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Scoppia una guerra a colpi di pubblicita

02 dicembre 2011

02 dicembre 2011

Due colossi dell’industria alimentare, Plasmon e Barilla, si combattono in questi giorni a colpi di paginoni pubblicitari sui giornali. L’oggetto del contendere? I prodotti alimentari destinati ai bambini. Facciamo chiarezza.

Ad aprire il fuoco è stata la Plasmon, con una pubblicità in cui si fa osservare che gli alimenti destinati ai bambini sotto i tre anni - come quelli della Plasmon, appunto - devono sottostare per legge a limiti più restrittivi, in particolare per quanto riguarda la contaminazione di pesticidi e micotossine, cui gli altri prodotti non sono tenuti a sottostare. Plasmon fa un riferimento esplicito ai Piccolini della Barilla e alle Macine della Mulino Bianco, pubblicando un confronto tra i livelli di pesticidi e aflatossine presenti in questi prodotti e nei propri. Barilla ha risposto, contestando che i prodotti siano confrontabili e garantendo la genuinità, qualità e sicurezza della sua pasta e dei suoi biscotti, nonché rispetto per trasparenza, etica e benessere dei consumatori.
Da parte nostra, non ci interessa dare ragione all’uno o all’altro produttore, ma fare chiarezza, perché i consumatori possano scegliere con consapevolezza. Ci siamo occupati di questo argomento sul numero di dicembre di Test Salute.
Il mercato offre sempre nuove linee di alimenti destinati ai bambini, facendo leva sul desiderio dei genitori di offrire cibo migliore ai propri adorati cuccioli. In linea di massima, si tratta di prodotti più costosi e molto pubblicizzati.
Ma attenzione: non sempre ciò che si presenta come “per bambini” offre garanzie maggiori per la salute. Bisogna distinguere infatti tra prodotti realmente destinati ai bambini, vale a dire che rispondono alle regole più severe richieste dalla legge per gli alimenti destinati ai minori di tre anni (in particolare norme rigide sulla composizione e limiti più stringenti su pesticidi e micotossine) e prodotti che hanno semplicemente una forma più accattivante (per esempio pasta a forma di personaggi dei fumetti o di formato più piccolo) o addirittura solo una pubblicità in cui i bambini sono protagonisti.
Per capire la differenza, bisogna osservare la confezione: gli alimenti più controllati perché destinati all’infanzia devono riportare questa indicazione e generalmente specificano con precisione l’età idonea per l’uso. Gli altri, al contrario, a volte hanno l’indicazione “per consumatori sopra i tre anni” (o simili), che significa proprio che si tratta di alimenti che non offrono maggiori garanzie.
Dopodiché, è chiaro che può trattarsi in entrambi i casi di prodotti buoni o meno buoni e che i genitori possono tranquillamente scegliere gli uni o gli altri o prodotti normalissimi di altro tipo, seguendo i consigli del pediatra per i bambini più piccoli: però è giusto sapere che solo per i prodotti formalmente destinati all’infanzia la legge offre maggiori garanzie.
Nei nostri test, valutiamo con analisi di laboratorio indipendenti la qualità dei prodotti, controllando tutti gli aspetti importanti per la salute, inclusi i residui di pesticidi e micotossine, quando è il caso. La pubblicità comparativa, comunque, ha sempre un grosso limite: che prende in considerazione soltanto gli aspetti scelti dal produttore.

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