totale versato avrei potuto acquistare una porta blindata nuova. Ritengo pertanto che il prezzo applicato sia gravemente sproporzionato rispetto al mercato e all’attività svolta, configurando una potenziale pratica commerciale scorretta, se non una vera e propria truffa, posta in essere approfittando della situazione di urgenza. Preciso che la mia segnalazione non è rivolta all’operatore, ma alla società che applica tariffe spropositate. Pertanto con la presente diffido formalmente la società Apache Srl: - A emettere immediatamente la fattura fiscale come previsto dalla normativa vigente (art. 21 DPR 633/1972). Termine per adempiere: 5 giorni dal ricevimento della presente. - A fornire i recapiti aziendali completi (sede legale, PEC, numero telefonico), come richiesto dalle norme sul diritto all’informazione del consumatore (D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Inoltre, dalle verifiche effettuate presso diversi operatori locali e dai principali listini pubblici, risultano i seguenti valori medi di mercato: • Apertura porta da € 90 a € 180 • Sostituzione cilindro sicurezza media da € 70 a € 150 • Defender sicurezza media da € 80 a € 150 • Manodopera oraria € 40–€ 70 Il totale del mercato per un intervento equivalente è quindi tra € 250 e € 450. A fronte di tale evidenza, e in considerazione: • della comunicazione iniziale non trasparente, • dell’assenza di preventivo scritto, se non a lavoro già in parte effettuato, • dell’obbligo di pagare anticipatamente, • del divario enorme rispetto ai valori usuali, chiedo il rimborso della differenza, da quantificarsi come segue: • Importo pagato: € 1.403,00 • Valore massimo di mercato stimabile: € 450,00 • Differenza richiesta a rimborso: € 953,00 Invito pertanto la società a procedere al rimborso di € 953,00 entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione, tramite bonifico sull’IBAN utilizzato per l’addebito POS o altro mezzo tracciabile.

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G. D.
01/04/2026

Segnalazione per presunta pratica commerciale scorretta, rimborso e diffida ad adempiere

