Il 96% degli italiani usa ancora i contanti, ma i pagamenti digitali crescono nei negozi
Il contante resta lo strumento più usato, soprattutto per i piccoli importi, ma carte e app si stanno diffondendo. La nostra indagine racconta come pagano oggi gli italiani e quanto conti l’accettazione nei negozi.
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Gli italiani continuano a pagare soprattutto in contanti, nonostante la diffusione dei pagamenti digitali. Il 96% li utilizza almeno occasionalmente, rendendoli ancora lo strumento più universale nel Paese. Subito dopo si collocano le carte di debito del circuito Bancomat, usate dall’89% dei cittadini, mentre le app di pagamento come Satispay o PayPal sono adottate dal 59%. È quanto emerge da un’indagine di Altroconsumo condotta attraverso Qualify, il panel che coinvolge oltre 55mila consumatori.
La ricerca è stata realizzata a fine novembre 2025 su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 74 anni, con un migliaio di risposte ponderate per sesso, età, livello di istruzione e area geografica. I dati restituiscono una fotografia chiara: la transizione verso il digitale è in corso, ma procede a velocità diverse a seconda delle abitudini, dei contesti e dell’accettazione da parte degli esercenti.
Torna all'inizioChi usa il contante e chi paga in digitale
Il contante resta particolarmente diffuso tra le donne e nelle regioni del Sud e delle Isole. Al contrario, i pagamenti tramite smartphone o carte virtuali risultano più frequenti tra gli uomini sotto i 38 anni. Le differenze generazionali e territoriali indicano che la digitalizzazione dei pagamenti non è uniforme e che le abitudini restano fortemente influenzate dal contesto.
Anche tra chi dichiara di preferire strumenti digitali, il contante continua a essere utilizzato. Tre italiani su quattro lo usano per i piccoli importi, mentre il 40% afferma di farlo perché sa che alcuni esercizi commerciali non accettano le carte. Questi due fattori si rafforzano a vicenda, contribuendo a mantenere il contante centrale nella vita quotidiana.
Torna all'inizioImporto della spesa e strumento di pagamento
La relazione tra importo e modalità di pagamento conferma il ruolo decisivo dell’accettazione da parte degli esercenti. Per spese fino a 5 euro, il 65% degli italiani paga in contanti e il 93% è convinto che i negozianti preferiscano questa modalità. Nella fascia tra 5 e 25 euro prevale l’uso della carta di debito del circuito Bancomat, mentre i pagamenti via smartphone crescono ma restano più contenuti.
All’aumentare dell’importo, l’uso del contante diminuisce progressivamente e cresce in modo solido quello della carta fisica. La carta di debito emerge come lo strumento digitale percepito con la più alta probabilità di accettazione ed è infatti il più utilizzato, molto più delle carte di credito o prepagate.
Torna all'inizioL’accettazione dei pagamenti come fattore chiave
I dati mostrano con chiarezza che l’adozione dei pagamenti digitali da parte dei cittadini dipende direttamente dall’accettazione da parte degli esercenti. Quando uno strumento non è accettato, il consumatore non può usarlo: non si tratta di una scelta, ma di un limite imposto dal contesto.
Oggi le soluzioni più utilizzate sono la carta di debito del circuito Bancomat e i pagamenti tramite wallet digitali come Apple Pay e Google Pay. La loro diffusione è favorita dalla presenza di Pos dotati di tecnologia Nfc, che garantiscono un’accettazione ampia e uniforme. È un elemento decisivo: un’innovazione funziona davvero solo se è universalmente accettata.
Torna all'inizioSicurezza e percezione del contactless
La fiducia è un altro elemento centrale nella diffusione dei pagamenti digitali. Questo emerge chiaramente dal giudizio degli italiani sul contactless senza Pin per i pagamenti con carta, oggi consentito fino a 50 euro. Sei italiani su dieci ritengono adeguato il limite attuale, uno su quattro preferirebbe un tetto più basso e solo il 10% auspicherebbe un limite più alto.
Il dato indica che la velocità e la semplicità del pagamento sono apprezzate, ma solo se accompagnate da una percezione di sicurezza. La facilità d’uso ha valore per i cittadini solo quando non compromette il controllo e la protezione dello strumento.
Torna all'inizioI problemi nei negozi e l’impatto sulle scelte dei clienti
Un altro elemento critico riguarda le difficoltà riscontrate nei pagamenti digitali. Il 37% degli italiani dichiara di aver avuto almeno un problema negli ultimi sei mesi pagando digitalmente in un esercizio commerciale, spesso più di una volta.
Nella maggior parte dei casi si tratta di problemi legati al Pos, che includono sia difficoltà tecniche reali sia rifiuti mascherati da parte degli esercenti. In altri casi il circuito della carta non era accettato. Una quota rilevante delle difficoltà è riconducibile a comportamenti scorretti, come l’assenza del Pos o il rifiuto del pagamento digitale per importi bassi.
Queste esperienze hanno un impatto diretto sulle abitudini dei consumatori. Dopo un rifiuto, il 21% smette di frequentare l’esercizio e il 30% lo frequenta meno spesso. La possibilità di pagare facilmente diventa così un fattore competitivo, capace di influenzare le scelte dei clienti.
Torna all'inizioDiritti dei consumatori e benefici per il sistema
Dal 2014 in Italia esiste l’obbligo per esercenti e professionisti di accettare pagamenti digitali. L’87% dei cittadini ne è consapevole, un dato che rafforza la trasparenza e rende i consumatori più attenti al rispetto dei propri diritti.
Nel loro insieme, i dati mostrano che la digitalizzazione dei pagamenti genera benefici diffusi. Per gli esercenti significa attrarre e fidelizzare i clienti, ridurre la gestione del contante e aumentare la sicurezza. Per i cittadini comporta maggiore velocità, comodità e controllo delle spese. Per il sistema Paese rappresenta uno strumento efficace di contrasto all’economia sommersa e di sostegno allo sviluppo.
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