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Scontrino elettronico e fatture digitali: la guida completa

Come è già accaduto lo scorso anno con le fatture, dal 1° gennaio 2020 gli scontrini sono diventati elettronici e i dati contenuti vengono comunicati direttamente all’Agenzia delle entrate. Ecco cosa cambia e tutte le novità.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Roberto Usai
02 gennaio 2020
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Roberto Usai
scontrino elettronico

Dopo le fatture elettroniche, obbligatorie da gennaio 2019, è toccato agli scontrini. Dallo scorso luglio, infatti, è entrata in vigore la prima parte della normativa che prevede questa evoluzione al digitale per i negozi di maggiori dimensioni, poi dal 1° gennaio 2020 questo obbligo è stato esteso a tutti gli esercenti. Ma cosa cambia per chi fa acquisti?

Scontrino online, come funziona 

Dal 1° gennaio 2020 è scattato l'obbligo dello scontrino digitale per tutti gli esercenti, comprese le nuove attività avviate nel 2019. È questa la seconda parte della rivoluzione digitale che, dallo scorso 1° luglio 2019, ha interessato per prime le attività che rilasciano scontrini e che hanno un volume d’affari superiore a 400 mila euro (al netto dell’IVA): queste si sono dovute dotare di appositi registratori di cassa (o server) telematici che certificano le vendite rilasciando documenti commerciali (o fatture elettroniche) che a fine giornata trasmettono digitalmente all’Agenzia delle entrate i dati delle vendite effettuate.

In alternativa gli esercenti possono usare una procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate con la quale, oltre alla memorizzazione e alla trasmissione dei dati di vendita, sarà possibile rilasciare il documento commerciale al cliente.

Scontrino online, cosa cambia per il consumatore

Di fatto al lato pratico cambierà poco, il consumatore riceve comunque un documento commerciale, uno scontrino che può essere utilizzato come prova d'acquisto per la garanzia ed eventuale cambio merci. Cambierà poco anche se sei già abituato a ricevere scontrini che inviano digitalmente i cosiddetti corrispettivi, cioè gli incassi giornalieri all’Agenzia delle entrate, basti pensare a quando fai la spesa nei grossi supermercati che ti consegnano uno scontrino con scritto che non ha valore fiscale.

Esistono però delle eccezioni: rimangono esclusi dal nuovo obbligo di emissione dello scontrino elettronico i soggetti che già ad oggi non sono obbligati a certificare gli incassi. Si tratta per esempio di tabaccai, giornalai, venditori di prodotti agricoli, chi presta servizi di telecomunicazione, radiodiffusione e di trasporto pubblico collettivo.

All’atto del pagamento ricevi un documento commerciale che certifica l’acquisto effettuato e che ha titolo per l’esercizio dei diritti di garanzia. Rimane sempre la possibilità di richiedere la fattura elettronica al momento dell’acquisto.

Scontrino online, le agevolazioni fiscali

Per non perdere le agevolazioni fiscali del caso, come ad esempio in farmacia, dovrai comunicare (come si fa adesso) il codice fiscale o la partita IVA che verranno indicati nel documento commerciale. In questo modo questo documento ottiene anche la valenza fiscale per il contribuente, che potrà usarlo in sede di dichiarazione dei redditi per detrarre o dedurre la spesa sostenuta.

Fattura elettronica, come funziona

Dal primo gennaio 2019 è diventata obbligatoria la fattura elettronica che è uno strumento che permette il controllo dei corretti adempimenti IVA. Questo nuovo strumento, di fatto obbliga chi emette la fattura ad utilizzare uno strumento elettronico (pc, tablet o smartphone) per trasmetterla al cliente tramite il così detto Sistema di Interscambio (Sdi) che ne controlla i dati obbligatori ai fini fiscali e in caso di esito positivo la consegna al destinatario.

Attenzione, se vuoi visualizzare le tue fatture online, lo potrai fare solo se ti registri entro il 29 febbraio 2020 nell’apposita sezione del sito dell’Agenzia.

Fattura elettronica, cosa cambia per il consumatore

Questo nuovo sistema riguarda ovviamente chi opera con partita IVA, ma per il consumatore finale che succede? Di fatto, in termini di procedura non sei obbligato ad attivare un canale con il Sistema di Interscambio, né ad aprire una PEC per ricevere la fattura in formato elettronico. Infatti, la normativa prevede che il fornitore che emette una fattura elettronica nei confronti di un consumatore privato debba dargliene una copia cartacea o informatica e avvisarlo che la stessa sarà messa a sua disposizione in un’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate. Questa modalità di consultazione sarà disponibile a partire dal primo novembre, ma per utilizzarla devi prima aderire al servizio nella sezione dedicata nel sito dell’Agenzia delle entrate. Per accedere usa il tuo codice PIN o SPID.

Fattura elettronica, le agevolazioni fiscali

In pratica, quando il consumatore chiede l’emissione della fattura, il fornitore (esercente o professionista), oltre a dare una copia direttamente al cliente su carta o in formato pdf tramite posta elettronica, deve emetterla anche con modalità elettronica, spedendo il documento al Sistema di interscambio, che poi si occupa del suo recapito al destinatario. In questo modo, se la fattura fosse necessaria anche per la detrazione o deduzione della spesa in dichiarazione dei redditi, il consumatore può operare come ha sempre fatto.

L’unico divieto di emissione della fattura elettronica che coinvolge in qualche modo il consumatore è quello previsto per tutti i soggetti che devono inviare al Sistema tessera nazionale i dati relativi a prestazioni da loro effettuate e utilizzare per redigere la dichiarazione dei redditi. Quindi stiamo parlando di medici, Asl, ospedali, ottici, veterinari ecc. che non possono emettere fattura elettronica, nemmeno se la stessa contiene anche spese non sanitarie come, per fare un esempio, le spese di alloggio in caso di ricovero. In questi casi non cambia nulla rispetto al passato.

È bene sapere che per fatture di importo inferiore ai 400 euro (IVA inclusa) può essere emessa una fattura con indicazione “semplificata”. In una fattura semplificata non vengono inseriti i dati completi del cliente, ma basta indicarne il codice fiscale, inoltre non vengono inseriti i dettagli del bene o dei servizi ma basta una descrizione sommaria. Infine, l’importo totale della fattura può essere indicato con un’unica voce: “IVA inclusa”.