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C'è troppa plastica nei mari e l'UE prende provvedimenti

Continuano ad aumentare i rifiuti di plastica negli oceani e i danni che ne conseguono sono gravissimi anche dal punto di vista alimentare. Infatti abbiamo anbalizzato 102 campioni di sale marino, cozze e gamberi: 70 sono contaminati da microplastiche. Ma cosa fare per combatterli? La Commissione Europea ha cominciato stilando nuove norme.

  • contributo tecnico di
  • Claudia Chiozzotto
  • di
  • Vittoria Vigoni
05 giugno 2018
  • contributo tecnico di
  • Claudia Chiozzotto
  • di
  • Vittoria Vigoni
inquinamento oceani

I rifiuti di plastica inquinano tantissimo mari e oceani. Ma per limitarli non basta solo il buon senso dei consumatori: i produttori devono essere sensibilizzati e devono farsi carico dell'impatto ambientale dei prodotti di plastica monouso, pagando il loro costo di smaltimento ("Chi inquina, paga" è il principio cardine). Per questo la Commissione Europea ha adottato una strategia volta a promuovere alternative sostenibili che devono essere adottate dalle aziende.

La plastica finisce nei nostri piatti

I rifiuti di plastica non hanno solo un grave impatto ambientale, ma finiscono anche in quello che mangiamo. Abbiamo analizzato 102 campioni di sale marino, cozze e gamberi: più di un terzo (ben 70 su 201) è contaminato da microplasiche. Nella nostra inchiesta svolta in collaborazione con altre associazioni di consumatori europee segnaliamo il dettaglio dei 30 prodotti acquistati in Italia, in cui sono indicati anche i produttori o nel caso di prodotti sfusi il punto vendita.

Da dove vengono i rifiuti di plastica

La maggior parte di questi rifiuti è prodotta da oggetti di plastica usa e getta che vengono utilizzati quasi quotidianamente da milioni di persone, ma per fortuna si sta muovendo la Commissione Europea.

Quali sono i rifiuti di plastica più diffusi

10 rifiuti di plastica che si trovano più spesso nelle spiagge e nei mari europei sono:

  1. bastoncini di cotone (cotton fioc)
  2. piatti, posate e cannucce
  3. palloncini di gomma e i loro bastoncini
  4. contenitori per alimenti
  5. contenitori per bevande
  6. bottiglie
  7. mozziconi di sigarette
  8. sacchetti
  9. pacchetti e involucri (sacchetti di patatine o caramelle, per esempio)
  10. assorbenti e salviette intime

Questi prodotti raggiungono il 50% dei rifiuti di plastica nei mari, a cui aggiungiamo il 27% dato da attrezzature da pesca (che contengono plastica).

Come interverrà l'Unione Europea

Le misure previste nella proposta europea parlano di divieto di commercializzazione per i prodotti monouso per i quali esistono già valide alternative più sostenibili,  riduzione dei consumi di plastica, obiettivi di smaltimento, obblighi di etichettatura e campagne di sensibilizzazione dei consumatori finali. Il divieto di commercializzazione, la misura più drastica, però coinvolgerà solo:

  • i bastoncini cotonati (già eco in Italia da qualche anno);
  • piatti e posate, cannucce e agitatori per bevande;
  • bastoncini per palloncini.

Le altre misure verranno definite meglio lungo il percorso legislativo della neonata proposta di direttiva e dovranno tenere conto della fattibilità sia economica sia tecnologica. Ma di sicuro si tratta di un grande passo in avanti.

Pregi e difetti della plastica

La plastica è un materiale utilissimo, leggero, flessibile, resistente, durevole ed è per questo che è così tanto utilizzato. Leggerezza e resistenza, però, sono anche responsabili dei maggiori danni ambientali che la plastica riesce a produrre una volta che viene dispersa nell’ambiente. E nell’ambiente, soprattutto quello marino, la plastica ci finisce eccome, accumulandosi fino a formare grandi agglomerati di frammenti galleggianti come la great Pacific garbage patch (un'isola di plastica nell'Oceano Pacifico). Chi riesce a immaginare un futuro senza la plastica? Sembra impossibile, eppure in un futuro per fortuna non troppo lontano dobbiamo prepararci tutti a qualche cambiamento.

 

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