Buonasera, giorno 31 marzo 2026, alle ore 18:30 circa, durante l’apertura della porta della mia abitazione (unico ingresso esterno), la chiave si è bloccata a metà corsa, risultando impossibile da estrarre o inserire nuovamente. Dopo numerosi tentativi di sblocco, alle ore 18:47 ho contattato il servizio “Arthur Pronto Intervento – Servizi Emergenza” tramite il sito [https://arthur-prontointervento.it/services/Fabbro-Monza], poiché appariva associato a un numero fisso dell’area di Monza (0399301449), elemento che mi ha indotto a ritenere si trattasse di un fabbro locale. Solo successivamente ho scoperto che il numero visualizzato varia a ogni accesso al sito. L’operatrice mi ha comunicato un costo di uscita pari a 50 euro e un’attesa di circa quaranta minuti, senza alcun riferimento a tariffe maggiorate o a limiti massimi di spesa. Dopo circa cinquanta minuti è intervenuto un operatore privo di cartellino identificativo, riconducibile – come appreso solo dopo – alla società Apache Srl, diversa dalla ditta “Arthur” contattata telefonicamente. Dopo alcuni tentativi iniziali di sblocco, mi ha dichiarato che sarebbe stato necessario un intervento “più invasivo”, stimando verbalmente un costo alto, senza esplicitare natura dell’intervento, costi massimi o spese aggiuntive previste (es. cilindro, defender, manodopera). In una condizione di necessità, ho accettato. L’intervento di apertura si è svolto indicativamente tra le 19:38/19:45 e le 20:00/20:05 (video disponibili). Terminata l’apertura, l’operatore ha redatto un modulo fotocopiato della società Apache Srl, riportante unicamente P.IVA, IBAN ed e mail (apachesrl16@gmail.com), senza alcuna sede legale o recapiti telefonici. Mi è stato chiesto se intendessi procedere con la sostituzione del cilindro e del defender. Data l’ora (oltre le 20:00) e l’impossibilità di lasciare la porta aperta, mi sono trovato costretto ad accettare, scegliendo il componente meno costoso (a voce indicato in 80 euro circa). Solo in quel momento l’operatore ha comunicato, dopo aver contattato un altro operatore (presumo della stessa ditta) l’importo complessivo: 1.150 euro + IVA 22% = 1.403 euro, di cui 793 euro relativi alla sola apertura (importo oltre ogni ipotesi di costo). Mi è stato inoltre imposto il pagamento anticipato per consentirgli di recarsi a prendere i componenti in un non precisato “magazzino”. L’operatore è tornato dopo oltre un’ora; il montaggio è durato circa dieci minuti. Alle 21:53 ho effettuato il saldo dei restanti 610 euro per cilindro e defender di “media sicurezza”come l'operatore stesso ha indicato sul modulo. Alla richiesta di fattura, mi è stato risposto che sarebbe stata inviata successivamente. Alla data del 01/04/2026, non ho ricevuto alcun documento fiscale e non dispongo di numeri telefonici per sollecitarne l’invio. Con l’importo totale versato avrei potuto acquistare una porta blindata nuova. Ritengo pertanto che il prezzo applicato sia gravemente sproporzionato rispetto al mercato e all’attività svolta, configurando una potenziale pratica commerciale scorretta, se non una vera e propria truffa, posta in essere approfittando della situazione di urgenza. Preciso che la mia segnalazione non è rivolta all’operatore, ma alla società che applica tariffe spropositate. Pertanto con la presente diffido formalmente la società Apache Srl: - A emettere immediatamente la fattura fiscale come previsto dalla normativa vigente (art. 21 DPR 633/1972). Termine per adempiere: 5 giorni dal ricevimento della presente. - A fornire i recapiti aziendali completi (sede legale, PEC, numero telefonico), come richiesto dalle norme sul diritto all’informazione del consumatore (D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Inoltre, dalle verifiche effettuate presso diversi operatori locali e dai principali listini pubblici, risultano i seguenti valori medi di mercato: • Apertura porta da € 90 a € 180 • Sostituzione cilindro sicurezza media da € 70 a € 150 • Defender sicurezza media da € 80 a € 150 • Manodopera oraria € 40–€ 70 Il totale del mercato per un intervento equivalente è quindi tra € 250 e € 450. A fronte di tale evidenza, e in considerazione: • della comunicazione iniziale non trasparente, • dell’assenza di preventivo scritto, se non a lavoro già in parte effettuato, • dell’obbligo di pagare anticipatamente, • del divario enorme rispetto ai valori usuali, chiedo il rimborso della differenza, da quantificarsi come segue: • Importo pagato: € 1.403,00 • Valore massimo di mercato stimabile: € 450,00 • Differenza richiesta a rimborso: € 953,00 Invito pertanto la società a procedere al rimborso di € 953,00 entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione, tramite bonifico sull’IBAN utilizzato per l’addebito POS o altro mezzo tracciabile.

In lavorazione
G. D.
01/04/2026

Segnalazione per presunta pratica commerciale scorretta, rimborso e diffida ad adempiere

