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Mascherine: quando servono, come usarle

L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di indossare una mascherina solo se si sospetta di aver contratto il coronavirus, e in presenza di sintomi quali tosse o starnuti. Molti medici e alcune autorità come la Regione Lombardia, invece, raccomandano di indossarle a prescindere, e le inseriscono nella profilassi raccomandata per la prevenzione del contagio. Come stanno le cose? Facciamo chiarezza.

  • di
  • Simona Ovadia
17 marzo 2020
  • di
  • Simona Ovadia
Mascherina coronavirus

Da diversi giorni in molti in tutta Italia hanno iniziato a indossare mascherine chirurgiche o respiratori (mascherine dotate di filtro) per provare a isolarsi dal nuovo coronavirus (SARS-CoV-2). Una decisione dettata dalla paura e da un’informazione spesso poco chiara e lineare da parte delle autorità sanitarie. Sul tema delle mascherine, infatti, regna molta confusione, sia per quanto riguarda i contesti in cui è meglio utilizzarle, sia per quanto riguarda la loro efficacia.

L’Organizzazione mondiale della sanità, per esempio, continua a dire che non servono se non in casi specifici. La Regione Lombardia, al contrario, nel suo piano di comunicazione per la prevenzione del contagio, parla genericamente dell’opportunità di indossare la mascherina. Come stanno quindi le cose? Proviamo a fare chiarezza.

Cosa dice la scienza

Per prima cosa va chiarito bene il contesto in cui ha senso oppure non ha senso utilizzare una mascherina (dopo parleremo anche delle diverse mascherine e della loro diversa efficacia). La mascherina, insieme alle altre misure di protezione, deve essere utilizzata esclusivamente in contesti in cui c’è un’elevata circolazione del virus, in cui si presume che molti di noi siano infetti. Le mascherine non a caso nascono come dispositivo di protezione individuale in contesto sanitario, dove sono utili quando indossate dai pazienti portatori di un infezione e dagli operatori che si occupano delle loro cure. In questo caso, infatti, non si possono mantenere le distanze necessarie tra chi è infetto e chi non lo è: il medico e l’operatore devono occuparsi del malato, starci a stretto contatto, avvicinarsi alla sua bocca per poterlo visitare o per altre procedure. Tutte operazioni in cui il rischio che le goccioline di saliva cariche di virus possano arrivare alle vie respiratorie del curante è molto elevato. La mascherina fa quindi da barriera fisica tra il paziente e il medico/inferimere. Quindi le maschere sono cruciali per gli operatori sanitari e di assistenza sociale che si prendono cura dei pazienti.

Allargando il discorso alla popolazione generale, il loro utilizzo viene quindi sempre consigliato a chi si prende cura di un malato infetto, anche in un contesto familiare. Il motivo di questa indicazione è il medesimo di quello del contesto sanitario.

Se è probabile che tu sia in stretto contatto con una persona malata, una maschera riduce la possibilità che la malattia venga trasmessa. Allo stesso modo, per evitare il più possibile la trasmissione del virus attraverso tosse o starnuti e in generale attraverso le goccioline di saliva infette, chi ha i sintomi del coronavirus o ha una diagnosi di Covid-19, deve indossare una maschera per proteggere gli altri. In questo caso, idealmente, sia il malato sia chi se ne prende cura dovrebbero indossare una maschera.

Invece, in un contesto di bassa circolazione del virus, l’uso di mascherine da parte della popolazione sana non è indicata. Cosa significa questo? Quali sono i contesti che posso considerare “sicuri”? La mascherina probabilmente farà ben poca differenza quando si cammina all’aperto e si è da soli. In questo caso, dunque, non ha senso portarla. Lo stesso si può dire in tutti i casi in cui la distanza tra le persone è tale da garantire una ragionevole sicurezza. Per esempio, è inutile se si entra in un negozio vuoto e si mantiene la distanza di almeno un metro tra noi e chi ci sta servendo, così come se si entra in un autobus non affollato. Questo perché il virus non sta “sospeso” nell’aria: la principale via di trasmissione sono le goccioline di saliva infette che entrano direttamente in contatto con le nostre vie respiratorie.

