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Pratiche aggressive, l'Autorità sospende le pratiche di Switch power

Dopo la nostra segnalazione, ora l'AGCM ha imposto a Switch power la sospensione delle pratiche. La società è finita sotto i riflettori dopo aver avviato una politica commerciale aggressiva per cui, fingendosi Enel e conoscendo già tutti i dati (Iban compreso) di quelli che non sono neanche suoi clienti, preleva 130 euro dai conti correnti di ignari utenti. Un campionario di comportamenti scorretti quelli messi in campo dalla società di fornitura elettrica, oggetto delle numerose lamentele arrivate. 

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Luca Cartapatti
26 aprile 2018
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Luca Cartapatti
Switch Power

Di fornitori di luce e gas che mettono in atto strategie quantomeno discutibili per fare clienti, ne abbiamo viste tante in questi anni: spesso si fingono società che non sono, attivano contratti al telefono senza espliciti consensi e a volte arrivano persino a falsificare le firme di ignari clienti. Ma una società che, conoscendo dati e Iban, preleva una quota direttamente dai conti correnti di utenti che non hanno mai sentito neanche nominare questa società, proprio ci mancava. In seguito alla nostra segnalazione, però, qualcosa inizia a muoversi. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha infatti deliberato un provvedimento cautelare per far sì che Switch power sospenda le sue pratiche aggressive. In attesa che le indagini facciano chiarezza, l'Autorità ha imposto alla società

  • di sospendere la conclusione di contratti a distanza e l’attivazione di forniture di energia elettrica in assenza di una chiara e completa manifestazione di volontà del consumatore, di passare a un nuovo fornitore, ovvero smettere di usare informazioni ingannevoli, incomplete e fuorvianti;
  • cessare l’attività di addebito dei costi di attivazione e di ricarica – pari a 130 euro - sui conti correnti dei consumatori fino a quando il contratto non risulti validamente concluso, cosa che non può essere tale a soli pochi giorni dalla registrazione della telefonata.

Tante, troppe segnalazioni

Il caso di Switch Power è emerso dalle innumerevoli segnalazioni che ci sono giunte a riguardo. Il socio Mario ad esempio ci scrive: "sono stato contattato telefonicamente da un'operatrice che ha affermato di lavorare per Enel Energia Mercato Libero e mi ha proposto di migliorare il mio attuale contratto di fornitura energetica, fornendomi tutti i miei dati, Iban compreso. L’operatrice mi ha confermato che mi avrebbe inviato la proposta di Enel Energia Mercato Libero via email e io le ho risposto che prima di decidere avrei atteso il ricevimento della sua email per analizzarne il contenuto. Qualche giorno dopo ho notato sul mio conto corrente l’addebito di € 130,00 da parte di Switch Power srl, per servizi che non ho mai richiesto e che non ho mai autorizzato".

Tutte le segnalazioni che abbiamo ricevuto hanno infatti in comune questi tre elementi:

  • la telefonata di un operatore che si spaccia per Enel energia (in genere l'operatore di cui sono realmente clienti queste persone);
  • la conoscenza di tutti i dati personali, Iban compreso, senza che l'utente li abbia comunicati ad altre società di fornitura energia;
  • un addebito di 130 euro a favore della ditta Switch Power srl. a seguito della telefonata e senza che l'utente abbia mai dato il consenso.

I misteri di Switch Power 

Ma da chi arrivano davvero queste telefonate e chi è Switch Power? Il sito fornisce pochissime informazioni. Al momento in cui scriviamo, non sono presenti, per esempio, le condizioni di fornitura. Si indica solo in modo generico il costo dell’energia (cioè la componente per la materia prima), ma non si fornisce nessuna indicazione sui costi aggiuntivi da sostenere (costi di trasporto energia e gestione del contatore, eventuali oneri decisi dal fornitore, costi di commercializzazione).

Per quanto dichiarato, inoltre, il prezzo dell’energia proposto, attualmente pari a 0,064 €/kwh, non risulta tra i più competitivi del mercato. Anzi. Facendo un confronto con simili offerte presenti nel nostro comparatore di tariffe luce, si nota che questo prezzo è al di sopra della media e, alla data di oggi, esistono almeno 10 offerte con un costo dell’energia monorario più basso e quindi più conveniente.

