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Assicurarsi contro gli eventi estremi: perché serve, soprattutto in Italia

L’Italia è uno dei paesi in Europa più esposti al rischio di eventi climatici estremi ma, nonostante una consapevolezza crescente, risulta agli ultimi posti come copertura assicurativa. Il cambiamento climatico sta aumentando l’incidenza di tali fenomeni naturali in tutto il mondo, spingendo anche l’industria assicurativa ad interrogarsi sull’offerta e sulle dinamiche evolutive in atto.

03 novembre 2021
paese alluvionato

Il cambiamento climatico è indubbiamente uno dei temi politici più caldi su cui si sta dibattendo negli ultimi anni. Basta guardare ad esempio la rilevanza accordata all’evento “Youth4Climate: Driving Ambition” che si è svolto non molto tempo fa a Milano per capire l’attenzione che la politica sta riservando alle tematiche ambientali. L’iniziativa ha consentito a circa 400 delegati under 30 di elaborare proposte sul clima da presentare alla Cop-26, la più importante conferenza sui cambiamenti climatici che si sta svolgendo in questi giorni in Scozia e che ha come obiettivo l’aggiornamento in chiave migliorativa degli impegni assunti nella Cop-21 (il famoso Accordo di Parigi) del 2015.

Eventi climatici estremi in aumento

Ma il cambiamento climatico non è solamente un tema con cui animare qualche conferenza o riempire le pagine dei giornali bensì un problema che ha ricadute reali sulla vita delle persone. Una di queste sono sicuramente gli eventi climatici estremi come alluvioni, terremoti e bombe d’acqua. L’incidenza di tali fenomeni è notevolmente aumentata nel corso degli anni e la correlazione con il cambiamento climatico sembra ormai appurata.

Secondo il report “Human cost of disasters” (redatto dall’ufficio delle Nazioni Unite per la mitigazione del rischio disastri (UNDRR), tra il 2000 ed il 2019 si sono registrati nel mondo circa 7.348 eventi catastrofali che hanno causato 1,23 milioni di morti. Tale situazione rappresenta un deciso incremento rispetto ai vent’anni precedenti quando gli eventi climatici rilevanti furono circa 4.212.

La maggior parte delle differenze è riconducibile a eventi legati al cambiamento climatico che tra il 2000 ed il 2019 sono stati 6.681, +83% rispetto al periodo 1980-1999, ha detto l’UNDRR. Il numero delle inondazioni è più che raddoppiato e rappresenta circa il 44% di tutti gli eventi avversi, seguite da tempeste (28%) e terremoti (8%). Secondo il rapporto, si registra comunque un aumento anche di altri eventi come temperature estreme, incendi o smottamenti.

Italia tra le più a rischio

L’Italia è uno dei paesi europei più esposti ai danni degli eventi catastrofali, anche come numero di persone coinvolte. Nel vecchio continente, i territori “ad alta” e “molto alta” vulnerabilità, dove vive circa il 22% di tutta la popolazione europea, si trovano nelle regioni baltiche e nell'Europa orientale e meridionale, in base a quanto emerge dallo studio Titan (Territorial Impacts of Natural Disasters) del programma europeo Espon specializzato in politiche regionali.

L’Italia, con Grecia, Romania e Bulgaria, è il paese con la maggior parte della popolazione residente in territori molto vulnerabili, seguita da Spagna, Portogallo, Ungheria, Polonia e Francia, rileva lo studio. Inoltre, il Global Climate Risk Index 2021 pubblicato dall’organizzazione non governativa tedesca Germanwatch, colloca l’Italia al sesto posto nel mondo per numero di morti dovuti ad eventi climatici estremi tra il 2000 ed il 2019 (benché, considerando solo l’ultimo anno, la posizione sia decisamente migliore).

Eppure, nonostante l’elevato rischio, il paese è agli ultimi posti in Europa per coperture assicurative di questo tipo. Secondo un’indagine elaborata dall’Associazione Nazionale dei Risk Manager e Responsabili Assicurazioni  Aziendali (ANRA) in collaborazione con le Università degli Studi di Milano, Parma e Firenze, il paese detiene il primato di deficit di protezione con appena il 3.2% delle perdite assicurate.

Risulta, inoltre, che il 40% delle aziende non ha mai acquistato alcun tipo di copertura per questi rischi, considerando “trascurabili le conseguenze e i danni eventuali derivanti da eventi atmosferici o idrogeologici estremi”. Cosa puntualmente smentita dai fatti visto che il 22% delle aziende intervistate dall’associazione ha dichiarato “di aver subito danni catastrofali che hanno causato una perdita diretta tra i 5 e i 10 milioni di euro (17%) o addirittura superiore ai 50 milioni di euro (10,4%)”.

A livello di abitazioni private, lo scenario è anche peggiore, con appena 836.000 unità abitative protette contro i rischi naturali, pari al 2.4% del totale, in base alle ultime stime disponibili fornite dall’Ivass, l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. 

