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Autostrade: chiediamo insieme giustizia e un risarcimento

Dal 2009 al 2018, Autostrade ha risparmiato sulla manutenzione obbligatoria, aumentando i pedaggi ma anche i disagi per gli utenti. Chiedi con noi giustizia e un risarcimento.

34818 partecipanti

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Prendere un'autostrada oggi significa andare incontro a disagi e disservizi. La nostra inchiesta sul campo dimostra che c'è un cantiere aperto ogni 18 km di strada. Una situazione che ogni italiano che abbia viaggiato negli ultimi due anni in autostrada purtroppo conosce bene. La causa? Autostrade ha disseminato di cantieri e lavori la rete autostradale nel tentativo maldestro di recuperare i mancati investimenti nelle infrastrutture degli 8 anni precedenti, come evidenziato anche dalla recente sanzione di Antitrust dopo la nostra segnalazione.

Giù gli investimenti, su i pedaggi

Autostrade dal 2009 al 2018 ha costantemente aumentato i pedaggi (cresciuti del 28%), riducendo gli investimenti nelle infrastrutture e risparmiando sulla manutenzione obbligatoria (dati ISTAT e ministero Infrastrutture e Trasporti riportati nel grafico). Gli interventi straordinari degli ultimi 2 anni, attuati da Autostrade per rimediare alle gravi inadempienze circa gli obblighi di manutenzione, sono risultati comunque tardivi e mal gestiti, e hanno creato innumerevoli e gravi disservizi agli automobilisti e messo, in qualche caso, a rischio anche la loro sicurezza. 

Una class action per chiedere giustizia

Per questo motivo, Altroconsumo ha deciso di schierarsi ancora una volta dalla parte dei consumatori con una class action nei confronti di Autostrade per chiedere giustizia e un risarcimento per gli anni di inefficienza, per la mancata manutenzione obbligatoria e la conseguente riduzione della qualità del servizio reso, a fronte di un aumento dei pedaggi e dei disagi alla circolazione subiti dai consumatori. 

220 euro di risarcimento medio

Per calcolare il risarcimento, abbiamo considerato ancora una volta i dati Istat: ogni famiglia spende all'anno 88 euro in pedaggi autostradali. Se moltiplichiamo questa spesa per gli ultimi 10 anni di mala gestione della rete autostradale, arriviamo a 880 euro e abbiamo ritenuto di chiedere al Giudice di riconoscere in via equitativa (ovvero secondo la sua libera valutazione) il 25% di questo importo, a favore di chiunque abbia patito disagi in questi 10 anni: vale a dire un risarcimento medio di 220 euro. Chiediamo insieme giustizia, partecipa alla class action.

Investimenti Autostrade

“Autostrade degli ultimi 12 anni ha avuto un comportamento fortemente contrario agli interessi dei consumatori” ha affermato Federico Cavallo, Responsabile Relazioni esterne di Altroconsumo. “Non solo è venuta meno all’impegno di garantire la praticabilità e la sicurezza delle strade, mancando di svolgere gli investimenti e la manutenzione a cui era chiamata. Ma ha anche costretto i cittadini a sostenere costi di viaggio continuamente crescenti, a fronte di un servizio di in costante peggioramento. Da ultimo, persino i tardivi tentativi di recuperare in pochi mesi i ritardi di un decennio, sono stati la ‘toppa peggiore del buco’ e non hanno fatto che aumentare ulteriormente i disagi. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti coloro che abbiano dovuto percorrere, ogni giorno o anche solo una volta, le tratte più martoriate dello Stivale. Una situazione che, a nostro avviso, non è circoscrivibile solo a qualche tratta, ma coinvolge da Nord a Sud tutta la rete amministrata sin qui da Atlantia e che ora tornerà sotto il controllo dello Stato attraverso CdP. Questo passaggio, i cui esiti valuteremo nel futuro, non può far però dimenticare il passato e soprattutto un presente che, con la stagione estiva alle porte, già si preannuncia nuovamente problematico e ‘rovente’ per gli automobilisti. Noi di Altroconsumo" prosegue Federico Cavallo "da sempre al fianco dei consumatori per garantire loro tutela e protezione, chiediamo per queste ragioni giustizia e un risarcimento del danno da loro patito, raccogliendo la loro voce in questa class action contro Autostrade per l’Italia”.

Le tappe dell'azione Autostrade

Inizio 21 giugno 2021

Raccolta pre-adesioni

Domande frequenti

Tutto quello che devi sapere sulla class action Autostrade

Perché una class action contro Autostrade (ASPI)?

Contro ASPI abbiamo deciso di promuovere una azione di classe ex art. 140-bis cod. cons perché negli ultimi anni la società non ha eseguito la manutenzione che era obbligata a fare sulla rete autostradale nazionale, determinando una riduzione della qualità del servizio reso e una serie di disagi per i consumatori. Anche gli interventi degli ultimi 2 anni, con l’apertura di numerosi cantieri, hanno creato numerosi disservizi agli automobilisti, mettendone a rischio, in qualche caso, persino la sicurezza. Al tempo stesso, abbiamo assisitito a un aumento costante del costo dei pedaggi autostradali.

Quale somma otterrò a titolo di risarcimento?

Con questa azione, chiediamo al Giudice di riconoscere il rimborso del 25% dei pedaggi pagati per usufruire del servizio autostradale nel corso degli ultimi 10 anni. Stimiamo un risarcimento medio di €220 euro per famiglia italiana, calcolato sulla base della spesa annuale sostenuta per pagare i pedaggi lungo la tratta autostradale (fonte ISTAT). Ti ricordiamo, in ogni caso, che questo risarcimento è condizionato dall’accoglimento delle nostre richieste da parte del Giudice che potrebbe quantificare il danno in misura diversa, anche inferiore.

