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Indagine prezzi alimentari: l'inflazione si fa ancora sentire, ma a settembre calano alcuni prodotti

Secondo la nostra indagine mensile sui prezzi dei prodotti alimentari, fare una spesa con le 10 tipologie di prodotti prese in esame oggi costa il 20% in più rispetto allo scorso anno. Tuttavia a settembre scendono i prezzi di farina (-1%), pasta (-1%) e olio extravergine d'oliva (-2%), ma soprattutto di caffè (-6%) e olio di semi di girasole (-5% rispetto ad agosto, -11% rispetto a maggio). Per difendersi dagli aumenti fare la spesa al discount permette risparmi dell'11%, ma si risparmia anche scegliendo prodotti in offerta (-6%) e quelli a marchio commerciale (-8%).    

  • contributo tecnico di
  • Alessandra Rivolta
28 ottobre 2022
  • contributo tecnico di
  • Alessandra Rivolta
Carrello della spesa smartphone e scontrino

Secondo i dati Istat l’inflazione cresce: l’incremento su base annua dell’indice generale dei prezzi al consumo raggiunge a settembre l’8.9%. Un dato, quello dell'Istat, fotografato anche dalla nostra analisi mensile dei prezzi di 10 prodotti alimentari, molto comuni sulle tavole degli italiani. Anche questo mese abbiamo guardato i prezzi di pasta, farina, olio extravergine d'oliva, olio di semi di girasole, zucchero, caffè in polvere, latte e passata di pomodoro, ai quali abbiamo aggiunto le rilevazioni dei prezzi anche di due prodotti ortofrutticoli: zucchine e banane. Come per tutte le nostre analisi precedenti, abbiamo considerato i prezzi effettivamente praticati nei punti vendita della grande distribuzione Italiana (Iper, Super, Discount) nel mese di settembre: in poche parole si tratta dei prezzi che i consumatori hanno trovato fino a pochi giorni fa effettivamente sugli scaffali.

10 prodotti sotto la lente

La prima evidenza che emerge guardando i prezzi della nostra analisi è che per tutti i prodotti considerati spendiamo in media più dello scorso anno. Se facciamo un confronto con i prezzi medi di settembre 2021, infatti, per tutte e 10 le categorie di prodotto dobbiamo segnalare un aumento considerevole: per 9 categorie su 10 l’aumento in percentuale dei prezzi è stato addirittura a doppia cifra.

Tuttavia la buona notizia c'è. Rispetto al mese precedente (agosto), la situazione non vede solo aumenti: per alcuni prodotti ci sono segnali di riduzione dei prezzi o almeno di una pausa dei rincari. Non si può parlare però ancora di un’inversione di tendenza: soltanto l'analisi dei prezzi dei prossimi mesi ci potrà dire se si tratta solo di una momentanea battura di arresto o se siamo all’inizio di una nuova fase di discesa dei prezzi (almeno su alcuni prodotti) o di stabilizzazione del mercato.

Nella tabella sotto si possono vedere gli aumenti in percentuale dei 10 prodotti del nostro ipotetico carrello della spesa, rispetto a un anno fa (settembre 2021), rispetto al mese scorso (agosto 2022) e rispetto a prima dell’estate (maggio 2022). Per le Zucchine e le Banane abbiamo riportato solo il confronto con lo scorso anno: l’effetto della stagionalità nei prodotti ortofrutticoli rende poco rilevante il confronto tra mesi (e stagioni) differenti.  

 

Aumenti in % rispetto a settembre 2021, maggio 2022 e agosto 2022

 Prodotto  Aumento in % rispetto all'anno scorso (settembre 2021) Aumento in % rispetto al mese scorso (agosto 2022)  Aumento in % rispetto a inizio anno (maggio 2022)
 Olio di girasole 1 lt  61%  -5%  -11%
 Farina 1kg  37%  -1%  6%
 Pasta 1kg  26%  -1%  6%
 Olio EVO 1 lt  15%  -2%  5%
 Zucchero 1 lt  24%  4%  12%
 Caffè 1 kg  7%  -6%  -7%
 Latte UHT 1 lt  26%  3%  17%
 Passata 1 kg  15%  3%  9%
 Zucchine (peso variabile)  33%  -  -
 Banane (peso variabile)  11%  -  -

Elaborazione Altroconsumo su dati Iri

 

Gli aumenti prodotto per prodotto

La tabella parla chiaro: alcuni prodotti costano a scaffale meno rispetto al mese di agosto e alcuni, come ad esempio l'olio di semi di girasole e il caffè in polvere, costano meno anche raffrontati ai prezzi di prima dell'estate (maggio). Di seguito abbiamo analizzato, prodotto per prodotto, la situazione del nostro ipotetico carrello, considerando quanto ogni prodotto lo paghiamo oggi in più rispetto a un anno fa, ma anche ripercorrendo l'andamento del loro prezzo sulla base delle analisi prezzi fatte nei mesi passati.