Buonasera, giorno 31 marzo 2026, alle ore 18:30 circa, durante l’apertura della porta della mia abitazione (unico ingresso esterno), la chiave si è bloccata a metà corsa, risultando impossibile da estrarre o inserire nuovamente. Dopo numerosi tentativi di sblocco, alle ore 18:47 ho contattato il servizio “Arthur Pronto Intervento – Servizi Emergenza” tramite il sito [https://arthur-prontointervento.it/services/Fabbro-Monza], poiché appariva associato a un numero fisso dell’area di Monza (0399301449), elemento che mi ha indotto a ritenere si trattasse di un fabbro locale. Solo successivamente ho scoperto che il numero visualizzato varia a ogni accesso al sito. L’operatrice mi ha comunicato un costo di uscita pari a 50 euro e un’attesa di circa quaranta minuti, senza alcun riferimento a tariffe maggiorate o a limiti massimi di spesa. Dopo circa cinquanta minuti è intervenuto un operatore privo di cartellino identificativo, riconducibile – come appreso solo dopo – alla società Apache Srl, diversa dalla ditta “Arthur” contattata telefonicamente. Dopo alcuni tentativi iniziali di sblocco, mi ha dichiarato che sarebbe stato necessario un intervento “più invasivo”, stimando verbalmente un costo alto, senza esplicitare natura dell’intervento, costi massimi o spese aggiuntive previste (es. cilindro, defender, manodopera). In una condizione di necessità, ho accettato. L’intervento di apertura si è svolto indicativamente tra le 19:38/19:45 e le 20:00/20:05 (video disponibili). Terminata l’apertura, l’operatore ha redatto un modulo fotocopiato della società Apache Srl, riportante unicamente P.IVA, IBAN ed e mail (apachesrl16@gmail.com), senza alcuna sede legale o recapiti telefonici. Mi è stato chiesto se intendessi procedere con la sostituzione del cilindro e del defender. Data l’ora (oltre le 20:00) e l’impossibilità di lasciare la porta aperta, mi sono trovato costretto ad accettare, scegliendo il componente meno costoso (a voce indicato in 80 euro circa). Solo in quel momento l’operatore ha comunicato, dopo aver contattato un altro operatore (presumo della stessa ditta) l’importo complessivo: 1.150 euro + IVA 22% = 1.403 euro, di cui 793 euro relativi alla sola apertura (importo oltre ogni ipotesi di costo). Mi è stato inoltre imposto il pagamento anticipato per consentirgli di recarsi a prendere i componenti in un non precisato “magazzino”. L’operatore è tornato dopo oltre un’ora; il montaggio è durato circa dieci minuti. Alle 21:53 ho effettuato il saldo dei restanti 610 euro per cilindro e defender di “media sicurezza”come l'operatore stesso ha indicato sul modulo. Alla richiesta di fattura, mi è stato risposto che sarebbe stata inviata successivamente. Alla data del 01/04/2026, non ho ricevuto alcun documento fiscale e non dispongo di numeri telefonici per sollecitarne l’invio. Con l’importo totale versato avrei potuto acquistare una porta blindata nuova. Ritengo pertanto che il prezzo applicato sia gravemente sproporzionato rispetto al mercato e all’attività svolta, configurando una potenziale pratica commerciale scorretta, se non una vera e propria truffa, posta in essere approfittando della situazione di urgenza. Preciso che la mia segnalazione non è rivolta all’operatore, ma alla società che applica tariffe spropositate. Pertanto con la presente diffido formalmente la società Apache Srl: - A emettere immediatamente la fattura fiscale come previsto dalla normativa vigente (art. 21 DPR 633/1972). Termine per adempiere: 5 giorni dal ricevimento della presente. - A fornire i recapiti aziendali completi (sede legale, PEC, numero telefonico), come richiesto dalle norme sul diritto all’informazione del consumatore (D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Inoltre, dalle verifiche effettuate presso diversi operatori locali e dai principali listini pubblici, risultano i seguenti valori medi di mercato: • Apertura porta da € 90 a € 180 • Sostituzione cilindro sicurezza media da € 70 a € 150 • Defender sicurezza media da € 80 a € 150 • Manodopera oraria € 40–€ 70 Il totale del mercato per un intervento equivalente è quindi tra € 250 e € 450. A fronte di tale evidenza, e in considerazione: • della comunicazione iniziale non trasparente, • dell’assenza di preventivo scritto, se non a lavoro già in parte effettuato, • dell’obbligo di pagare anticipatamente, • del divario enorme rispetto ai valori usuali, chiedo il rimborso della differenza, da quantificarsi come segue: • Importo pagato: € 1.403,00 • Valore massimo di mercato stimabile: € 450,00 • Differenza richiesta a rimborso: € 953,00 Invito pertanto la società a procedere al rimborso di € 953,00 entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione, tramite bonifico sull’IBAN utilizzato per l’addebito POS o altro mezzo tracciabile.

