Guida all'acquisto

Come scegliere il pellet

pellet

Un trucco per scegliere il pellet di qualità è guardare quanta segatura c'è nel sacchetto: se è troppo vuol dire che tende a sfaldarsi e darà problemi di pulizia. Ma a volte non è sufficiente: ecco i nostri consigli e i risultati del test. 

Comprare il pellet di buona qualità è fondamentale per l'efficienza della stufa. Ma qual è il migliore? Quale comprare? Consulta il nostro test per scoprirlo.

il pellet che ha vinto la sfida

Cos'è il pellet 

Il pellet si ottiene comprimendo attraverso un processo meccanico la segatura del legno. Quello che si ottiene sono dei piccoli cilindri dal diametro di 6-8 mm. Grazie alla produzione di questo composto gli scarti del legno, che in passato venivano utilizzati solo in parte o buttati, oggi sono riutilizzati al 100%. Una confezione (in genere 15 kg circa) di pellet ha un costo che varia tra i 3 e i 5 euro. Ricordati, però, che va conservato in un locale al chiuso e ben riparato dall’umidità: se ne assorbe troppa la resa della stufa diminuisce e peggiora la qualità della combustione.

Manca una certificazione obbligatoria

A livello nazionale non vige l’obbligo di certificare la qualità del pellet. Nonostante questo, però, molti produttori sottopongono i loro prodottia test di qualità come la DIN Plus e la EN Plus che valuta anche la certificazione della filiera dalla produzione alla distribuzione. È vietato, invece, vendere pellet contenuti in imballaggi anonimi, cioè privi del nome del produttore e di qualunque informazione sulla composizione oppure venduti sfusi.

Come riconoscere un pellet di qualità?

Due i parametri importanti da prendere in considerazione: il contenuto di ceneri (un pellet che ne contiene molte produce più polveri nella combustione e costringe a pulire più frequentemente la stufa) e la quantità di segatura nel sacchetto (tanta segatura indica che il pellet tende a sfaldarsi e darà problemi di pulizia).

Il pellet viene distinto in tre categorie:

  • Classe A1: corrisponde alla qualità più elevata, caratterizzata da un contenuto di ceneri massimo pari allo 0,7%;
  • Classe A2: caratterizzata da un contenuto di ceneri minore o al massimo uguale all'1,2%;
  • Classe B: per utilizzo non domestico, caratterizzata da un contenuto di ceneri massimo del 3,5%.

La materia prima, in realtà, non è determinante per riconoscerne la qualità, fatto salvo che il pellet deve essere fatto con legno vergine che ha subito unicamente trattamenti di tipo meccanico (non da scarti di falegnameria verniciati o incollati). Visivamente, invece, è importante prendere in mano in sacchetto e vedere quanti residui di pellet sbriciolato ci sono. Deve essere compatto: molti residui, infatti, indicano pellet di qualità inferiore.

Etichetta e potere calorifico

Alcune informazioni utili - come residuo di ceneri, potere calorifico e contenuto idrico - possono essere reperite in etichetta. Si possono trovare anche le indicazioni sui metalli pesanti tra cui arsenico, cadmio e piombo. Per quel che riguarda il potere calorifico, invece, occorre relazionarlo con il contenuto di acqua. Possiamo trovare sulle etichette valori come 5,3 kWh/kg. In realtà, il potere calorifico reale del pellet è attorno ai 4,7-4,8 kWh/kg. Cifre più alte possono essere considerate imprecise e fuorvianti: il potere calorifico non può essere calcolato allo stato anidro, ma va misurato per quello specifico pellet con il suo contenuto idrico, mediamente del 6-8%.


Stampa Invia