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Costo esorbitante per una pulizia cassettina wc

Il ragazzo è stato professionale e molto rapido nel risolvere il problema alla cassetta del bagno. Ciò che è stato fatto: semplicemente una pulizia profonda della cassettina interna al muro e disincrostazione del calcare. Nessuna sostituzione di pezzi o quant'altro. Sulla fattura (che mi è stata fatta compilare e firmare prima dell'intervento) viene riportata la voce "spurgo tubazioni" che non mi sembra sia appropriato, perchè a parte il flessibile dal quale esce l'acqua per riempire la cassettina, spruzzato e pulito, di tubature non ne sono state toccate. Ma soprattutto la fattura riporta il prezzo di 366 euro Iva inclusa! Informandomi sui costi di questo servizio, il prezzo massimo raggiungibile è di 80€. Dalla chiamata fatta per l'appuntamento mi è stato detto che il costo per l'uscita è di 50 euro! Vorrei capire come sia possibile da 130€ di costo suggerito... anche aggiungendo Iva, o che sia sabato, si arrivi a 366 €! Mi sembra una follia! Poca trasparenza e ti si presenta un conto del genere a lavoro completato. Vorrei delle spiegazioni e chiedo anche un minimo di rimborso perchè ritengo di aver pagato decisamente troppo.

Risolto
A. P.
16/05/2026
Enel Energia

numero pratica: 751757914

OGGETTO: risposta alla vs comunicazione del 29-4-2026 Spett. enel energia, in riferimento alla vs comunicazione ritengo opportuno precisare quanto segue: il sottoscritto ha aderito all'offerta di sorgenia spa il 19-8-2025 e ha effettuato il ripensamento il 22-8-2025 dopo aver visionato il contratto ricevuto. in seguito ho chiamato enel energia che mi ha comunicato che avevano ricevuto la richiesta di sorgenia spa. HO COMUNICATO CHE AVEVO FATTO IL RIPENSAMENTO MA NONOSTANTE TUTTO ENEL ENERGIA MI HA PROPOSTO IL NUOVO CONTRATTO enel web luce e gas A CONDIZIONI VANTAGGIOSE RISPETTO AL CONTRATTO energia pura special IN ATTO ed è solo per questo che ho aderito alla nuova offerta più vantaggiosa. ma quando ho ricevuto la bolletta nov.-dic. 2025 ho verificato che avete arbitrariamente cambiato le carte in tavola senza nulla comunicarmi impedendomi così facendo di poter aderire a nuove offerte più vantaggiose sul mercato libero

In lavorazione
S. B.
16/05/2026

Contestazione formale intervento - richiesta fattura dettagliata e rimborso per pratica scorretta

