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Rottamazione cartelle esattoriali: ultime settimane per farne richiesta

28 marzo 2017
Dal 2017 addio a Equitalia, ma arrivano gli sconti sulle cartelle esattoriali

28 marzo 2017
Queste sono le ultime settimane per presentare la richiesta di rottamazione delle cartelle esattoriali. Il termine, inizialmente previsto per il 31 marzo, è stato prorogato fino al 21 aprile 2017. Le cartelle notificate tra il 2000 e il 2016 potranno beneficiare di uno sconto: vediamo in quali casi e come presentare la richiesta.

A partire dal 1° luglio 2017 Equitalia, il tanto discusso ente per la riscossione dei tributi sarà mandato in pensione. Le funzioni e i relativi dipendenti confluiranno nell'Agenzia delle entrate-Riscossione, un ente che - di fatto - è di proprietà dell'Agenzia delle entrate. Cosa cambierà per i contribuenti? Dal momento che le due agenzie possono accedere alle stesse banche dati, potremmo ipotizzare una minor incidenza delle cosiddette "cartelle pazze" o, almeno, così speriamo. Ci aspettiamo anche una semplificazione nella ricerca delle informazioni: essendo in mano allo stesso ente, ci auguriamo di non dover più vagare per uffici alla ricerca di informazioni sulle cartelle esattoriali.

Sconti sulle cartelle: in quali casi e in che modo 

Oltre a questa semplificazione burocratica, l'addio di Equitalia porterà anche un altro beneficio per i contribuenti. Sulle cartelle esattoriali emesse dal 2000 al 2016, infatti, si può beneficiare di uno sconto. Ma in che modo viene applicato e su quali cartelle? Possono essere sanate le cartelle che riguardano le imposte, compresi i tributi regionali e comunali. Non parliamo solo delle cartelle emesse da Equitalia, ma anche di quelle affidate dagli enti territoriali ad altre società o riscosse in proprio, gli avvisi di addebito Inps e gli avvisi di accertamento esecutivi emessi direttamente dall'Agenzia delle entrate. Lo sconto, di fatto, riguarda le sanzioni, gli interessi di mora, gli interessi di dilazione del pagamento, le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali. Questo significa che i contribuenti possono sanare la cartella pagando l'imposta, gli interessi e le somme maturate nei confronti dell'agente della riscossione a titolo di aggio esattoriale, l'eventuale rimborso delle spese per procedure esecutive e le spese di notifica della cartella di pagamento. Discorso a parte per le multe, infatti in caso di sanzioni per violazioni del Codice della strada, l'unica parte sanabile delle cartelle per multe stradali riguarda le somme aggiuntive alla sanzione stessa e agli interessi.

Le voci escluse 

Tra le cartelle che non possono essere sanate, invece, sono inclusi questi casi:

  • Le accise e i dazi;
  • L'Iva all'importazione;
  • I crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
  • Il recupero di aiuti di Stato;
  • Le multe, le ammende e le sanzioni previste a seguito di provvedimenti in caso di sentenze penali di condanna

Il modulo per la richiesta: c'è tempo fino al 21 aprile 2017

Il modulo per richiedere lo sconto sulle cartelle va compilato con il numero di rate (da un minimo di una a un massimo di cinque su cui si versa il 4,5% annuo a titolo d’interesse, calcolato a decorrerre dal 1° agosto 2017) in cui si vuole dilazionare il pagamento, va presentato a Equitalia entro il 21 aprile 2017, il termine iniziale del 31 marzo, infatti, è stato prorogato. Devi inserire l’elenco delle cartelle che vuoi rottamare, riportandone il numero identificativo che trovi ben evidenziato nella prima pagina della comunicazione. Se hai in corso un contenzioso per la cartella che vuoi rottamare devi dichiarare nel modulo di rinunciarvi espressamente. Se hai utilizzato il modello emanato da Equitalia prima delle modifiche, che riportava 4 rate invece che 5, entro il 21 aprile puoi modificare la tua richiesta di rateazione. Per qualsiasi dubbio, consulta la guida alla compilazione del modello. Puoi presentare il modello direttamente agli sportelli di Equitalia oppure inviarlo insieme a una copia del documento d’identità alla casella PEC della direzione regionale di Equitalia servizi di riscossione di riferimento (puoi scaricare l'elenco in PDF). Ricorda che il 28 febbraio 2017 è scaduto il termine entro il quale Equitalia doveva inviare ai cittadini una comunicazione con posta ordinaria nel caso in cui, nel 2016, gli erano stati affidati dei debiti da recuperare e per i quali non ha ancora notificato la cartella. A questo punto, perciò, i giochi sono fatti: sei a conoscenza di tutti i debiti che hai con il fisco e puoi decidere di sanarli tutti o solo in parte con la rottamazione. In ogni caso, per avere informazioni sulla tua posizione debitoria, puoi recarti presso gli sportelli di Equitalia o accedere al sito di Equitalia con le tue credenziali Fisconline (pin e password che usi per il 730 online) o con quelle Inps.

La comunicazione del dovuto arriva entro il 15 giugno

Una volta inviato, l'agente per la riscossione ha tempo fino al 15 giugno 2017 per comunicare al contribuente il totale dovuto sia nel caso di un'unica soluzione che nell'ipotesi del pagamento rateale. In quest'ultimo caso, verranno riportate anche le scadenze di ogni singola rata. La rateazione prevede:

  • una massimo di 3 rate nel 2017 con cui versare almeno il 70% del dovuto, con scadenza nei mesi di luglio settebre e novembre.
  • un massimo di 2 rate nel 2018 per versare il restante 30%, con scadenza nei mesi di aprile e settembre.

È possibile richiedere la domiciliazione su conto corrente direttamente nell'istanza, in alternativa il pagamento può essere effettuato anche con bollettini precompilati che l'agente deve allegare alla risposta all'istanza, oppure presso gli sportelli dell'agenzia della riscossione.

Anche se hai già ottenuto una rateizzazione 

Se hai già ottenuto una rateizzazione di una cartella puoi aderire ugualmente alla procedura, ma devi aver versato tutte le rate in scadenza tra il primo ottobre e il 31 dicembre 2016. Prima di scegliere questa strada, è meglio valutare bene se ne vale veramente la pena: in caso di dilazioni di pagamento ampie per importi ingenti, infatti,pagare tutto in cinque rate relativamente ravvicinate e non di pari importo (ricordiamo che l'ultima rata non può essere successiva al 30 settembre 2018 e che il 70% del dovuto va versato comunque nel 2017) rischia di essere troppo oneroso. Per determinare il nuovo importo dovuto si terrà conto di quanto versato a titolo di imposta, interessi, aggio, rimborso spese per procedure esecutive e spese di notifica. Non vengono considerate o rimborsate le somme relative a sanzioni, interessi di dilazione di pagamento, di interessi di mora, le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali. Ricorda che dopo la presentazione dell’istanza le rate in scadenza da gennaio al 31 luglio 2017 rimangono in sospeso. Arrivati a questa data, se paghi la rottamazione in un'unica rata la precedente rateizzazione decade nel momento del versamento, ma se non paghi il dovuto puoi ricominciare a versare la vecchia rateizzazione. Se invece la rottamazione prevede il pagamento in più rate e ne salti una, perdi il diritto alla rottamazione e benché quanto versato ti viene scalato dal debito residuo, non puoi più chiedere altre rateizzazioni o utilizzare la precedente: devi pagare tutto il dovuto in un'unica soluzione.


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