Torna l’ora legale 2026: ma ora si valuta di tenerla per sempre
Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 torna l’ora legale: alle 2 le lancette vanno spostate avanti di un’ora. Ma questa potrebbe non essere più una routine scontata. Alla Camera è infatti in corso un’indagine conoscitiva sull’ipotesi di mantenere sempre l’ora legale. Intanto Terna conferma che il beneficio energetico ed economico per l’Italia è concreto, mentre in Europa la riforma resta ferma.
Nella notte tra il 28 e il 29 marzo 2026 scatta di nuovo l’ora legale, perché le regole europee ancora oggi prevedono il passaggio l’ultima domenica di marzo e il ritorno all’ora solare l’ultima domenica di ottobre. La novità è che, proprio mentre ci prepariamo a spostare le lancette, in Italia è partito un approfondimento parlamentare per capire se convenga smettere con il doppio cambio e tenere l’ora legale tutto l’anno. Per ora non cambia nulla, ma il tema è tornato concretamente sul tavolo dei lavori istituzionali.
Torna all'inizioOra legale permanente: il Parlamento apre l’analisi
Alla Camera dei Deputati è in corso un’indagine conoscitiva (partita a novembre del 2025) dedicata all’ipotesi di mantenere in Italia l’ora legale tutto l’anno. L’“Indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori”, incardinata presso la X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) rappresenta il primo passo per capire se il sistema attuale – alternanza tra ora solare e ora legale – sia ancora il più efficace.
Non si tratta ancora di una decisione operativa, ma di una fase di approfondimento. Le indagini conoscitive servono proprio a raccogliere dati, studi e contributi tecnici utili a orientare eventuali scelte future. In questo caso, l’obiettivo è valutare in modo complessivo gli effetti di un eventuale passaggio all’ora legale permanente.
Cosa si sta valutando la X Commissione
Il lavoro della Commissione punta a mettere a confronto diversi aspetti: dai consumi energetici agli effetti sulla vita quotidiana, fino alle ricadute economiche e organizzative. Un’attenzione particolare è rivolta anche al coordinamento con gli altri Paesi europei, elemento decisivo in un sistema integrato come quello attuale.
Al termine dell’indagine (che dovrebbe concludersi con il mese di giugno 2026) sarà tracciato un quadro complessivo utile a capire se mantenere l’attuale alternanza oppure avviare un cambiamento.
Torna all'inizioI dati Terna: l’ora legale fa risparmiare energia
Il principale argomento a favore dell’ora legale è legato ai consumi energetici. E i dati ufficiali di Terna (il gestore della Rete Elettrica di Trasmissione Nazionale) riferiti al 2025 confermano che il beneficio è concreto. Lo scorso anno, nei sette mesi di ora legale, l’Italia ha registrato un minor consumo di 310 milioni di kWh. Questo si è tradotto in un risparmio per il sistema elettrico di circa 100 milioni di euro e in una riduzione di circa 160 mila tonnellate di emissioni di CO₂. Dati che, sempre secondo Terna, saranno confermati in prospettiva anche nel 2026.
Il vantaggio non riguarda solo un singolo anno. Nel periodo dal 2004 al 2025, il risparmio complessivo supera i 12 miliardi di kWh, per un beneficio economico stimato in circa 2,3 miliardi di euro. Numeri che spiegano perché il tema sia tornato d’attualità, soprattutto in una fase in cui l’attenzione ai costi dell’energia resta alta.
Conviene all’Italia tenere sempre l’ora legale?
Il risparmio energetico rappresenta un punto a favore evidente. Ma non è l’unico elemento in gioco. Adottare l’ora legale per tutto l’anno significherebbe avere più luce nelle ore serali, ma anche albe più tardive nei mesi invernali. Una scelta che potrebbe incidere sulle abitudini quotidiane, sugli orari di lavoro e sulla vita scolastica.
| Aspetti | Ora legale permanente | Sistema attuale |
|---|---|---|
| Energia | Maggior risparmio potenziale | Risparmio limitato ai mesi estivi |
| Costi | Benefici più estesi nel tempo | Benefici stagionali |
| Luce naturale | Più luce la sera | Equilibrio tra mattino e sera |
| Vita quotidiana | Mattine più buie in inverno | Ritmi più bilanciati |
Il nodo è trovare un equilibrio tra benefici energetici e qualità della vita. Ed è proprio questo il punto su cui si concentra l’analisi in corso.
Torna all'inizioOra legale e ora solare: la situazione in Europa
A livello europeo il quadro, almeno per ora, non è cambiato. La normativa di riferimento resta la direttiva 2000/84/CE, che impone agli Stati membri il passaggio all’ora legale l’ultima domenica di marzo e il ritorno all’ora standard l’ultima domenica di ottobre. Per questo anche nel 2026 il cambio resta in vigore.
Nel 2018 la Commissione europea ha proposto di porre fine ai cambi stagionali dell’ora. Il Parlamento europeo ha poi adottato nel 2019 la propria posizione favorevole all’abolizione del cambio semestrale, lasciando agli Stati la scelta dell’orario da mantenere stabilmente. Tuttavia, come ricorda il Consiglio dell’UE, fino all’adozione di una decisione definitiva il sistema attuale resta in vigore. In sostanza: la riforma europea esiste come proposta e posizione parlamentare, ma non è mai arrivata al traguardo finale.
Questa è anche la ragione per cui il dibattito italiano ha un margine politico, ma non può prescindere dal quadro europeo. Se l’Unione non chiude il dossier, il sistema del doppio cambio continua a valere. Ed è per questo che l’ipotesi italiana dell’ora legale permanente, oggi, va letta soprattutto come una valutazione politica e tecnica ancora in corso, non come una decisione già presa.
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