Spett.le Apache Srl, con la presente intendo contestare formalmente l’intervento effettuato presso la mia abitazione in data 13/05/2026, a seguito della richiesta effettuata tramite il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature / Pronto Intervento 24”. In data 13/05/2026, a seguito della rottura della chiave all’interno della serratura della porta di ingresso della mia abitazione, ho effettuato una ricerca online trovando il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature”, ritenendo in buona fede di contattare un fabbro locale della zona di Monza e Brianza. Il sito e la denominazione utilizzata risultavano infatti idonei a far credere al consumatore di rivolgersi a un operatore locale. Solo successivamente ho scoperto che il servizio fungeva da intermediario e che il tecnico intervenuto apparteneva in realtà alla società Apache Srl, diversa da quella che appariva al momento della ricerca. Durante il contatto iniziale mi è stato comunicato esclusivamente un costo di uscita pari a €70 + IVA, senza alcuna indicazione chiara circa possibili costi ulteriori, tariffe massime o ordine di grandezza economico dell’intervento. A seguito della rapidità sospetta con cui stava venendo organizzato l'intervento ho iniziato a nutrire dubbi sulla trasparenza del servizio. Per tale motivo, alle ore 20:56, entro circa venti minuti dalla richiesta iniziale, ho comunicato via messaggio la volontà di annullare l’intervento (“Ok annulli la richiesta ho trovato una alternativa grazie”). Tale richiesta di annullamento è stata sostanzialmente ignorata e il tecnico si è comunque presentato presso la mia abitazione. L’operatore intervenuto: era privo di badge identificativo o divisa aziendale; è arrivato con auto personale; non ha mostrato alcun tesserino o documentazione identificativa; solo successivamente è risultato collegato alla società Apache Srl. In una situazione di emergenza e pressione psicologica, mi sono sentita di fatto obbligata a consentire l’intervento, pur essendo già insospettita dalle modalità operative adottate. Solo sul posto, in situazione di emergenza e senza reale possibilità di valutare alternative, mi è stato comunicato verbalmente un costo di €320 + IVA esclusivamente per l’apertura della porta, senza preventivo scritto e senza dettaglio delle voci di costo. L’apertura è avvenuta in pochi minuti mediante semplici strumenti manuali. Tuttavia: il cilindro non è stato smontato; la chiave è rimasta bloccata all’interno della serratura; il problema non è stato quindi completamente risolto. Temendo ulteriori danni e ulteriori aumenti di costo, ho interrotto personalmente l’intervento e ho successivamente incaricato un secondo fabbro locale che, due giorni successivi, ha completato il lavoro di estrazione della chiave e sistemazione della serratura per €80 + IVA. Ho corrisposto ad Apache Srl l’importo di €390,40 tramite POS, come da ricevuta SumUp, nella quale compare unicamente la dicitura generica “importo personalizzato”, senza descrizione dettagliata della prestazione effettuata. Alla richiesta di fattura dettagliata: mi è stato inizialmente risposto che sarebbe stata inviata; ad oggi non ho ancora ricevuto documentazione fiscale dettagliata; non mi sono stati forniti dati aziendali completi né generalità del tecnico intervenuto. Ritengo che quanto accaduto configuri una pratica commerciale gravemente scorretta ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare per: mancata trasparenza preventiva sui costi; assenza di preventivo scritto; sproporzione evidente tra prestazione resa e importo richiesto; utilizzo della situazione di urgenza del consumatore; documentazione fiscale incompleta e generica; mancata gestione della richiesta di annullamento dell’intervento. Dalle verifiche effettuate presso operatori locali, il costo medio per: apertura porta semplice: €90 – €180; diritto di chiamata emergenza: €50 – €80; risulta ampiamente inferiore all’importo richiesto. Pertanto: Diffido formalmente Apache Srl a emettere entro 5 giorni fattura fiscale dettagliata ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972, con indicazione precisa di: diritto di chiamata; manodopera; descrizione tecnica dell’intervento; eventuali materiali utilizzati. Chiedo il rimborso parziale dell’importo corrisposto, quantificato in €240,40, ritenendo congruo un importo massimo di €150 per l’intervento effettivamente eseguito. Chiedo inoltre: denominazione completa della società; sede legale; PEC; nominativo del tecnico intervenuto. In assenza di riscontro entro 10 giorni dal ricevimento della presente, procederò a: segnalazione presso AGCM per pratica commerciale scorretta; segnalazione alla Guardia di Finanza per verifica fiscale; attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; eventuale segnalazione alle associazioni consumatori competenti. Preciso che la presente contestazione riguarda esclusivamente le modalità commerciali e tariffarie applicate dalla società e non costituisce alcuna valutazione personale nei confronti del singolo operatore intervenuto. Distinti saluti,

In lavorazione
S. B.
16/05/2026

Contestazione formale intervento - richiesta fattura dettagliata e rimborso per pratica scorretta

