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Coronavirus: altri italiani in quarantena. Voli da e per la Cina sospesi: rimborsi ai passeggeri

Altri 8 connnazionali arrivati dalla Cina messi in quarantena. Intanto si cerca di ricostruire il viaggio in Italia della famiglia di Taiwan risutata positiva al loro rientro, mentre si fa di tutto per riportare a casa lo studente italiano bloccato a Wuhan. Dopo che l'Italia ha chiuso il traffico aereo da e per la Cina, ecco cosa può fare chi ha già prenotato un volo o un viaggio.

  • di
  • Luca Cartapatti
10 febbraio 2020
  • di
  • Luca Cartapatti
virus cina

Dopo il primo caso di un italiano positivo al virus (un 29enne messo inizialmente in quarantena assieme ad altri 55 connazionali rimpatriati dalla Cina nella città militare della Cecchignola e ora ricoverato allo Spallanzani di Roma), si allarga il numero di italiani messi in quarantena con l'arrivo di altri 8 connazionali (tra questi due neonati) ora al Policlinico militare del Celio a Roma.

Un'altra coppia di turisti, oltre ai due cinesi da giorni ricoverati allo Spallanzani, sta destando preoccupazione: si cerca infatti di ricostrurire gli spostamenti che una famiglia di Taiwan (risultata positiva al rientro in patria) avrebbe compiuto durante il loro recente tour in Toscana e Lazio. La Farnesina, intanto sta tentando in tutti modi di rimpatriare lo studente 17enne italiano bloccato a Wuhan perché trovato con la febbre ai controlli medici.

I numeri del contagio

Intanto nel mondo (ma soprattutto in Cina) sono oltre 900 i morti e 40 mila le persone contagiate (alcune anche in gravi condizioni). Oltre al nostro, i Paesi in cui si registrano casi di contagio ormai sono parecchi, con anche i primi morti fuori dai confini cinesi e casi di persone contagiate pur non essendo mai stati nel Paese asiatico. Peggiora intanto la situazione a bordo della sulla nave da crociera posta in quarantena al largo delle coste del Giappone dopo aver fatto sbarcare un passeggero a Hong Kong risultato positivo al virus. I contagiati accertati sulla nave sono saliti a 71, in prevalenza passeggeri giapponesi, ma sono destinati a crescere per via della vicinanza delle persone sulla nave e per l'aria condizionata che sulle navi da crociera non ha filtri; per fortuna però nessuno dei 35 italiani a bordo (di cui 25 membri dell'equipaggio) è risultato positivo.

Viste le circostanze, il Governo italiano ha sospeso tutti i voli da e per la Cina, diventando così il primo Paese europeo a chiudere totalmente il traffico aereo con il paese asiatico. Inoltre ha imposto una sorveglianza sanitaria anche per voli che transitano per altri Paesi (compresi quelli europei) per poi giungere in Italia. Ma cosa succede a chi aveva già acquistato un biglietto aereo da o per la Cina? Ha diritto al rimborso? E chi ha prenotato un viaggio organizzato per il Paese asiatico? Ecco tutte le risposte in base ai casi.

Rimborsi per viaggi e voli già prenotati

Il Ministero degli esteri sul proprio sito nella sezione Viaggiare informati raccomanda “di evitare tutti i viaggi nella provincia dell’Hubei. In ragione delle misure attuate dalle Autorità locali per il contenimento del coronavirus (limitazioni alla circolazione in alcune aree del Paese, chiusura temporanea di molti uffici pubblici, sospensione delle celebrazioni per il Capodanno cinese e chiusura di alcune attrazioni turistiche, posticipo della riapertura di scuole e università), si consiglia di posticipare viaggi non necessari nel resto del Paese”. Quindi, in sintesi, allo stato attuale della situazione il Ministero degli esteri sconsiglia i viaggi in Cina.

Ho prenotato un viaggio per la Cina con un tour operator. Ho diritto a un rimborso se voglio annullarlo?

In base al Codice del Turismo, il consumatore ha diritto di disdire il pacchetto prima della partenza in caso di circostanze inevitabili e straordinarie (disastri naturali, guerre, epidemie o altre situazioni gravi) verificatesi nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze e che hanno un'incidenza sostanziale sull'esecuzione del pacchetto. Il viaggiatore in questo caso può disdire il pacchetto prenotato e ha diritto al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto.

