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Cessione del credito: torna lo sconto

Il decreto rilancio ha ripescato la cessione del credito per il 2020 e il 2021, allargando la platea di lavori e soggetti che ne hanno diritto.

16 giugno 2020
ecobonus

Il decreto rilancio ha reintrodotto la possibilità di cedere le detrazioni sui lavori di ristrutturazione, sull’ecobonus e sul sismabonus ottenendo lo sconto direttamente in fattura dal fornitore oppure ricevendo il rimborso di quanto speso anche da banche o istituti finanziari. Vediamo come.

Effetto coronavirus

La possibilità di cedere la detrazione per interventi di riqualificazione edilizia non è una novità, era stata introdotta negli anni scorsi con scarso successo e pian piano allargata ad altri tipi di interventi di ristrutturazione della casa, fino ad arrivare a creare una vera e propria giungla con il decreto Crescita del giugno 2019. Per questo motivo dal 2020 non era più possibile seguire questa strada, ma rimane la possibilità di ottenere lo sconto in fattura solo per i lavori condominiali che complessivamente hanno un valore superiore ai 200.000 euro e che interessano più del 50% della superficie disperdente esterna dell’edificio ed eventuale rifacimento dell’impianto termico invernale e/o estivo.

A causa dell’emergenza sanitaria e di conseguenza economica causata dal Covid 19, il Governo tramite il decreto rilancio ha deciso di supportare e rilanciare il settore edilizio, con una forte spinta agli interventi green. Infatti, dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 è possibile ottenere una detrazione del 110% della spesa sostenuta per i così detti Ecobonus e sismabonus. Da ripartire in 5 rate e non in 10 come in precedenza.

Come cedere il credito

In aggiunta alle detrazioni maggiorate, il Governo ha deciso di inserire nuovamente lo sconto in fattura o la cessione della detrazione a terzi da parte dei contribuenti, favorendo così anche chi, data la situazione economica, si trova a corto di liquidità ma vuole o deve effettuare lavori di ristrutturazione.

Cedere la detrazione del 110%

Per poter cedere la detrazione e ottenere lo sconto immediato, bisogna richiede a un CAF il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che, in pratica, attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta per gli interventi realizzati.

Gli interventi relativi all’ecobonus devono essere asseverati da tecnici abilitati per il rispetto dei requisiti e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell’asseverazione viene trasmessa in via telematica all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie e lo sviluppo economico (ENEA). Il Ministero dello Sviluppo economico (MISE) deve emanare un decreto attuativo per stabilire le modalità di trasmissione dell’asseverazione e le relative modalità attuative.

Gli interventi relativi al sismabonus devono essere asseverati da professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza. I professionisti incaricati attestano anche la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Sconto in fattura anche per le ristrutturazioni

Se, nel 2020 e nel 2021 sostieni spese per:

al posto della detrazione si può scegliere di ottenere uno sconto di pari importo, su quanto bisogna pagare al fornitore fino al limite della spesa da sostenere, che recupera l’importo sottoforma di credito d’imposta cedibile a sua volta anche a intermediari finanziari o istituti di credito.

In alternativa, si può scegliere di “trasformare” la detrazione in credito d’imposta e cederlo direttamente ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari. La cessione deve esser fatta in via telematica tramite le procedure che saranno definite dall’Agenzia delle entrate.

Se viene accertata la non spettanza, anche parziale, della detrazione in capo al contribuente, il recupero del relativo importo sarà maggiorato di interessi e sanzione. Se, invece, viene accertata l’indebita fruizione, anche parziale, del credito da parte del fornitore (o di chi lo ha ottenuto), il recupero del relativo importo avverrà nei suoi confronti, maggiorato di interessi e sanzione.