Spett.le Apache Srl, con la presente intendo contestare formalmente l’intervento effettuato presso la mia abitazione in data 13/05/2026, a seguito della richiesta effettuata tramite il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature / Pronto Intervento 24”. In data 13/05/2026, a seguito della rottura della chiave all’interno della serratura della porta di ingresso della mia abitazione, ho effettuato una ricerca online trovando il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature”, ritenendo in buona fede di contattare un fabbro locale della zona di Monza e Brianza. Il sito e la denominazione utilizzata risultavano infatti idonei a far credere al consumatore di rivolgersi a un operatore locale. Solo successivamente ho scoperto che il servizio fungeva da intermediario e che il tecnico intervenuto apparteneva in realtà alla società Apache Srl, diversa da quella che appariva al momento della ricerca. Durante il contatto iniziale mi è stato comunicato esclusivamente un costo di uscita pari a €70 + IVA, senza alcuna indicazione chiara circa possibili costi ulteriori, tariffe massime o ordine di grandezza economico dell’intervento. A seguito della rapidità sospetta con cui stava venendo organizzato l'intervento ho iniziato a nutrire dubbi sulla trasparenza del servizio. Per tale motivo, alle ore 20:56, entro circa venti minuti dalla richiesta iniziale, ho comunicato via messaggio la volontà di annullare l’intervento (“Ok annulli la richiesta ho trovato una alternativa grazie”). Tale richiesta di annullamento è stata sostanzialmente ignorata e il tecnico si è comunque presentato presso la mia abitazione. L’operatore intervenuto: era privo di badge identificativo o divisa aziendale; è arrivato con auto personale; non ha mostrato alcun tesserino o documentazione identificativa; solo successivamente è risultato collegato alla società Apache Srl. In una situazione di emergenza e pressione psicologica, mi sono sentita di fatto obbligata a consentire l’intervento, pur essendo già insospettita dalle modalità operative adottate. Solo sul posto, in situazione di emergenza e senza reale possibilità di valutare alternative, mi è stato comunicato verbalmente un costo di €320 + IVA esclusivamente per l’apertura della porta, senza preventivo scritto e senza dettaglio delle voci di costo. L’apertura è avvenuta in pochi minuti mediante semplici strumenti manuali. Tuttavia: il cilindro non è stato smontato; la chiave è rimasta bloccata all’interno della serratura; il problema non è stato quindi completamente risolto. Temendo ulteriori danni e ulteriori aumenti di costo, ho interrotto personalmente l’intervento e ho successivamente incaricato un secondo fabbro locale che, due giorni successivi, ha completato il lavoro di estrazione della chiave e sistemazione della serratura per €80 + IVA. Ho corrisposto ad Apache Srl l’importo di €390,40 tramite POS, come da ricevuta SumUp, nella quale compare unicamente la dicitura generica “importo personalizzato”, senza descrizione dettagliata della prestazione effettuata. Alla richiesta di fattura dettagliata: mi è stato inizialmente risposto che sarebbe stata inviata; ad oggi non ho ancora ricevuto documentazione fiscale dettagliata; non mi sono stati forniti dati aziendali completi né generalità del tecnico intervenuto. Ritengo che quanto accaduto configuri una pratica commerciale gravemente scorretta ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare per: mancata trasparenza preventiva sui costi; assenza di preventivo scritto; sproporzione evidente tra prestazione resa e importo richiesto; utilizzo della situazione di urgenza del consumatore; documentazione fiscale incompleta e generica; mancata gestione della richiesta di annullamento dell’intervento. Dalle verifiche effettuate presso operatori locali, il costo medio per: apertura porta semplice: €90 – €180; diritto di chiamata emergenza: €50 – €80; risulta ampiamente inferiore all’importo richiesto. Pertanto: Diffido formalmente Apache Srl a emettere entro 5 giorni fattura fiscale dettagliata ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972, con indicazione precisa di: diritto di chiamata; manodopera; descrizione tecnica dell’intervento; eventuali materiali utilizzati. Chiedo il rimborso parziale dell’importo corrisposto, quantificato in €240,40, ritenendo congruo un importo massimo di €150 per l’intervento effettivamente eseguito. Chiedo inoltre: denominazione completa della società; sede legale; PEC; nominativo del tecnico intervenuto. In assenza di riscontro entro 10 giorni dal ricevimento della presente, procederò a: segnalazione presso AGCM per pratica commerciale scorretta; segnalazione alla Guardia di Finanza per verifica fiscale; attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; eventuale segnalazione alle associazioni consumatori competenti. Preciso che la presente contestazione riguarda esclusivamente le modalità commerciali e tariffarie applicate dalla società e non costituisce alcuna valutazione personale nei confronti del singolo operatore intervenuto. Distinti saluti,

In lavorazione
S. B.
16/05/2026

Contestazione formale intervento - richiesta fattura dettagliata e rimborso per pratica scorretta