  • Olio di girasole (+61% in un anno). Gli aumenti nel prezzo sono iniziati nel 2021 e con il conflitto la crescita ha accelerato: in un solo mese tra marzo 2022 e aprile 2022 l’aumento è stato del 36%. I prezzi hanno continuato ad aumentare fino a giugno 2022. Negli ultimi mesi si è registrato un primo accenno di stabilità: i prezzi hanno cominciato lentamente a ridursi. Tra agosto e settembre 2022 il prezzo medio dell’olio di semi di girasole è sceso nel 5%; rispetto a prima dell’estate (maggio 2022) la riduzione è stata dell'11%.
  • Farina 00 (+37% in un anno). Il prezzo della farina 00 non è aumentato nell’ultimo mese (-1%). Nell'ultimo anno, comunque, è un prodotto il cui prezzo è cresciuto molto: +37% rispetto a settembre 2021. Il prezzo della farina è iniziato a crescere già prima del conflitto tra Russia e Ucraina: tra maggio 2021 e gennaio 2022 (prima del conflitto) i prezzi erano già aumentati del 18%. Tra gennaio e maggio 2022 i prezzi sono cresciuti ulteriormente (+13%). Da maggio a oggi la crescita è continuata ma a ritmi meno sostenuti: +6%.
  • Pasta (+26% in un anno). Se è vero che oggi paghiamo un chilo di pasta il 26% in più rispetto allo scorso anno, è anche vero che nell’ultimo mese il prezzo medio è sceso lievemente (-1%). E’ comunque presto per dire se questo prodotto ha invertito la tendenza all’aumento.
  • Olio extravergine d'oliva (+15% in un anno). In questi ultimi mesi abbiamo assistito ad un rialzo nei prezzi a scaffale l’olio extravergine di oliva, e oggi paghiamo questo prodotto il 15% in più rispetto allo scorso anno. Nell’ultimo mese, però, si è visto un debole segnale di rallentamento nella crescita dei prezzi: -2%.
  • Zucchero (+ 24% in un anno). Lo zucchero da barbabietola ha un prezzo in crescita: tra settembre 2021 e settembre 2022 il prezzo medio di questo prodotto è aumentato del 24%. Gli aumenti sono cominciati a partire dall’estate 2021 e si sono intensificati durante l’estate 2022. Anche nell’ultimo mese l’aumento è stato significativo: +4%. Su questo aumento influiscono certamente le quotazioni internazionali dello zucchero, salite rapidamente negli ultimi due anni.
  • Caffè in polvere (+7% in un anno). Durante la primavera 2022 il prezzo del caffè in polvere venduto al supermercato aveva registrato aumenti importanti (a luglio 2022 ha persino superato il prezzo di 7,05 euro al chilo). Gli ultimi due mesi, però, mettono in evidenza riduzione nei prezzi medi, anche se si tratta di prezzi cohe rimangono elevati rispetto a quelli degli scorsi anni.
  • Latte UHT (+26% in un anno). Fino allo scorso mese di marzo il latte UHT non aveva fatto rilevare grossi cambiamenti nei prezzi al dettaglio, nonostante i prezzi all’origine (quotazione latte alla stalla) sia in Italia che all’estero risentissero già dei rincari dei costi dei mangimi e di quelli dell'energia. Negli ultimi mesi, però abbiamo osservato un aumento consistente che non sembra fermarsi: + 3% tra agosto e settembre 2022; + 17% rispetto a prima dell’estate (maggio 2022) e +26% rispetto a un anno fa. 
  • Passata di pomodoro (+15% in un anno). La passata di pomodoro è uno dei prodotti che ha subito più tardi l'ondata di rincari. Ora però i prezzi di questo prodotto continuano ad aumentare: + 3% rispetto al mese di agosto 2022; + 9% rispetto a prima dell’estate (maggio 2022) e + 15% rispetto allo scorso anno. 
  • Zucchine (+33% in un anno). Anche per le zucchine rispetto al 2021 si registrano aumenti, nonostante il prezzo sia fortemente condizionato dalla stagionalità. Già prima dell’estate avevamo segnalato un aumento importante (+19% tra maggio 2022 e maggio 2021). Oggi non possiamo che confermarlo: tra settembre 2021 e settembre 2022 c'è stato un aumento del 33%.
  • Banane (+11% in un anno). Fino a inizio anno i prezzi di questo prodotto non erano aumentati in maniera significativa. Nonostante si tratti di un frutto che viene da lontano e su cui le tensioni sul fronte dei trasporti e gli aumenti dei carburanti avrebbero potuto incidere, fino a gennaio 2022 le banane non mettevano in evidenza aumenti nei prezzi al dettaglio. Oggi questa stabilità nei prezzi non è più così certa. A partire da inizio 2022, infatti si registrano aumenti rispetto all’anno precedente. E’ vero che nell’ultimo mese i prezzi sono leggermente diminuiti ma restano comunque al di sopra di quelli del 2021.

Quanto si paga oggi per questo carrello?

