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Superbonus: conviene cedere il credito alla banca?

Oltre a chi esegue i lavori, è possibile cedere il credito di imposta derivante dal Superbonus al 110% (o dagli altri bonus) anche alle banche. Gli istituti hanno messo a punto dettagli e condizioni differenziati, abbiamo analizzato quelli proposti ai consumatori da Intesa San Paolo, Carige, UniCredit, Banca Sella e Poste Italiane.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Roberto Usai
26 gennaio 2021
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Roberto Usai
cessione del credito Superbonus

Anche le banche rientrano tra i soggetti a cui, se esegui lavori in casa ammessi dal Superbonus al 110% (o agli altri bonus), è possibile cedere il credito di imposta. Da ormai qualche settimana sono diversi gli istituti di credito che pubblicizzano questa opportunità, applicando condizioni differenti. Al momento sono disponibili le proposte di Intesa san Paolo, UniCredit, Banca Sella e Poste Italiane, Banca Mediolanum,BNL Bnl Bnp Paribas, Carige, Credit Agricole, Fineco, Monte dei Paschi di Siena. mentre sono ancora in definizione quelle di BPER, Banco BPM, Banca Popolare di Sondrio, Creval e Credem. 

Foglietti informativi sotto la lente

Dati alla mano, abbiamo analizzato le condizioni proposte da alcuni istituti ai consumatori, secondo quanto dichiarato sui foglietti informativi, facendo anche alcune simulazioni di quanto potrebbe costare l'intera procedura. Le banche seguono due filoni distinti, a seconda che la cessione riguardi il Superbonus al 110% o gli altri bonus di riqualificazione energetica che prevedono - seppur con percentuali più basse -  la possibilità di cedere il credito alle banche o alle finanziarie. 

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Banca Sella

La banca prevede la cessione del credito di imposta da parte di privati e condomini, che hanno un conto corrente nella banca o che lo aprono al momento della richiesta, riconoscendo per il Superbonus al 110% un ammontare pari al 92,73% del valore nominale del credito (in pratica, per ogni 110 euro vengono riconosciuti 102 euro). Per altri bonus il riconoscimento è compreso tra l’80% e il 90,91% del credito nominale.  È prevista una commissione di incasso di 200 euro. Il finanziamento concesso per pagare da subito i lavori ha un tasso del 3,053% ed un taeg del 3,19%. Il pagamento della cessione del credito di imposta avverrà, sul conto corrente indicato, entro 10 giorni lavorativi dalla data di accettazione sul portale dell'Agenzia delle Entrate da parte della banca.

Quanto costa

Per un costo dei lavori di 100.000 euro che danno diritto ad un ecobonus al 110%, Banca Sella riconoscerà 102.003 euro. Si ottengono quindi 2.003 euro in più rispetto ai costi dei lavori che servono per coprire solo in parte i costi dell’anticipo (interessi di 3.053 euro a cui sono da aggiungere i 200 euro per la cessione del credito). Occorre in più sborsare quindi 1.050 euro.

Carige

La proposta di Carige prevede la cessione del credito di imposta da privati e, per l'Ecobonus al 110%, riconosce un ammontare pari al 93,19% del valore nominale del credito: in pratica per ogni 110 euro nel riconosce 102,50 ogni anno. Le detrazioni per gli altri bonus prevedono invece l'81,12% del valore nominale della detrazione. L'ammontare viene erogato a stato avanzamento lavori: il primo al 30%, il secondo stato al 30% e il restante alla fine dei lavori. Per avere denaro subito da riconoscere alle imprese si può accedere a un'apertura di credito in conto corrente, con un ammontare pari al credito ceduto. 

Esempio: Facendo sempre l'esempio di lavori eseguiti per un totale di 100.000 euro ammessi dall'Ecobonus al 110%, verrebbero riconosciuti 102.509 euro da dividere in tranche su cinque anni. Contestualmente si può accedere a un'apertura di credito (si dovrà contrattare con la banca per le condizioni economiche, in media il tan è pari al 5,17%). In questo caso otterremo dalla cessione 2.509 euro in più dei 100.000 euro chiesti come anticipo per i lavori che potremmo utilizzare per coprire interessi e spese legati all’apertura di credito. Ma non bastano e quindi bisogna pagare di tasca propria alla banca 4.661 euro. 

Monte dei Paschi di Siena

Riconosce la possibilità di un finanziamento attraverso un’apertura di credito e quindi mettendo a disposizione del cliente una somma di denaro, per la durata massima di 18 mesi, destinata al finanziamento delle opere di ristrutturazione, riqualificazione energetica e/o riduzione del rischio sismico degli immobili residenziali. La somma viene messa a disposizione e utilizzata su un conto corrente dedicato esente da spese.  Il Tan del fido è del 5%. Nel foglietto informativo MPS si riserva la possibilità di richiedere al cliente l’acquisizione di polizze assicurative a copertura della performance dei lavori, che garantiscano la Banca dall’inadempimento dell’impresa appaltatrice o di polizze CAR a copertura dei danni diretti. Possono essere acquistate sul mercato e devono avere come beneficiario la banca altrimenti si può acquistare la polizza Axa venduta da MPS. (per lavori di 100.000 euro il premio una tantum è 190 euro). La banca riconosce il 93,64% del valore del bonus per i lavori che godono della detrazione fiscale del 110%, il 92% del valore nominale del bonus per detrazioni entro i 5 anni e 80% negli altri casi.