Spett.le Apache Srl, con la presente intendo contestare formalmente l’intervento effettuato presso la mia abitazione in data 13/05/2026, a seguito della richiesta effettuata tramite il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature / Pronto Intervento 24”. In data 13/05/2026, a seguito della rottura della chiave all’interno della serratura della porta di ingresso della mia abitazione, ho effettuato una ricerca online trovando il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature”, ritenendo in buona fede di contattare un fabbro locale della zona di Monza e Brianza. Il sito e la denominazione utilizzata risultavano infatti idonei a far credere al consumatore di rivolgersi a un operatore locale. Solo successivamente ho scoperto che il servizio fungeva da intermediario e che il tecnico intervenuto apparteneva in realtà alla società Apache Srl, diversa da quella che appariva al momento della ricerca. Durante il contatto iniziale mi è stato comunicato esclusivamente un costo di uscita pari a €70 + IVA, senza alcuna indicazione chiara circa possibili costi ulteriori, tariffe massime o ordine di grandezza economico dell’intervento. A seguito della rapidità sospetta con cui stava venendo organizzato l'intervento ho iniziato a nutrire dubbi sulla trasparenza del servizio. Per tale motivo, alle ore 20:56, entro circa venti minuti dalla richiesta iniziale, ho comunicato via messaggio la volontà di annullare l’intervento (“Ok annulli la richiesta ho trovato una alternativa grazie”). Tale richiesta di annullamento è stata sostanzialmente ignorata e il tecnico si è comunque presentato presso la mia abitazione. L’operatore intervenuto: era privo di badge identificativo o divisa aziendale; è arrivato con auto personale; non ha mostrato alcun tesserino o documentazione identificativa; solo successivamente è risultato collegato alla società Apache Srl. In una situazione di emergenza e pressione psicologica, mi sono sentita di fatto obbligata a consentire l’intervento, pur essendo già insospettita dalle modalità operative adottate. Solo sul posto, in situazione di emergenza e senza reale possibilità di valutare alternative, mi è stato comunicato verbalmente un costo di €320 + IVA esclusivamente per l’apertura della porta, senza preventivo scritto e senza dettaglio delle voci di costo. L’apertura è avvenuta in pochi minuti mediante semplici strumenti manuali. Tuttavia: il cilindro non è stato smontato; la chiave è rimasta bloccata all’interno della serratura; il problema non è stato quindi completamente risolto. Temendo ulteriori danni e ulteriori aumenti di costo, ho interrotto personalmente l’intervento e ho successivamente incaricato un secondo fabbro locale che, due giorni successivi, ha completato il lavoro di estrazione della chiave e sistemazione della serratura per €80 + IVA. Ho corrisposto ad Apache Srl l’importo di €390,40 tramite POS, come da ricevuta SumUp, nella quale compare unicamente la dicitura generica “importo personalizzato”, senza descrizione dettagliata della prestazione effettuata. Alla richiesta di fattura dettagliata: mi è stato inizialmente risposto che sarebbe stata inviata; ad oggi non ho ancora ricevuto documentazione fiscale dettagliata; non mi sono stati forniti dati aziendali completi né generalità del tecnico intervenuto. Ritengo che quanto accaduto configuri una pratica commerciale gravemente scorretta ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare per: mancata trasparenza preventiva sui costi; assenza di preventivo scritto; sproporzione evidente tra prestazione resa e importo richiesto; utilizzo della situazione di urgenza del consumatore; documentazione fiscale incompleta e generica; mancata gestione della richiesta di annullamento dell’intervento. Dalle verifiche effettuate presso operatori locali, il costo medio per: apertura porta semplice: €90 – €180; diritto di chiamata emergenza: €50 – €80; risulta ampiamente inferiore all’importo richiesto. Pertanto: Diffido formalmente Apache Srl a emettere entro 5 giorni fattura fiscale dettagliata ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972, con indicazione precisa di: diritto di chiamata; manodopera; descrizione tecnica dell’intervento; eventuali materiali utilizzati. Chiedo il rimborso parziale dell’importo corrisposto, quantificato in €240,40, ritenendo congruo un importo massimo di €150 per l’intervento effettivamente eseguito. Chiedo inoltre: denominazione completa della società; sede legale; PEC; nominativo del tecnico intervenuto. In assenza di riscontro entro 10 giorni dal ricevimento della presente, procederò a: segnalazione presso AGCM per pratica commerciale scorretta; segnalazione alla Guardia di Finanza per verifica fiscale; attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; eventuale segnalazione alle associazioni consumatori competenti. Preciso che la presente contestazione riguarda esclusivamente le modalità commerciali e tariffarie applicate dalla società e non costituisce alcuna valutazione personale nei confronti del singolo operatore intervenuto. Distinti saluti,

In lavorazione
S. B.
16/05/2026

Contestazione formale intervento - richiesta fattura dettagliata e rimborso per pratica scorretta