Se dovessimo considerare di mettere nel carrello tutti i prodotti da noi rilevati e di arrivare alla cassa per pagare la nostra piccola spesa, quanto spenderemmo? Oggi (settembre 2022) per tutti questi prodotti spendiamo 24,19 euro. Per la stessa ipotetica spesa spendevamo un anno fa (settembre 2021) in media 20,16 euro: oggi quindi spendiamo il 20% in più di un anno fa, ovvero 4,03 euro in più. Pagare 4 euro in più per una piccola spesa come quella da noi considerata sono molti, soprattutto se si considera il fatto che una spesa come questa si ripete molto spesso in un anno.

Ma quali sono le cause di questi aumenti? Lo abbiamo già rilevato nelle analisi dei prezzi dei mesi scorsi: il conflitto tra Russia e Ucraina e la conseguente tensione sui prezzi dei prodotti energetici e agricoli ha sicuramente avuto un impatto. Per diversi prodotti, però, i prezzi hanno cominciato ad aumentare prima del conflitto per una molteplicità di cause sia di tipo climatico, sia in risposta alle chiusure (e riaperture) collegate alla pandemia da Covid 19, ma anche a seguito delle politiche messe in campo dai vari Paesi per attenuare la conseguenze economiche della pandemia.

Cosa si può fare per risparmiare

Nelle nostre precedenti analisi abbiamo spesso fatto riferimento a tre "trucchi" da adottare quando facciamo la spesa per tentare di contenere questi aumenti. Per i consumatori i consigli sono ancora gli stessi e sono quelli di: 

  • acquistare possibilmente al discount;
  • acquistare prodotti in promozione;
  • acquistare i prodotti a marchio commerciale (quelli con lo stesso marchio della catena di supermercati).

Ma quanto risparmieremmo se facessimo la nostra piccola spesa di 8 prodotti (abbiamo escluso i prodotti dell'ortofrutta) sfruttando ognuna di queste possibilità? Facciamo i conti: nella tabella abbiamo indicato il prezzo medio per ogni tipo di prodotto, e lo abbiamo messo a confronto con quello medio dei prodotti in promozione, dei prodotti del discount e dei prodotti a marchio commerciale.

 

Confronto prezzi (in €) tra discount, prezzo in promozione e prodotti a marchio commerciale

Prodotti Prezzo medio Prezzo in promozione Prezzo medio al discount Prezzo medio prodotti a marchio commerciale
Caffè in polvere 1 kg 6,29€ 6,01€ 5,84€ 5,29€
Farina 1 kg 0,85€ 0,77€ 0,66€ 0,80€
Latte UHT 1 lt 1,14€ 1,02€ 1,05€ 1,01€
Olio di semi di girasole 1 lt 2,61€ 2,38€ 2,34€ 2,56€
Olio extravergine di oliva 1 lt 4,96€ 4,58€ 4,70€ 5,20€
Passata di pomodoro 1 kg 1,43€ 1,26€ 1,14€ 1,16€
Pasta 1 kg 1,66€ 1,60€ 1,20€ 1,25€
Zucchero 1 kg 0,99€ 1,10€ 0,81€ 0,92€
Totale spesa 19,93€ 18,73€ 17,73€ 18,38€

Elaborazione Altroconsumo su dati Iri

 

Al discount si risparmia l'11%

Come si può vedere, tutte e tre le possibilità proposte continuano a consentire un certo risparmio: vediamo di quale entità.

  • Prodotti in promozione: acquistando tutti gli 8 prodotti della nostra piccola spesa in promozione, si spendono in media 18,73 euro, ovvero il 6% in meno rispetto alla media dei prodotti.
  • Discount: acquistando presso questa tipologia di punto vendita si spende per il nostro carrello in media 17,73 euro, ovvero l’11% in meno.
  • Prodotti a marchio commerciale: infine, acquistando prodotti con il brand del supermercato si spende per la nostra ipotetica spesa 18,38 euro, ovvero l’8% in meno.

La spesa al discount continua a essere la più economica, anche se questa tipologia di punto vendita è quella che ha fatto registrare gli aumenti più elevanti rispetto a Iper e Super. Se guardiamo alla media dei prezzi dei discount nelle otto categorie considerate (con l’esclusione appunto dell’ortofrutta) vediamo che tra l’estate 2021 e l’estate 2022 i prezzi al discount sono aumentati del 25%. Nello stesso periodo gli aumenti in ipermercati e supermercati sono stati del 20-21%. Nonostante questo l'acquisto presso i discount consente ancora un discreto risparmio.

Interessante anche il risparmio se si decide di acquistare solo prodotti a marchio commerciale, ovvero quelli che hanno lo stesso marchio dell'insegna che li vende. E' bene ribadire che questi prodotti non sono affatto prodotti di scarsa qualità: lo dimostra il fatto che nei nostri test comparativi, sempre più prodotti a marchio commerciale risultano nelle zone alte della classifica. In questo articolo abbiamo elencato tutti i prodotti a marchio commerciale, suddivisi per catena di supermercato, che nei nostri test hanno avuto un giudizio buono o addirittura ottimo.