News

Dispositivi per risparmiare corrente: una bufala

28 giugno 2010

28 giugno 2010

Sono in vendita, soprattutto sul web, alcuni dispositivi che, attaccati alla presa elettrica, promettono di ridurre il consumo di corrente e quindi bollette meno care. Noi abbiamo provato G-Ner-G, ma la bolletta più leggera è rimasta un miraggio.

Sono in vendita, soprattutto sul web, alcuni dispositivi che, attaccati alla presa elettrica, promettono di ridurre il consumo di corrente e quindi bollette meno care. Noi abbiamo provato G-Ner-G, ma la bolletta più leggera è rimasta un miraggio.

Ininfluente alla prova dei fatti
Si chiama G-Ner-G (costa circa 40 euro più spese di spedizione) ed è una sorta di scatola (anche piuttosto ingombrante) che va inserita in una qualunque presa della corrente di casa. La sua tecnologia (sostengono i produttori) sarebbe in grado di ridurre il consumo elettrico giornaliero facendo calare i costi della bolletta. Lo abbiamo provato collegandolo alla rete elettrica di un appartamento; abbiamo poi utilizzato un condizionatore portatile, un televisore al plasma di grande formato e un aspirapolvere. Abbiamo quindi misurato la potenza reale assorbita da questi apparecchi con e senza G-Ner-G collegato. Risultato? Nessun risparmio.

Soltanto un condensatore
Ma allora G-Ner-G è soltanto una scatola vuota? Non proprio, ma i produttori sfruttano le scarse conoscenze di elettrotecnica della gente comune, spacciando un semplice condensatore (e qualche lucina lampeggiante) per un dispositivo salva-portafoglio. Una volta aperto, infatti, non abbiamo trovato nessuna tecnologia rivoluzionaria (visto il prezzo ci saremmo aspettati di più): come abbiamo detto questo dispositivo non è nient’altro che un piccolo condensatore che può ridurre lievemente l’intensità della corrente che scorre nei cavi ma che non influisce minimamente sul consumo di potenza “reale”, ovvero quella rilevata dal contatore e che di fatto paghiamo in bolletta.

Utili solo nell’industria
Un dispositivo simile al G-Ner-G, ma con dimensioni ben diverse, sarebbe utile solo in aziende (dove infatti già se ne utilizzano di molto più grandi, chiamati rifasatori), poiché i contratti di fornitura di corrente prevedono spesso il pagamento di quote supplementari (ovvero si paga la cosiddetta “potenza apparente”); non è il caso invece delle normali utenze domestiche dove si paga esclusivamente la potenza reale utilizzata da ogni singolo apparecchio. Quindi, scordatevi bollette più leggere.


Stampa Invia