Spett.le Apache Srl, con la presente intendo contestare formalmente l’intervento effettuato presso la mia abitazione in data 13/05/2026, a seguito della richiesta effettuata tramite il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature / Pronto Intervento 24”. In data 13/05/2026, a seguito della rottura della chiave all’interno della serratura della porta di ingresso della mia abitazione, ho effettuato una ricerca online trovando il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature”, ritenendo in buona fede di contattare un fabbro locale della zona di Monza e Brianza. Il sito e la denominazione utilizzata risultavano infatti idonei a far credere al consumatore di rivolgersi a un operatore locale. Solo successivamente ho scoperto che il servizio fungeva da intermediario e che il tecnico intervenuto apparteneva in realtà alla società Apache Srl, diversa da quella che appariva al momento della ricerca. Durante il contatto iniziale mi è stato comunicato esclusivamente un costo di uscita pari a €70 + IVA, senza alcuna indicazione chiara circa possibili costi ulteriori, tariffe massime o ordine di grandezza economico dell’intervento. A seguito della rapidità sospetta con cui stava venendo organizzato l'intervento ho iniziato a nutrire dubbi sulla trasparenza del servizio. Per tale motivo, alle ore 20:56, entro circa venti minuti dalla richiesta iniziale, ho comunicato via messaggio la volontà di annullare l’intervento (“Ok annulli la richiesta ho trovato una alternativa grazie”). Tale richiesta di annullamento è stata sostanzialmente ignorata e il tecnico si è comunque presentato presso la mia abitazione. L’operatore intervenuto: era privo di badge identificativo o divisa aziendale; è arrivato con auto personale; non ha mostrato alcun tesserino o documentazione identificativa; solo successivamente è risultato collegato alla società Apache Srl. In una situazione di emergenza e pressione psicologica, mi sono sentita di fatto obbligata a consentire l’intervento, pur essendo già insospettita dalle modalità operative adottate. Solo sul posto, in situazione di emergenza e senza reale possibilità di valutare alternative, mi è stato comunicato verbalmente un costo di €320 + IVA esclusivamente per l’apertura della porta, senza preventivo scritto e senza dettaglio delle voci di costo. L’apertura è avvenuta in pochi minuti mediante semplici strumenti manuali. Tuttavia: il cilindro non è stato smontato; la chiave è rimasta bloccata all’interno della serratura; il problema non è stato quindi completamente risolto. Temendo ulteriori danni e ulteriori aumenti di costo, ho interrotto personalmente l’intervento e ho successivamente incaricato un secondo fabbro locale che, due giorni successivi, ha completato il lavoro di estrazione della chiave e sistemazione della serratura per €80 + IVA. Ho corrisposto ad Apache Srl l’importo di €390,40 tramite POS, come da ricevuta SumUp, nella quale compare unicamente la dicitura generica “importo personalizzato”, senza descrizione dettagliata della prestazione effettuata. Alla richiesta di fattura dettagliata: mi è stato inizialmente risposto che sarebbe stata inviata; ad oggi non ho ancora ricevuto documentazione fiscale dettagliata; non mi sono stati forniti dati aziendali completi né generalità del tecnico intervenuto. Ritengo che quanto accaduto configuri una pratica commerciale gravemente scorretta ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare per: mancata trasparenza preventiva sui costi; assenza di preventivo scritto; sproporzione evidente tra prestazione resa e importo richiesto; utilizzo della situazione di urgenza del consumatore; documentazione fiscale incompleta e generica; mancata gestione della richiesta di annullamento dell’intervento. Dalle verifiche effettuate presso operatori locali, il costo medio per: apertura porta semplice: €90 – €180; diritto di chiamata emergenza: €50 – €80; risulta ampiamente inferiore all’importo richiesto. Pertanto: Diffido formalmente Apache Srl a emettere entro 5 giorni fattura fiscale dettagliata ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972, con indicazione precisa di: diritto di chiamata; manodopera; descrizione tecnica dell’intervento; eventuali materiali utilizzati. Chiedo il rimborso parziale dell’importo corrisposto, quantificato in €240,40, ritenendo congruo un importo massimo di €150 per l’intervento effettivamente eseguito. Chiedo inoltre: denominazione completa della società; sede legale; PEC; nominativo del tecnico intervenuto. In assenza di riscontro entro 10 giorni dal ricevimento della presente, procederò a: segnalazione presso AGCM per pratica commerciale scorretta; segnalazione alla Guardia di Finanza per verifica fiscale; attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; eventuale segnalazione alle associazioni consumatori competenti. Preciso che la presente contestazione riguarda esclusivamente le modalità commerciali e tariffarie applicate dalla società e non costituisce alcuna valutazione personale nei confronti del singolo operatore intervenuto. Distinti saluti,