In questa situazione possono essere gli stessi tour operator ad annullare direttamente il pacchetto viaggio per circostanze inevitabili e straordinarie e a comunicare la risoluzione del contratto al viaggiatore senza ritardo prima dell'inizio del pacchetto. Il rimborso delle somme già pagate dal consumatore deve essere effettuato entro 14 giorni dalla risoluzione del contratto.

La situazione, naturalmente, è in evoluzione e in costante aggiornamento. Per i viaggi previsti, per esempio, nei mesi estivi, bisogna attendere l’evoluzione della situazione.

Ho acquistato un biglietto aereo per la Cina. Ho diritto a un rimborso se il volo è annullato?

In caso di annullamento del volo, il Regolamento Europeo n.261/04 prevede la possibilità per il passeggero di chiedere il rimborso del biglietto (da effettuarsi entro 7 giorni) oppure un volo alternativo non appena possibile o in altra data di suo gradimento.

Questo regolamento si applica a tutti i voli in partenza da un paese UE e ai voli in arrivo in un paese UE provenienti da un paese extra-Ue se operato da una compagnia UE. In sintesi, nel caso di specie restano scoperti i voli con arrivo previsto in Italia in partenza dalla Cina operati da compangie aeree non UE. In questi casi bisogna contattare le compagnie aeree con cui si è acquistato il bilgietto per capire quali sono le procedure applicabili.

I tour operators e le compagnie aeree, a quanto ci risulta, stanno informando chi ha acquistato viaggi e biglietti aerei per comunicare modalità di rimborso o proporre viaggi e voli alternativi. Per esempio, Air China ha comunicato che coloro che hanno acquistato un biglietto Italia-Cina o viceversa per voli fino al 29/4/2020, possono chiedere il rimborso del biglietto oppure un cambio volo in partenza tra il 30/4/2020 e il 30/6/2020. 

Se hai problemi con la compagnia aerea o con il tour operator sui rimborsi di viaggi e voli per la Cina, ricordati che la nostra consulenza giuridica è sempre disponibile per tutti i soci di Altroconsumo: puoi chiamarci allo 02.6961550 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Coronavirus: cosa sono, come si trasmettono

I coronavirus sono una vasta famiglia di virus in grado di causare malattie che vanno dal comune raffreddore a forme più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Il 2019-nCoV (questo il nome tecnico del virus che si sta diffondendo in Cina) è un nuovo ceppo di coronavirus che non è mai stato identificato nell'uomo. Trattandosi di un nuovo virus, per questo tipo di infezione non esiste ancora un vaccino.

I coronavirus, però, come “famiglia” sono stati identificati negli anni 60 e sono noti per infettare sia gli uomini che gli animali (uccelli e mammiferi). Colpiscono soprattutto le vie respiratorie e gastrointestinali e per questo la trasmissione avviene per via aerea o oro-fecale (quindi ingerendo cibo contaminato o venendo a contatto con feci infette).

I sintomi di un coronavirus

I sintomi più comuni sono difficoltà respiratorie, tosse e febbre. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e, alcune volte, persino la morte.

Come evitare il contagio

Come detto precedentemente, non esiste ancora un vaccino per questo virus. Ma possiamo evitare il contagio e la trasmissione di questa come di altre malattie respiratorie usando una serie di piccoli accorgimenti.

  • Lava spesso le mani con acqua e sapone.
  • Se devi starnutire o tossire fallo in un fazzoletto o, in alternativa, copri naso e bocca con il gomito flesso. Getta i fazzoletti usati in un cestino chiuso.
  • Utilizza una mascherina se hai tosse o raffreddore.
  • Evita il contatto ravvicinato con chi manifesta sintomi di malattie respiratorie.
  • Evita carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate.

Pacchi dalla Cina: c'è rischio contagio?

Da quanto si sa oggi, il contagio avviene per contatto diretto con persona infetta, attraverso le secrezioni respiratorie. Per quanto riguarda la possibilità di infezione attraverso oggetti contaminati da secrezioni, anche se questo virus è nuovo per l’uomo e ancora si sta studiando il modo in cui si diffonde, è possibile fare ipotesi considerando quanto si sa dei coronavirus circolati in precedenza.

Questo tipo di virus sembra sopravvivere per poco tempo al di fuori dell’ospite, ad esempio sulle superfici degli oggetti, esposto a fattori ambientali. Quindi viene stimato (ad esempio, dai center of disease control americani) che il rischio di contagio da oggetti (prodotti, pacchi, …) “contaminati” che viaggiano per qualche giorno a temperatura ambiente sia molto basso.