Consigli

Occhio alle zecche

23 gennaio 2014
zecche

23 gennaio 2014

Il morso della zecca, particolarmente attiva nel periodo estivo, è pericoloso per l'uomo perché può causare malattie anche gravi; ecco i consigli per prevenirne il contatto o, se c'è già stato, evitare conseguenze.

Che cosa sono le zecche?

Le zecche sono piccoli parassiti che vivono in prati e boschi oppure in cucce, stalle e pascoli.

Appostate all'estremità di arbusti e cespugli aspettano il passaggio di animali e uomini, e appena ne avvertono la presenza si lasciano cadere e si attaccano alla loro pelle per succhiare il sangue, di cui si nutrono. Una zecca può restare attaccata all'involontario ospite da alcune ore a diversi giorni.

Malattie trasmesse dalle zecche

Il morso di una zecca non è doloroso, grazie alla sostanza anestetica che emette, ma può essere pericoloso, per i microrganismi infettivi che rilascia nel sangue e che possono causare malattie anche gravi.

Tra queste la più diffusa è la Borreliosi di Lyme che, se non trattata in tempo, può portare anche alla morte. Il primo sintomo è una chiazza rossa che si espande intorno al luogo della puntura e quindi appare anche in altre parti del corpo; dopo qualche settimana si sviluppano dolori muscolari e articolari, che compaiono e scompaiono nel corso della malattia. L'intervento precoce è fondamentale per questa malattia che colpisce pelle, articolazioni, sistema nervoso e organi interni: è bene quindi rivolgersi tempestivamente al medico, che prescriverà una terapia (generalmente a base di antibiotici).

Altre malattie meno note sono la Rickettsiosi, la febbre ricorrente da zecche, la tularemia, la meningoencefalite e la erlichiosi, che presentano inizialmente sintomi simili a quelli influenzali.

Prevenire il contatto con le zecche

Quando si va per prati e boschi, specie nel periodo da aprile a ottobre, è bene seguire alcuni consigli pratici per ridurre la possibilità di venire a contatto con una zecca.

  • Innanzitutto, è utile indossare un cappello, calze e pantaloni lunghi, meglio se di colore chiaro (per identificare più rapidamente il parassita, se presente);
  • meglio non lasciare il sentiero, evitando di camminare dove l'erba è molto alta;
  • a fine escursione, poi, bisogna esaminare gli abiti prima di portarli a casa, controllare bene il proprio corpo e, eventualmente, anche quello dei cani che abbiamo portato con noi;
  • le zone predilette dalle zecche sono testa, collo, parte dietro delle ginocchia, fianchi: la zecca si avverte più facilmente al tatto, passando la mano sulla pelle, che alla vista (si può confondere con un neo).

Eliminare le zecche

Se siamo venuti a contatto con una zecca, questa va rimossa il prima possibile: più a lungo rimane, più aumenta il rischio di contrarre infezioni:

  • innanzitutto, bisogna afferrare la zecca con una pinzetta a punte sottili (va bene quella strappaciglia);
  • imprimere quindi un leggero movimento di rotazione antiorario, ma senza schiacciarla, perché con un rigurgito potrebbe rilasciare agenti infettivi;
  • quindi estrarla tutta, compresa la bocca, conficcata sottopelle; se una porzione rimane nella pelle, va rimossa con un ago sterile;
  • tutta la zecca estratta va bruciata.

Bisogna quindi disinfettare la pelle con un disinfettante non colorato, per poter verificare se la zona si arrossa. La zona del morso va tenuta sotto controllo per circa un mese. Se compare un alone rossastro che si allarga, febbre, debolezza, dolori articolari e/o ingrossamento dei linfonodi bisogna avvertire subito il medico, che deciderà se iniziare un trattamento antibiotico.