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Inchiesta autostrade: cantieri infiniti

Abbiamo incontrato quasi 80 cantieri, uno ogni 18 km: è quanto abbiamo trovato viaggiando in auto da nord a sud. La viabilità è spesso declassata a strada ordinaria, anche se a pagamento. Ecco perché Altroconsumo ha lanciato una class action per ottenere giustizia e un risarcimento per gli automobilisti danneggiati. Guarda la videoinchiesta e partecipa alla class action.

  • di
  • Beba Minna
21 giugno 2021
  • di
  • Beba Minna
inchiesta autostrade

Anche questa estate le autostrade fanno parlare di sé per i disagi e i problemi che impongono agli automobilisti in partenza per le vacanze. Chiamarle autostrade è un gran complimento: la storica rete stradale italiana, che negli anni del boom economico rese grande il nostro paese, oggi è l’ombra di se stessa. Per capirlo, basta mettersi al volante come abbiamo fatto noi: c’è un cantiere stradale ogni 18 km, nel nostro viaggio di circa 1.500 km ne abbiamo contati quasi 80. Ecco la nostra videoinchiesta.

In pratica significa interrompere di continuo la guida fluida e costante di quello che dovrebbe essere un viaggio in autostrada, trasformandolo in uno slalom tra i rischi, fatto di frenate, accelerazioni, passaggi nella carreggiata opposta, riduzioni di corsia e inevitabili rallentamenti o, quando va peggio, soste forzate in coda. Un viaggio a velocità dimezzata.

Un viaggio di 1.500 km da Nord a Sud

Il nostro viaggio è iniziato il 18 maggio a Milano, dopo un breve passaggio in tangenziale est ci siamo immessi in autostrada sulla A1 dirigendoci verso sud, in direzione Bologna, per poi percorrere la A14 via Ancona e Pescara, e risalendo a nord attraverso la A1 (via Roma e Firenze) e l’A12 ligure tra La Spezia e Genova, fino al rientro a Milano sulla A7 (vedi la mappa con i dettagli del percorso). Il viaggio on the road è durato tre giorni e mezzo, più di quello che avevamo previsto, per colpa dei tanti cantieri intercettati.

I tanti lavori stradali rendono il viaggio lento e pericoloso

Sono tanti i problemi di viabilità dovuti ai lavori: ci sono continue riduzioni di corsia, da tre a due o da due a una, pericolosi salti nella carreggiata opposta con viabilità a doppio senso di marcia (anche in gallerie strette), velocità discontinuarallentamenti e code di macchine e tir, occupazione molto frequente delle corsie di emergenza, cosa che non permette di fermarsi in caso di bisogno. Per molti km abbiamo viaggiato a una velocità media di 60 all’ora, contro il limite dei 130 km garantito in autostrada: meno della metà.

Le tratte peggiori, Liguria in cima

Oltre alla Ancona- Pescara, 160 km in cui abbiamo trovato 19 cantieri che impongono la circolazione a una corsia, le tratte peggiori del nostro viaggio sono la Milano-Bologna, che su 190 km ha 11 cantieri in cui viene eliminata almeno una corsia, e La Spezia-Genova, la tratta dove è più intenso il disagio: su solo 90 km abbiamo trovato 14 cantieri in cui viene eliminata almeno una corsia. Qui, per quasi la metà del tragitto abbiamo marciato a una velocità massima di 60 km orari in un’unica corsia. Eppure, il nostro viaggio era in condizioni che potremmo definire ideali: siamo partiti a metà maggio e in giorni infrasettimanali, con un traffico limitato. Figuriamoci quale sarà la situazione in questi fine settimana estivi.

Più pedaggi, meno investimenti

La fotografia scattata dall’indagine di Altroconsumo riflette pienamente lo scenario impietoso delle autostrade italiane: dal 2009 al 2018 le concessionarie che hanno in gestione la rete hanno aumentato di oltre il 20% i pedaggi, mentre gli investimenti per la manutenzione si sono sostanzialmente dimezzati, con ovvie ripercussioni sulla sicurezza. Come a dire che la tragedia del Ponte Morandi è solo la punta dell’iceberg di una situazione carente su gran parte della rete autostradale. Negli ultimi 2 anni, poi, Autostrade ha riempito l'Italia di cantieri, nel tentativo maldestro di recuperare i mancati investimenti nelle infrastrutture degli 8 anni precedenti, a fronte di pedaggi sempre più alti. Il timore è che a fine luglio, quando i concessionari dovranno presentare al ministero dei Trasporti e delle infrastrutture le nuove proposte di tariffe, arrivi una nuova stangata. Ancora una volta ingiustificata.

Chiedi insieme giustizia e un risarcimento

I lavori ingorgano le autostrade eppure i pedaggi aumentano. Ecco perché Altroconsumo chiede ad Autostrade giustizia e il risarcimento di parte dei pedaggi pagati dagli automobilisti negli ultimi dieci anni, attraverso una class action nazionale. Ci impegneremo per far avere un risarcimento medio, che in questo momento abbiamo calcolato in 220 euro in via equitativa per chi ha utilizzato l’autostrada. Il calcolo si basa sulla spesa media di una famiglia negli ultimi 10 anni (dato Istat).

unisciti alla class action