Quello che però emerge chiaramente anche sul sito è l'importo della quota (130 euro) che viene definita con il termine "Ricarica", proprio la stessa identica cifra che è stata addebitata sui conti correnti di tutte le persone ci hanno segnalato questo caso. Sul fatto che quelle 130 euro finiscano sul conto di Switch Power, quindi, ci sono pochi dubbi, visto che comunque dagli estratti conto bancari degli utenti l'addebito risulta a favore di Switch Power srl. Resta da capire come faccia Switch Power a conoscere dati personali e Iban di consumatori che non sono mai stai loro clienti. Dove li ha presi? Chi glieli ha dati? Non certo gli utenti stessi che, in moltissimi casi, convinti di parlare con il loro fornitore Enel, si sono limitati semplicemente a confermarli al telefono.

Di sicuro Switch Power non segue neppure le delibere di ARERA che prevedono, per i contratti conclusi telefonicamente o fuori dai locali commerciali, una chiamata di recall per accertarsi dell’effettiva volontà del consumatore di sottoscrivere l’offerta.

Oltre ad ARERA (il Garante per l'energia), abbiamo segnalato il comportamento di Switch Power tanto all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, quanto al Garante per la protezione dei Dati Personali, per pratica commerciale scorretta e per dati personali non autorizzati.

Cosa fare con Switch Power

Se anche tu hai rilevato un addebito in conto corrente di 130 euro a nome Switch Power, ti consigliamo innanzitutto di contestare questo addebito (e la conseguente attivazione di un contatto non richiesto) direttamente a Switch Power, inviando un reclamo tramite raccomandata A/R a Switch Power srl, via Cavour, 429 - 67068 Avezzano (L'Aquila). Il nostro consiglio è anche quello di segnalare il fatto sia all'Antitrust (AGCM) e sia al Garante per l'energia (ARERA). Ti ricordiamo che per recuperare i soldi ingiustamente addebitati (e bloccare eventuali futuri addebiti) puoi anche rivolgerti alla tua banca e chiedere lo storno.

Blocca l'addebito e chiedi lo storno

Oltre al reclamo diretto a Switch Power, ti ricordiamo che per recuperare i soldi ingiustamente addebitati (e bloccare eventuali futuri addebiti) puoi anche rivolgerti alla tua banca e chiedere lo storno. Ecco alcune informazioni su come bloccare gli addebiti e recuperare il maltolto.

  • Innanzitutto tieni presente che se ti accorgi di un addebito sul conto corrente che non hai mai autorizzato è tuo diritto chiedere alla banca lo storno ex articolo 9 del dlgs 11/2010.
  • Secondo la norma l’utente a conoscenza di un’operazione di pagamento non autorizzata ha il diritto di ottenerne la rettifica entro 13 mesi dalla data di addebito. Dunque puoi fare un reclamo per iscritto all’Ufficio reclami della banca chiedendo lo storno dell’addebito e di non proseguire più con i successivi addebiti Sepa.
  • Se non arriva risposta entro 30 giorni dal momento in cui la banca ha ricevuto il tuo reclamo o ne arriva una non soddisfacente puoi fare ricorso all’Arbitro bancario e finanziario (www.arbitrobancariofinanziario.it).
  • In generale è tuo diritto indicare alla banca una società o persona a cui non pagare gli addebiti Sepa. Lo si può fare per iscritto o via telefono al Servizio clienti della banca. Così facendo, se anche dovessero arrivare addebiti da una determinata società, la banca non li pagherà. Occhio perché se l’addebito si riferisce a un servizio effettivamente dovuto il creditore si potrà rivalere su di voi per i pagamenti non effettuati (con interessi di mora ad esempio). Ma non è il caso di Switch Power visto che la maggior parte dei consumatori dice di non aver alcun rapporto di fornitura in essere con la società. 
  • Il mandato Sepa è un’autorizzazione data a una società di addebitare sul nostro conto corrente pagamenti singoli o periodici. La copia del mandato si trova presso la società e dunque è alla società che ci si deve rivolgere per avere prova del mandato firmato. Resta però la possibilità di chiedere lo storno o di non far pagare il Sepa segnalando alla propria banca di non pagare le richieste che arrivano da un determinato creditore indesiderato.

Se sei socio Altroconsumo e vuoi una mano a presentare i reclami, per te è sempre disponibile un avvocato della nostra consulenza giuridica chiamando lo 02.6961550 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.


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