Esempio: Otterremo dalla banca per i lavori da 100.000 su cui ci viene riconosciuto un credito di imposta di 110.000 euro solo 103.004 euro. Chiedendo il fido, gli interessi su un anno saranno 5000 euro. Dunque, saranno da pagare alla banca in più rispetto a quanto riconosciuto come cessione del credito 2190 euro per interessi e polizza.

Banca Mediolanum

Prevede un finanziamento ad hoc chiamato Prestito Mediolanum SuperBonus 110+ per i suoi correntisti. A fine lavori, qualora il prestito non sia stato rimborsato integralmente con il controvalore derivante dalla cessione del credito di imposta dal cliente alla banca o non sia stato possibile cedere il credito, si attiva un piano di ammortamento alla francese (composto da quota capitale + quota interessi) per il capitale residuo . L’importo richiedibile è di massimo 125.000€ (e comunque fino al 100% dei costi preventivati e non superiori al valore del credito di imposta cedibile alla Banca). La durata va da un minimo di 30 mesi a un massimo di 120 mesi (con una durata minima del preammortamento di 18 mesi). Inoltre Banca Mediolanum offre un servizio gratuito di assistenza e supporto alla clientela anche per la fase tecnica e fiscale.

BNL Bnp Paribas

Bnl riconosce per la cessione del credito il 90,91% del credito di imposta. Per gli altri bonus la percentuale riconosciuta è dell’80% in 10 anni e del 90,91% in 5 anni. Inoltre, la banca finanzia i lavori attraverso un Fido accordato su conto Bnl che ha un Tan del 7,6% e una commissione sull’accordato pari allo 0,5% a trimestre. In caso di utilizzi extrafido il tasso cresce all’11,5%. Ha come partner per la gestione degli aspetti tecnici e fiscali del superbonus rispettivamente Protos ed Ernest Young. I servizi sono disponibili per i clienti a pagamento. Inoltre, nel pacchetto Ecobonus BNL è prevista anche una polizza Cardif a protezione della casa e della famiglia (Polizza BNL Casa e Famiglia) a premio gratuito il primo anno per i privati che cederanno il credito d’imposta alla Banca nell’ambito del “Superbonus 110%”. Si tratta di una polizza annuale che si rinnova tacitamente. E’ bene ricordarsi quindi di esercitare il recesso nei termini per evitare il tacito rinnovo e quindi il successivo pagamento del premio.

Esempio: BNL versa al cliente che le cede per lavori di 100.000 euro per i quali è riconosciuto il superbonus al 110%, il credito di imposta, la somma di 100.000 euro. Chiedendo un fido della durata di un anno, gli interessi saranno 7.600 euro a cui è da aggiungere anche la commissione sull’accordato e quindi altri 2000 euro. Si tratta di 9600 euro a cui è da aggiungere il costo del conto corrente.

Credit Agricole

Riconosce ai privati il 90,91% del credito di imposta legato al superbonus. Per gli altri bonus la stessa percentuale per crediti in 5 anni e il 78% per crediti in 10 anni. Crédit Agricole ha sottoscritto un accordo con Deloitte per supportare e accompagnare i clienti che intendono beneficiare delle agevolazioni Superbonus 110%, Ecobonus ed altri bonus fiscali "edilizi" in tutte le fasi del processo. La soluzione prevede l’accesso gratuito alla piattaforma partner che semplifica il processo di raccolta, verifica ed eventuale certificazione della documentazione relativa al bonus fiscale. I beneficiari dell’agevolazione che abbiano sottoscritto il contratto di cessione del credito d’imposta possono richiedere alla banca finanziamenti dedicati per garantire la liquidità necessaria a fronteggiare gli impegni finanziari connessi agli interventi oggetto di bonus fiscale. In pratica la banca riconosce solo un  importo pari al valore dei lavori e quindi sono a carico del cliente tutte le spese e gli interessi del prestito personale.

Fineco

Ha un accordo con Ernest Young per seguire i clienti negli aspetti tecnici e fiscali della cessione del credito. In particolare, si tratta di analisi preliminare dell’operazione e del visto di conformità. Per l’analisi preliminare il costo è di 100 euro per singola unità immobiliare. Tale costo sarà addebitato solo nell’ipotesi di esito negativo della valutazione, altrimenti si pagherà solo il rilascio del visto di conformità il cui costo è per ogni unità immobiliare 300 euro più l’1% del valore dei lavori da eseguire. Ovviamente questa spesa si può includere nel superbonus 110%. Nell’esempio da noi utilizzato quindi il rilascio del visto di conformità ha un costo di 1300 euro. Fineco dà la possibilità per i suoi correntisti di ottenere per finanziare i lavori un fido sul conto corrente di massimo 25.000 euro per cliente. Il Tan è pari al 2,5%. Non è prevista una commissione sul fido. La banca riconosce il 95,45% del valore nominale del bonus per le detrazioni al 110% e l’85% per gli altri bonus.

Esempio: Nel nostro esempio dunque si otterrebbe dalla banca 104.995 euro. Però si possono finanziare solo 25.000 euro. Ipotizziamo che il fido duri un anno. Gli interessi saranno 625 euro a cui sono da aggiungere i costi di EY quindi 1300 euro. Quanto riconosciuto dalla banca dunque basta a ripagare anche questi costi, però c’è il grosso limite di non poter finanziare più un certo valore dei lavori.