In lavorazione

1830 euro, mancata fatturazione dettagliata, nessuna risposta

In data 17/04/2026 ho contattato la ditta Service Italia Monzani a causa di un allagamento verificatosi nella cucina dell’appartamento in cui vivo in affitto (Abbiategrasso, MI). Sono intervenuti presso l’abitazione due idraulici che hanno inizialmente attribuito il problema a un grave malfunzionamento delle tubature di cucina e bagno, prospettando la necessità urgente di un’importante operazione di pulizia e disostruzione. Solo successivamente si è invece scoperto che il problema derivava dalla lavastoviglie. Preciso che al momento dell’intervento mi trovavo da sola in casa, in una situazione di forte stress ed emergenza, essendo anche inquilina e non proprietaria dell’immobile. Mi sono sentita fortemente sotto pressione nell’autorizzare lavori che mi venivano presentati come indispensabili e urgenti, senza che mi fosse mai comunicato in modo chiaro e preventivo il costo complessivo dell’intervento. Al termine dei lavori mi è stato richiesto il pagamento di euro 1.830 per un intervento che, alla luce di quanto emerso successivamente, ritengo quantomeno sproporzionato rispetto alla reale causa del problema. Da allora ho tentato ripetutamente di ottenere una fattura dettagliata e una spiegazione tecnica precisa delle operazioni effettuate. Ho effettuato numerose telefonate (circa 5/10), inviato varie e-mail e anche una PEC, senza mai ricevere un reale riscontro. Il centralino mi ha più volte assicurato che la mia richiesta sarebbe stata inoltrata e che sarei stata ricontattata il giorno successivo da un responsabile, cosa che non è mai avvenuta. A oggi dispongo soltanto di una documentazione generica, priva del dettaglio delle lavorazioni eseguite, dei materiali utilizzati e dei singoli costi. Questa situazione mi sta causando notevoli problemi anche nei rapporti con la proprietaria dell’immobile e con l’agenzia immobiliare, poiché senza una fattura dettagliata non riesco né a verificare la correttezza dell’intervento né a discutere correttamente la ripartizione delle spese. Chiedo pertanto assistenza per capire: * se vi siano stati comportamenti commerciali scorretti o poco trasparenti; * se il preventivo e le modalità di esecuzione dell’intervento siano stati conformi alla normativa; * come ottenere la documentazione dettagliata dell’intervento; * se vi siano i presupposti per richiedere un rimborso parziale o contestare l’importo richiesto.

Chiuso
J. P.
14/05/2026

MANCATO RISPETTO DELLE CLAUSOLE CONTRATTUALI

Spett.le Eni Plenitude, con la presente desideriamo presentare formale reclamo in merito ai gravi disservizi subiti relativamente alla gestione della fatturazione e alle modalità di recupero crediti adottate nei confronti di clienti anziani. Nonostante in sede di colloquio presso il vostro ufficio di Vicenza fosse stata espressamente richiesta e concordata la ricezione delle fatture in formato cartaceo, per mesi tali fatture non sono mai state recapitate ai clienti interessati. In assenza di qualsiasi documentazione cartacea e senza ulteriori preavvisi di pagamento regolarmente ricevuti, è stata invece inviata una diffida legale per insolvenza, con modalità intimidatorie e coercitive del tutto inaccettabili. Si evidenzia inoltre che non si tratta della prima volta che vengono adottati comportamenti simili, senza il rispetto delle modalità contrattuali concordate con i clienti e senza garantire una corretta comunicazione preventiva degli importi dovuti. Riteniamo estremamente grave che clienti anziani vengano posti in situazioni di forte disagio e preoccupazione a causa di vostre mancanze organizzative e amministrative, soprattutto considerando che l’omessa ricezione delle fatture non è imputabile agli utenti ma al mancato rispetto delle richieste contrattuali da parte vostra. Con la presente chiediamo pertanto: * immediata verifica della posizione contestata; * sospensione di qualsiasi azione di recupero crediti o diffida legale; * ripristino della fatturazione cartacea come richiesto contrattualmente; * invio di tutta la documentazione e delle fatture mancanti; * un riscontro scritto urgente in merito alla risoluzione della problematica. In mancanza di un riscontro e di una risoluzione immediata, ci riserviamo di procedere tramite le opportune vie legali e di segnalare l’accaduto alle autorità competenti e alle associazioni di tutela dei consumatori. Distinti saluti JP

