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Colf e badanti: le regole per chi ci dà una mano in casa

15 settembre 2017
Badanti e colf, le regole per chi aiuta in casa

15 settembre 2017
Nonostante svolgano un lavoro prezioso, colf e badanti sono spesso trattati come dei lavoratori di serie B. Eppure impegnarsi ad agire nella legalità converrebbe a tutti. Vediamo quali sono i loro diritti, cosa si rischia con il nero e quali agevolazioni spettano per i datori di lavoro che li mettono in regola.

Dal 1° al 10 ottobre, per chi ha un collaboratore domestico, scadono i termini per pagare i contributi relativi al terzo trimestre del 2017. Nel momento in cui prendiamo alle nostre dipendenze una persona per aiutarci in casa, infatti, diventiamo a tutti gli effetti datori di lavoro, il che implica una serie di obblighi. Disattenderli può esporci al rischio di sanzioni sia amministrative (multe anche molto salate) sia penali, come nel caso in cui il lavoratore che presta servizio non abbia il permesso di soggiorno.

Le agevolazioni per chi sceglie la legalità

Proprio per incentivare i datori di lavoro a evitare il nero, ono previsti sgravi fiscali per chi assume regolarmente un collaboratore domestico. Per colf, badanti (anche assunte tramite agenzia interinale) e baby-sitter è possibile dedurre dal reddito i contributi Inps versati, fino a un importo massimo di 1.549,37 euro, solo per la quota di competenza del datore di lavoro. Per beneficiare dell’agevolazione, vanno conservate le ricevute di pagamento (con c/c postale o MAV), complete della parte informativa sul rapporto di lavoro domestico. Se in famiglia c’è una persona non autosufficiente, ma solo nei casi in cui vi sia una certificazione medica che attesta questo stato (incapacità di mangiare, camminare, andare in bagno e vestirsi da sola), scatta il diritto a una detrazione del 19% della spesa sostenuta per pagare uno o più addetti alla sua assistenza, fino a una spesa massima di 2.100 euro.

Quali sono i diritti 

  • Riposo settimanale
    Chi lavora a servizio intero ha diritto a un riposo settimanale di 36 ore, 24 delle quali la domenica e altre 12 in un giorno concordato. Se per impegni urgenti avete bisogno che la persona lavori di domenica dovrete pagarla il 60% in più e farle recuperare il riposo il giorno dopo.
  • Ferie
    Per i collaboratori familiari consistono in 26 giorni lavorativi all’anno, da godere preferibilmente nei mesi estivi. Durante le ferie il collaboratore continua a percepire lo stipendio ed eventuali indennità di vitto e alloggio. A chi lavora a ore, le ferie vanno pagate solo per i giorni che sarebbero stati lavorativi.
  • Festività
    Sono giorni in cui colf e badanti hanno diritto a riposare e a ottenere per intero la retribuzione. Se viene loro chiesto di lavorare, dovranno essere pagati con la maggiorazione del lavoro festivo.
  • Maternità
    Dà diritto alla conservazione del posto e a cinque mesi di astensione obbligatoria dal lavoro, due prima e tre dopo il parto. L’Inps versa alla lavoratrice un’indennità di maternità pari all’80% del salario convenzionale.
  • Malattia
    Durante la malattia del dipendente, dovrà essere versata una retribuzione pari alla metà della paga normale per i primi tre giorni e poi riprenderete a pagare l’intero stipendio fino a un massimo di 8, 10 o 15 giorni in base all’anzianità di servizio.
  • Infortunio
    In caso di infortunio avvenuto sul lavoro, se la prognosi è superiore a 4 giorni, sarà l’Inail a versare un’indennità al lavoratore, mentre fino a 3 giorni spetta al datore di lavoro corrispondergli la retribuzione per intero.

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