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Vino in damigiana: qualità e risparmio

19 aprile 2016

19 aprile 2016

Contrariamente a quanto si pensa, il vino in damigiana non ha niente di meno rispetto a quello in bottiglia. Ci aiuta ad avere i nostri vini preferiti con un notevole risparmio. Per gustarlo al meglio, però, il vino deve essere travasato e conservato seguendo alcune semplici regole: ecco le risposte ai dubbi più comuni.

Il momento dell'acquisto

Acquistare il vino in damigiana consente di fare la scorta dei nostri vini preferiti con un risparmio non indifferente in termini economici. Spesso, però, soprattutto se inesperti, i dubbi sono tanti. Proviamo a rispondere alle domande più frequenti.

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VINI: IL TEST


Il vino in damigiana è sinonimo di bassa qualità?

Dipende da chi ce lo vende. Il problema della damigiana è la chiusura che, a causa dell’elevata permeabilità all’ossigeno, non ci consente di conservarlo nella nostra cantina per lunghi periodi. Si possono acquistare anche vini con un buon rapporto qualità prezzo, avendo l’accortezza di imbottigliarlo tutto, al più presto non appena portato a casa.

Quali elementi valutare quando si va da un produttore?

L’igiene e l’ordine della cantina sono fondamentali per capire come un’azienda lavora. Meglio chiedere quando il vino è stato condizionato (le damigiane sono lì da mesi o sono appena state riempite?) e se è possibile assaggiarlo, per verificare che corrisponda alle nostre aspettative.

Dove conservare le damigiane appena comprate?

La stanza non è importante in termini di struttura. La cosa fondamentale è che i locali siano freschi (15-20° C), non troppo umidi o luminosi.

Travasare e imbottigliare

Una volta acquistata una damigiana, quando iniziare a imbottigliare?

È sempre meglio imbottigliare il prima possibile: la damigiana, infatti non garantisce una tenuta perfetta della chiusura. In bottiglia riusciamo a garantire una conservabilità indubbiamente maggiore.

Il vino deve essere filtrato?

Si presuppone che si tratti di un vino già stabile, per cui non serve intervenire in alcun modo. Evitiamo di acquistare, anche in damigiana, vini torbidi, non stabilizzati. Il vino stabilizzato significa che, dopo la fermentazione, questo subisce una serie di operazioni tali da consentirgli di mantenersi stabile nel tempo, senza che si formino depositi, velature o che si sviluppino sapori e odori anomali.

Quali strumenti sono necessari? 

Gli attrezzi necessari per imbottigliare quali l’apposito tubo in plastica o in gomma per i travasi, i tappi, le bottiglie, le macchine tappatrici, gli sgocciolatoi per le bottiglie lavate, le etichette, le apposite spazzole per la pulizia delle bottiglie, sono oggi in vendita anche presso gli ipermercati oltre che i consorzi agrari. Ricordatevi di recuperare un sostegno su cui sistemare la damigiana, che deve essere sempre tenuta in posizione più alta rispetto alle bottiglie, affinché il travaso si realizzi senza l’ausilio di pompe.

Con cosa è meglio lavare le bottiglie già utilizzate?

Se è necessaria una pulizia blanda (in assenza cioè di incrostazioni o depositi), è sufficiente sciacquarle molto bene con acqua ben calda e lasciarle asciugare capovolte. Nel caso serva una pulizia più approfondita, si può ricorrere agli appositi spazzolini, oppure ancora esistono dei prodotti specifici a base di cloro in vendita presso i consorzi agrari.

Meglio utilizzare bottiglie o bottiglioni? 

Le bottiglie sono indubbiamente da preferirsi ai bottiglioni perché, essendo di dimensioni minori, non rimangono smezzate in dispensa per giorni interi dopo essere state aperte. Per quanto riguarda forma e colore delle bottiglie, un avvertenza importante è quella di scegliere il vetro scuro, che protegge di più dalle ossidazioni catalizzate dalla luce.

Il momento ideale per imbottigliare è legato a precise fasi lunari o al tempo? 

Secondo alcuni, le fasi lunari, il calendario o le condizioni atmosferiche, sono tutt’oggi importanti per la scelta del periodo di imbottigliamento, e si tratta di una credenza diffusa a volte anche in realtà produttive di una certa importanza. Tuttavia, se abbiamo acquistato un vino stabilizzato l’influenza del calendario o delle condizioni climatiche può ritenersi di secondaria importanza: se il vino è stabile non è necessario basarsi su queste variabili.

Quanto vanno riempite le bottiglie?

Mediamente 1,5 cm dal livello del tappo, sia per i tappi corona, che per gli altri formati (sughero, sintetico). Questo perché all’aumentare della temperatura ci può essere una variazione di volume che può far saltare la chiusura se il livello di liquido è troppo alto.

Qual è il tempo massimo che posso lasciar intercorrere se non imbottiglio tutto subito?

È sempre meglio imbottigliare tutto subito: lasciare la damigiana mezza vuota implica un maggior contatto del prodotto con l’ossigeno atmosferico. Questo, se prolungato, può compromettere la qualità del vino prima della messa in bottiglia.

Tappi e conservazione

Che caratteristiche devono avere i tappi da utilizzare? 

Diciamo che, per il vino “domestico”, la chiusura diventa una scelta di comodo, in funzione del tipo di bottiglie, delle attrezzature di cui uno dispone e della spesa che vogliamo sostenere. Visti i tempi di consumo del vino che ci portiamo a casa, la scelta della chiusura non influenza drammaticamente la qualità. 

È consigliabile acquistare tappi lubrificati o è meglio provvedere alla loro lubrificazione? 

Assolutamente no. I tappi in sughero e sintetici in commercio sono già lubrificati, i tappi corona non necessitano di lubrificazione. In ogni caso, non è consigliabile una “lubrificazione fai da te”, pena la cessione al vino di odori e sapori anomali, o peggio ancora di sostanze tossiche.

Posso riutilizzare i tappi già adoperati per precedenti bottiglie?

Assolutamente no, fondamentalmente per motivi di tenuta: per quanto riguarda i tappi corona, questo non sarebbe possibile, visto che vengono irreparabilmente rovinati all’apertura. I tappi in sughero o sintetici, invece, hanno una tenuta indubbiamente inferiore a quella dello stesso tappo nuovo.

Quanto occorre attendere prima di bere il vino che si è appena imbottigliato? 

In genere si consiglia di aspettare qualche giorno prima di consumarlo, in modo che l’ossigeno inevitabilmente disciolto nel corso dell’imbottigliamento venga consumato, e il vino possa esprimere al meglio il suo potenziale aromatico. Teniamo in considerazione che, solitamente, il vino in damigiana non è adatto a lunghi periodi di conservazione.

Una volta terminato l’imbottigliamento, come pulire i vari attrezzi e le apparecchiature?

È sempre bene curare molto l’igiene e la pulizia in questa fase. I mezzi da usare sono gli stessi di cui abbiamo già parlato: per pulizie superficiali, in assenza di incrostazioni o depositi, è sufficiente l’acqua calda. Nel caso di interventi più drastici, si ricorrerà al sempre ottimo “olio di gomito” (attraverso quindi l’azione meccanica di spazzole) o a detergenti specifici.