In lavorazione
P. M.
14/05/2026
A2A SOLARE

Rihiesta rimborso danni per installazione impianto fotovoltaico

Spett.le A2A, con riferimento alla PEC inviata in data 10/05, e a seguito dei problemi di infiltrazione riscontrati al di sotto dei pannelli fotovoltaici da voi installati, già segnalati tramite PEC in data 23 e 27 febbraio, abbiamo provveduto a richiedere l’intervento di un’azienda certificata per la verifica dei danni. Dall’ispezione effettuata è emerso chiaramente che l’installazione non è stata eseguita a regola d’arte e che le infiltrazioni, nonché i danni conseguenti, sono riconducibili a errori nella posa. In particolare, è stato rilevato che i fori praticati nei coppi risultavano posizionati in modo errato, causando in molti casi la rottura degli stessi, successivamente rattoppati in modo inadeguato con silicone che si è deteriorato in breve tempo. Sono stati inoltre riscontrati errori nel fissaggio dei giunti, che hanno compromesso la stabilità della struttura di sostegno dei pannelli. Per tali motivi si è reso necessario un intervento di rifacimento completo dell’impianto. In merito alla vostra risposta, nella quale sostenete che, essendo trascorsi più di due anni dall’installazione, la garanzia relativa ai vizi di installazione debba ritenersi prescritta, precisiamo che i pannelli sono installati su un tetto non accessibile a controlli di routine. Il problema è stato pertanto segnalato non appena i danni si sono manifestati in modo evidente. Si evidenzia inoltre che, nonostante avessimo sottolineato l’urgenza della situazione, siamo stati contattati dai vostri tecnici solo dopo oltre un mese dalla nostra segnalazione. Considerato che i danni aumentavano progressivamente a seguito di ogni evento piovoso, ci siamo visti costretti a incaricare un’altra azienda per evitare un ulteriore aggravarsi della situazione. Come già indicato nella PEC, chiediamo pertanto il rimborso delle spese sostenute, pari a € 2.200,00 (IVA inclusa), relative agli interventi necessari per il ripristino dei danni causati da un’installazione non conforme e da grave negligenza professionale. Alleghiamo alla presente documentazione fotografica e video a supporto di quanto sopra descritto. Restiamo in attesa di un vostro cortese e sollecito riscontro. Distinti saluti

In lavorazione
G. B.
13/05/2026

Problema con Argos

Oggetto: Integrazione reclamo su fattura n. 20260000301695 – Contestazione per difetto di informativa e attivazione non richiesta. ​"Con la presente si integra il reclamo inviato in precedenza. A seguito di verifiche approfondite, è emerso che l'utenza in oggetto è stata riportata sotto la gestione di Argos S.r.l. per il solo mese di gennaio 2026 a mia insaputa, tra la cessazione del servizio con Enel Energia (31/12/2025) e l'attivazione del nuovo contratto con Octopus Energia (01/02/2026). ​Contesto fermamente quanto segue: ​Difetto di informativa: Non ho mai ricevuto alcuna comunicazione (né scritta né digitale) che mi informasse del passaggio automatico ad Argos per il mese di gennaio. Io ritenevo in buona fede di essere ancora in fornitura con il precedente gestore di ultima istanza. ​Attivazione non richiesta: Il ritorno ad Argos è avvenuto senza la sottoscrizione di alcun contratto e senza la mia approvazione, configurandosi come una pratica commerciale scorretta secondo il Codice del Consumo. ​Contestazione economica: La fattura di € 243,06 (File 1000094432.png) applica tariffe mai concordate. Poiché il passaggio è avvenuto per un automatismo tecnico dei vostri sistemi e non per mia scelta, non sono tenuto a pagare tariffe di 'default' o di 'salvaguardia' gonfiate. ​Pertanto, richiedo: ​Il ricalcolo immediato della fattura di gennaio 2026 applicando la tariffa agevolata prevista dall'ARERA per le attivazioni non richieste o, in subordine, la tariffa media del mercato tutelato del periodo. ​L'annullamento di ogni sollecito e diffida (rif. SC382878) fino alla risoluzione della disputa. ​Di cessare l'invio di SMS di sollecito automatici, vista la pendenza di un reclamo formale."

In lavorazione

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