Offerta assicurativa: difficile trovare quella giusta 

La bassa copertura di questo tipo di rischi si accompagna comunque ad una difficoltà nell’individuare l’offerta assicurativa adeguata, data la complessità degli eventi trattati. Sempre secondo ANRA, circa il 62% delle aziende italiane ha consapevolezza del rischio catastrofale, ritenendosi vulnerabili su più fronti (in particolare verso terremoti e bombe d’acqua). Tuttavia, la quasi totalità delle aziende in questione sottoscrive una polizza assicurativa multirischio, non una specifica sui catastrofali. In più, la copertura di tali specifici eventi è spesso una possibilità che viene offerta solo come estensione della polizza multirischio.

Le compagnie assicurative, inoltre, non sempre riescono ad offrire una copertura adeguata ed il cosiddetto insurance protection gap – la differenza tra gli eventi assicurati e quelli assicurabili – è in costante aumento. AIR, società di risk management che ogni anno pubblica le stime sul protection gap, ha calcolato che il danno medio annuale assicurato a livello mondiale per catastrofi è di quasi 100 miliardi di dollari ma il valore dei danni assicurabili è circa il doppio. La differenza tra danni assicurati ed assicurabili era di 88.5 miliardi di dollari nel 2017 e nel giro di tre anni il divario è aumentato di quasi 16 miliardi, secondo le stime della società.

I possibili scenari

Colmare il gap di protezione climatica è anche uno degli obiettivi della Commissione Europea che vuole promuovere il più possibile schemi assicurativi nazionali contro le catastrofi naturali, ha ricordato ANIA, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, aggiungendo che “ogni punto percentuale in più di copertura potrebbe ridurre i costi globali a carico della fiscalità generale del 22%”.

Tuttavia, la questione non è di così facile soluzione in quanto gli eventi catastrofali non sono facilmente assicurabili e potrebbero esserlo sempre meno in futuro. Come riporta Assinews, infatti, la società di rating Fitch ritiene che i rischi da catastrofi naturali possano diventare meno assicurabili, in quanto la crescente gravità e frequenza di tali eventi potrebbe far lievitare i premi richiesti. Con la conseguenza che in futuro, secondo Fitch, si potrà assistere ad un progressivo ritiro da questo tipo di coperture dato che i clienti non saranno più disposti a pagare (o non potranno più permettersi) una protezione del genere.

Al di là, comunque, dei possibili scenari, quel che è certo è che di fronte al ritiro del mercato vi è maggiore possibilità di veder nascere degli schemi assicurativi gestiti o veicolati dallo stato (come già accade in alcuni paesi ma non in Italia) o allo sviluppo di prodotti alternativi (come, ad esempio, le obbligazioni nat-cat). Parte dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dovrebbe essere destinata a questo scopo, ha dichiarato recentemente la presidente dell’ANIA Maria Bianca Farina, in quanto sarebbe un’importante iniziativa “per mettere in sicurezza il territorio ed i cittadini”. Strada al momento in salita, visto che nel piano non si prospettano soluzioni simili.

Una soluzione contro gli eventi catastrofali

In un simile contesto, AC Connect, il broker della fondazione Altroconsumo, ha pensato di offrire a tutti i soci la possibilità di sottoscrivere una polizza studiata in collaborazione con Net Insurance ed RCApoint Broker per poter assicurare la propria abitazione contro i rischi di eventi catastrofali (terremoto, alluvioni e bombe d’acqua).

La soluzione, oltre ad essere interamente sottoscrivibile in modalità digitale, è anche detraibile fiscalmente: per approfittare dei vantaggi fiscali già dalla prossima dichiarazione dei redditi è sufficiente sottoscriverla entro fine anno. I lavori di efficientamento antisismico possono beneficiare della detrazione al 110% (c.d. Superbonus) con la novità, introdotta dal decreto rilancio, di poter cedere il credito a un’assicurazione per le spese sostenute dal primo luglio 2020 fino al 30 giugno 2022. La cessione insieme alla contestuale stipula di una polizza per eventi catastrofali, da diritto ad una detrazione fiscale del 90% sul premio pagato anziché dell’attuale 19%.

scopri i dettagli

 

Cliccando sul pulsante “SCOPRI I DETTAGLI” accedi al sito di Altroconsumo Connect srl, il broker assicurativo costituito dalla Fondazione Altroconsumo, iscritto al Registro degli Intermediari Assicurativi (Sez. B n. B000525056) e soggetto al controllo di IVASS, che ha negoziato per i soci e i fan di Altroconsumo le polizze assicurative, gestisce i passaggi necessari per l’eventuale acquisto della polizza e la raccolta delle adesioni nel caso sia stato costituito un gruppo di acquisto. L’attività svolta da Altroconsumo Connect srl è remunerata dalle provvigioni ricomprese nel premio delle polizze stipulate. Ogni successiva comunicazione relativa all’acquisto delle polizze avverrà direttamente ed esclusivamente con Altroconsumo Connect srl, sulla base dell’incarico che verrà ad essa rilasciato dall’interessato.