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Fake news e speculazioni. Invia una segnalazione

Slogan ingannevoli e rincari ingiustificati sui prodotti che millantano protezione e cura per il coronavirus, dopo le numerose segnalazioni l'Antitrust avvia due procedimenti nei confronti di Amazon ed eBay. Noi continuiamo a tenere gli occhi aperti per denunciare le bufale online e speculazioni sulle spalle dei cittadini. Abbiamo ancora bisogno del vostro supporto: aiutateci a raccogliere altri casi. 

12 marzo 2020
coronavirus, attenzione ai prodotti ingannevoli

Dopo aver ricevuto numerose segnalazioni, l'Antitrust ha avviato due procedimenti nei confronti di Amazon ed eBay. L'autorità contesta alle due piattaforme la presenza di claim relativi alla presunta efficacia di singoli prodotti che vantavano protezione o contrasto nei confronti del Covid-19, ma non solo. Ai due colossi dell'ecommerce l'Antitrust contesta anche l'ingiustificato e consistente aumento dei prezzi registrato su prodotti come igienizzanti, disinfettanti, mascherine e altri dispositivi di protezione in occasione dell'emergenza sanitaria da coronavirus. 

Dal canto nostro nelle ultime settimane abbiamo denunciato fake news e prodotti che millantano proprietà benefiche o curative contro il coronavirus e continueremo a farlo. Con il vostro aiuto abbiamo raccolto le più diffuse: vediamo perché sono prive di fondamento.

Vitamina C per prevenire l'infezione da coronavirus

Uno dei tanti messaggi vocali che sta circolando su WhatsApp negli ultimi giorni riguarda il presunto utilizzo della vitamina C come terapia per i pazienti affetti da Covid-19. Per avvalorare questa tesi, l’audio tira in ballo anche alcuni ospedali come il San Gerardo di Monza, il Policlinico e il Sacco di Milano, sostenendo che in queste strutture si stia già somministrando la vitamina C ai pazienti infetti. Con questa premessa, perciò, il messaggio sostiene la necessità di assumerne preventivamente una quantità pari a 1-2 grammi al giorno, ricorrendo all’integratore Cebion. Ma cosa c’è di vero in tutta questa storia? Molto poco.

Perché si tratta di una bufala?

Iniziamo col dire che sia l’ospedale Sacco che la Dompé, la società produttrice dell’integratore Cebion in questione, hanno smentito la notizia e si sono dissociati dal messaggio. Bisogna precisare, inoltre, che in questa fase non ci sono utilizzi validati della vitamina C ad alti dosaggi per curare infezioni virali come quelle da coronavirus. In alcuni studi sperimentali la vitamina C è stata somministrata per via endovenosa in pazienti in condizioni critiche, ma si trattava di soggetti affetti da un'infezione batterica generalizzata. L'ipotesi era quella che la vitamina C potesse aiutare a ridurre il danno agli organi per merito delle sue proprietà antiossidanti, ma nel complesso i risultati non hanno mostrato particolare efficacia. In Cina sono attualmente in corso studi sperimentali sull’utilizzo della vitamina C, ma è ancora presto per confermare o meno la sua utilità per i pazienti affetti da coronavirus. C’è poi un errore di principio, perché – anche qualora fosse confermatà la sua utilità in ambito terapeutico – non è affatto detto che la vitamina C possa avere la stessa validità anche in prevenzione. Gli studi disponibili dimostrano che chi assume alte dosi di vitamina C ogni giorno ha esattamente la stessa possibilità di contrarre un raffreddore di chi assume la stessa quantità di vitamina con la dieta, non c'è motivo di ricorrere a un integatore. Consideriamo, inoltre, che il nostro organismo ha la capacità di assorbire quantità di vitamina C limitate, l’eccesso verrebbe eliminato rapidamente con le urine con il rischio, tra l’altro, di favorire i calcoli renali. 

Prodotti contro il coronavirus: nessun fondamento

Oltre alla vitamina C, però, ci sono altri casi. Nella gallery abbiamo documentato solo alcuni degli esempi di prodotti venduti con la promessa di combattere il coronavirus, di integratori ingannevoli o dispositivi la cui efficacia è priva di alcun fondamento scientifico. Non solo: in diversi casi abbiamo documentato dei veri e propri casi di speculazione, con prezzi ritoccati a rialzo su tantissimi prodotti

Coronavirus e distanze: si trasmette a 4,5 metri?

Stando a quanto riportato da diversi organi di stampa, il coronavirus sarebbe in grado di diffondersi anche a quattro metri e mezzo di distanza. Da qui le indicazioni di rispettare distanze maggiori rispetto al metro comunicato precedentemente dalle autorità. Iniziamo col dire che lo studio che è stato ripreso dalla stampa è stato ritirato: presentava infatti forti limiti metodologici che ne hanno messo in discussione i risultati. La distanza considerata utile per evitare un contagio attraverso le goccioline di saliva è ritenuta di circa due metri. Il consiglio è quello di mantenere almeno un metro di distanza tra le persone, un compromesso tra condurre le attività quotidiane e ridurre il rischio di contagio. L'invito generale, comunque, è sempre quello di rimanere a casa e di ridurre il più possibile i contatti interpersonali.

La bufala del virus annientato dalle bevande calde

Secondo alcune fonti, tra cui un messaggio che circola su WhatsApp, il coronavirus sarebbe particolarmente sensibile al calore e, se esposto a temperature di 26 o 27 gradi, sarebbe addirittura neutralizzato. Stando a questa teoria strampalata, perciò, per stare tranquilli sarebbe opportuno consumare più volte al giorno bevande calde, come the, tisane e brodi ed esporsi alla luce del sole il più possibile. Viceversa, sarebbero banditi acqua fredda, cubetti di ghiaccio o neve. Per capire che si tratta di una bufala basta semplicemente pensare al fatto che la temperatura media del corpo umano è di almeno 10 gradi superiore a quella citata, senza considerare - per esempio - che durante la febbre la temperatura sale ulteriormente.

No, l'omeopatia non sconfiggerà il coronavirus

Per scongiurare l'infezione oppure per curarne i sintomi, secondo alcuni sarebbero sufficienti i rimedi omeopatici come l'antiCD13 e lo stannum. Sono realmente d'aiuto in questa situazione? La risposta è no, a partire dal fatto che i rimedi omeopatici non sono soggetti a sperimentazione e, quindi, non è possibile stabilire la loro efficacia. Consideriamo anche che al loro interno spesso non sono presenti sostanze attive e, quando anche lo sono, la loro quantità non può essere misurata. Bisogna ricordare, inoltre, che al momento non esistono rimedi di provata efficacia in grado di impedire l'infezione da coronavirus o di lenirne i sintomi. Se fosse sufficiente un rimedio omeopatico per limitare la propagazione del virus, probabilmente non saremo qui a parlare di epidemia. Ricordiamo, infine, che anche i farmaci antivirali somministrati dagli ospedali per curare i soggetti infetti vengono utilizzati in via sperimentale. 

Prodotti sospetti? Inviateci le vostre segnalazioni

Continuiamo a monitorare la situazione, ma abbiamo bisogno anche del vostro contributo. Aiutateci a documentare la vendita di prodotti ingannevoli, di rimedi che promettono la prevenzione dall'infezione o di dispositivi venduti a prezzi esagerati. Inviateci una segnalazione utilizzando il form che trovate qui sotto, potete anche inserire il link diretto allo shop online o al prodotto. Denunceremo tutti questi abusi all'Antitrust che ha già iniziato ad attivarsi e vi terremo informati sui prossimi sviluppi.

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