In altre situazioni di vita quotidiana, invece, dove ci possono essere molte persone malate (magari inconsapevolmente) e non si riesce a mantenere la giusta distanza, una mascherina, del tipo giusto e se indossata correttamente, può essere utile, come lo è nel contesto sanitario o casalingo se ci si prende cura di un malato. Per esempio, se abiti in una zona con un forte contagio e sei al supermercato a fare la spesa in mezzo a molte altre persone e non riesci a mantenere la distanza di un metro, magari perché ci sono diverse persone davanti allo stesso scaffale, o sali su un autobus un po’ troppo affollato, allora può avere senso indossarne una. Situazioni, però, che dovrebbero essere evitate a prescindere.

Attenzione, però: è bene ricordare che un buon livello di protezione si ha solo quando si adottano l’insieme delle misure, uscendo solo se indispensabile, mantenendo la distanza di almeno un metro tra le persone e mantenendo una buona e costante igiene delle mani.

Attenzione a come la si usa per non rischiare di fare peggio

Se si decide di usare una mascherina è bene sapere che non tutte proteggono allo stesso modo; che bisogna indossarla e smaltirla nel modo corretto per non rischiare di fare peggio; che non bisogna per questo tralasciare la regola aurea della distanza tra le persone: «Le mascherine non possono proteggere dal nuovo coronavirus, quando sono usate da sole», ha fatto sapere  l’Organizzazione mondiale della sanità.

Purtroppo indossarne una in un contesto dove magari non è strettamente necessaria può dare un falso senso di rassicurazione e far abbassare la guardia sulle altre misure. Averla addosso ci può portare inconsciamente ad avvicinarci troppo agli altri, cosa comunque da non fare.

Infine, se non viene indossata e usata correttamente, la mascherina può essere a sua volta essere un veicolo di trasmissione del virus, in particolare se ci si continua a toccare il volto con le mani per sistemarla o la si riutilizza più volte.

Come indossare in maniera corretta una mascherina

Come abbiamo detto, la mascherina se non viene indossata correttamente può essere a sua volta veicolo di trasmissione inconsapevole del contagio. Ecco come bisogna fare: prima di indossarla, bisogna lavarsi le mani con acqua e sapone o strofinarle con una soluzione alcolica. Poi bisogna indissarla prendendola dall’elastico, evitando di toccarla. Deve coprire naso e bocca. Quando diventa umida, va sostituita con una nuova e non riutilizzata. Per toglierla vale la stessa regola: prendetela dall’elastico ripiegandola su se stessa ed evitando di toccare la parte anteriore con le mani. Una volta buttata (nell’indifferenziata), è necessario lavarsi nuovamente le mani.

I diversi tipi di mascherine

Veniamo all’ultimo capitolo, quello dell’efficacia. Non tutte le mascherine, infatti proteggono allo stesso modo. Ci sono diversi tipi di mascherine, che garantiscono vari gradi di protezione.

Le semplici mascherine utilizzate in alcuni settori a scopo igienico, come nell’industria alimentare o nella ristorazione, non sono pensate per proteggere le vie respiratorie di chi le indossa. Non c’è quindi garanzia di protezione da infezioni.

Le mascherine chirurgiche invece sono dispositivi di protezione individuale pensati proprio per ridurre i rischi di infezione tra i sanitari. Ce ne sono di diversi tipi, con grado crescente di protezione a seconda del numero di strati filtranti. Sono utili perché proteggono da schizzi e secrezioni grossolane, ma non è detto proteggano dall’aerosol infetto di una persona contagiata. Devono poi essere sostituite dopo qualche ora perché inumidendosi diventano meno efficaci.

Infine, ci sono poi delle maschere dotate di filtri, chiamate respiratori con filtranti facciali, e sono l’unico dispositivo in grado di dare una certa protezione anche dai virus. L’efficacia filtrante viene indicata con sigle FF da P1 a P3. Le FFP2 e P3, che hanno un’efficacia filtrante rispettivamente del 92% e del 98%, sono le più indicate per la protezione da virus. L’inconveniente è che dopo qualche ora il filtro si esaurisce e devono essere sostituite.

Infine una precisazione: proteggersi con la sciarpa o con mascherine fai da te di tessuto non tessuto o di altro materiale (come la carta forno, ad esempio) non garantisce adeguata protezione e soprattutto può dare un falso senso di sicurezza che può farci allentare la guardia, per esempio, sulla distanza da mantenere.

 

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