In lavorazione
S. F.
01/04/2026

Rimborso per importo errato

Spett.le Argos, con la presente si sollecita il rimborso dell’importo di € 500,00 circa relativo alla bolletta 20250001490318 emessa in data 01/12/2025 per presunti consumi di gas del mese di novembre 2025, addebitata tramite RID bancario in data 22/12/2025.. Tale importo non risulta dovuto in quanto il consumo è basato su dati stimati e non relai. Successivamente sono passato ad altro fornitore (Octopus). Nonostante precedenti comunicazioni inviate tramite PEC e attraverso il vostro sito, ad oggi non risulta ancora effettuato il rimborso della somma . E’ impossibile parlare con un operatore e, nelle due volte in cui ci sono riuscito, mi è stato detto che la somma sarebbe stata emessa ma ad oggi, dopo oltre tre mesi, ancora nulla. Con la presente si richiede pertanto l’immediata restituzione dell’importo indebitamente addebitato, con indicazione delle tempistiche previste per l’accredito sul c/c. In attesa di cortese e e sollecito riscontro, porgo distinti saluti.

In lavorazione
E. R.
01/04/2026

Presunto mancato pagamento pedaggio

Ho ricevuto in data 01.04.2026 presso il mio domicilio una lettera da parte di YOUVERSE recupero crediti in cui mi viene intimato il pagamento di 64,80 euro entro il 01.04.2026 per il mancato pagamento di un pedaggio. Il dettaglio del transito riporta in entrata il biglietto smarrito e in uscita FI Scandicci ore 09:38. Quanto riportato nella Vs lettera è totalmente falso, mi trovavo a casa, dormivo e la mia macchina era parcheggiata. Pertanto richiedo foto e video che documentino il passaggio al casello senza pagare il pedaggio. Data la natura fraudolenta della Vs richiesta, al fine di tutelarmi, intendo effettuare denuncia alle forze dell' ordine per truffa e procedere per vie legali. Non sono allegate foto, si chiede di fornire le ricevute dopo ben 4 mesi dall'accaduto! Si da solo la possibilità (con perdita di tempo, quando dovrebbero essere loro ad effettuare le verifiche prima di scrivere, a meno che non sia una truffa) di inviare un modulo di dichiarazione che, in caso di mancanze di prove, comporterebbe l'aggravio di oneri di accertamento (una minaccia ai limiti della legalità). Pertanto l'accertamento va annullato a mezzo di nuova comunicazione al medesimo indirizzo,in mancanza del quale provvederò a sporgere denuncia.

In lavorazione
L. B.
01/04/2026

Contestazione verbale n. 1260227473 per errata indicazione del luogo della presunta infrazione

Oggetto: Ricorso avverso verbale di accertamento n. 1260227473 La sottoscritta Laura Bolognese, residente in Via Traversagni, 6/8, 17100 Savona, con riferimento al verbale di accertamento n. 1260227473, relativo alla presunta violazione avvenuta in data 03/02/2026, presenta formale ricorso per i seguenti motivi: 1. Errata indicazione del luogo della presunta infrazione Nel verbale è indicato quale luogo della violazione un esercizio commerciale situato in VIA NIZZA, 34 - 17100 SAVONA, mentre da verifiche effettuate risulta che tale indicazione è errata e il civico indicato non risulta associato ad alcuna attività commerciale con cartellonistica esposta né presenta segnaletica o indicazioni di divieto di sosta tali da giustificare la sanzione contestata. Tale imprecisione compromette la corretta individuazione del luogo dei fatti, rendendo il verbale carente sotto il profilo della determinatezza e quindi viziato. 2. Pregiudizio al diritto di difesa L’errata indicazione del civico impedisce al destinatario del verbale di verificare con certezza le circostanze della presunta violazione, configurando una lesione del diritto di difesa, non essendo possibile ricostruire con esattezza il contesto in cui l’infrazione sarebbe avvenuta. 3. Tempistiche di notifica Si evidenzia inoltre che il verbale è stato inviato con posta ordinaria (e non raccomandata a/r) e ricevuto in data 01/04/2026 a distanza di due mesi dalla data della presunta violazione (03/02/2026), circostanza che ha ulteriormente inciso sulla possibilità di effettuare verifiche puntuali e tempestive sui fatti contestati. In tal modo inoltre, si sono ampiamente superati i termini previsti per il pagamento senza incorrere in sanzioni aggiuntive. Conclusioni Alla luce di quanto sopra esposto, si richiede l’annullamento del verbale in oggetto per i vizi sopra evidenziati. In attesa di un riscontro, si porgono distinti saluti. Savona, 01/04/2026 Laura Bolognese

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