A chi ci rivolgiamo?

A tutti i consumatori che hanno pagato pedaggi per usufruire del servizio autostradale nel corso degli ultimi 10 anni. Sono esclusi, poichè non rientranti nella definizione di consumatore, gli utilizzatori di auto aziendali e/o di telepass business.

Che documenti servono?

Nel corso del procedimento, sarà il Giudice a stabilire con ordinanza la documentazione necessaria e le modalità di adesioni. Ti consigliamo, in ogni caso, fin da ora di conservare l’estratto conto del Telepass; l’estratto conto della carta di pagamento eventualmente utilizzata; la ricevuta di pagamento in caso di pagamento in contanti. 

Quando conosceremo l’esito dell’azione?

Purtroppo non è possibile prevedere la durata di azioni legali di questo tipo. Sarà nostra cura inviarti tempestivamente ogni aggiornamento via e-mail all’indirizzo che ci hai fornito al momento dell'iscrizione.

Come verranno comunicati gli aggiornamenti sull’azione di classe?

Gli aggiornamenti sull’azione verranno inviati via email all’indirizzo fornito al momento dell’iscrizione all’azione.

Che cos'è la class action prevista nel Codice del consumo?

Perché iscriversi a una class action?

L'azione collettiva risarcitoria di cui all'art.140 bis del Codice del Consumo rappresenta uno degli strumenti di tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori più efficaci tra quelli, sin qui, adottati nelle discipline consumeristiche. Le oltre 200.000 preadesioni alle class action promosse sinora da Altroconsumo in vari settori di consumo stanno a dimostrare la potenzialità dello strumento che permette con una sola azione di tutelare un numero elevato di consumatori colpiti da un comportamento lesivo di una impresa. In tal senso la class action permette a intere classi di consumatori, anche di centinaia di migliaia di soggetti, i cui diritti o interessi siano stati violati di poter fare massa critica, ove invece azioni giudiziarie individuali risulterebbero poco economiche e inefficienti.

L'azione di classe, peraltro, costituisce indirettamente anche un prezioso strumento competitivo perché stimola imprese e mercato a operare attraverso pratiche commerciali corrette e legittime al fine di evitare le importanti ripercussioni economiche connesse a eventuali condanne al risarcimento dei danni prodotti a intere classi di consumatori.

Chi può agire?

Ciascun consumatore componente di una classe, anche mediante associazioni cui dà mandato o comitati cui partecipa, può agire per l'accertamento della responsabilità e per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni. Le azioni di classe avviate sinora nel nostro Paese sono state promosse da associazioni di consumatori e buona parte di esse da Altroconsumo.

Per quali violazioni si può agire?

La class action tutela: 

  • i diritti contrattuali di una pluralità di consumatori e utenti che versano nei confronti di una stessa impresa in situazione omogenea, inclusi i diritti relativi a contratti stipulati ai sensi degli articoli 1341 e 1342 del codice civile; 
  • i diritti omogenei spettanti ai consumatori finali di un determinato prodotto o servizio nei confronti del relativo produttore, anche a prescindere da un diretto rapporto contrattuale;
  • i diritti omogenei al ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori e utenti da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali.

 

b) i diritti omogenei spettanti ai consumatori finali di un determinato prodotto o servizio nei confronti del relativo produttore, anche a prescindere da un diretto rapporto contrattuale; c) i diritti omogenei al ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori e utenti da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali.

Come funziona?

I consumatori e utenti che intendono avvalersi della tutela consentita dall'azione di classe promossa da una associazione di consumatori o altri soggetti, possono aderire, senza ministero di difensore anche tramite posta elettronica certificata e fax. L'adesione comporta rinuncia a ogni azione restitutoria o risarcitoria individuale fondata sul medesimo titolo. L'atto di adesione, contenente, oltre all'elezione di domicilio, l'indicazione degli elementi costitutivi del diritto fatto valere con la relativa documentazione probatoria, può essere depositata in cancelleria, anche tramite l'attore.

Come avviene la pronuncia sull'ammissibilità della domanda?

Al termine della prima udienza il Tribunale decide con ordinanza se ammettere o meno la domanda. Il giudice può sospendere il giudizio quando sui fatti che riguardano l'azione è in corso un'istruttoria davanti a un'autorità indipendente oppure un giudizio davanti al TAR. L'ordinanza che decide sulla ammissibilità è reclamabile davanti alla Corte d'Appello entro 30 giorni dalla comunicazione. Sul reclamo la Corte d'Appello decide con ordinanza non oltre 40 giorni dal deposito del ricorso.

Cosa succede se la domanda è dichiarata ammissibile?

Con l'ordinanza che ammette l'azione il Tribunale fissa termini e modalità della pubblicità per l'adesione degli appartenenti alla classe; specifica i criteri in base ai quali i soggetti che chiedono di aderire sono inclusi o esclusi dalla classe e fissa un termine, non superiore a 120 giorni dalla scadenza di quello per l'esecuzione della pubblicità, entro il quale gli atti di adesione sono depositati in cancelleria.

E se invece la domanda è dichiarata inammissibile?

La domanda è dichiarata inammissibile quando è manifestamente infondata, quando sussiste un conflitto di interessi oppure quando per il giudice non c'è omogeneità dei diritti individuali tutelabili, infine quando il proponente non appare in grado di curare adeguatamente l'interesse della classe. Con l'ordinanza di inammissibilità, il giudice regola le spese e ordina la pubblicità a cura e spese del soccombente.

Cosa avviene se, nella fase di merito, la domanda viene accolta?

Il Tribunale pronuncia una sentenza di condanna con cui liquida le somme dovute a tutti quelli che hanno aderito all'azione oppure fissa il criterio di calcolo per la liquidazione di queste somme.