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Purificatori d’aria: sei sicuro di averne bisogno?

Per pulire l'aria di casa dagli inquinanti, sempre più consumatori acquistano un purificatore. Ma a meno che tu non soffra di particolari allergie, probabilmente non ce n’è bisogno: basta aprire più spesso le finestre.

04 dicembre 2018
purificatori aria

Hai bisogno di una ventata d’aria pulita? Apri le finestre. A meno che tu non soffra di allergie non hai bisogno di fare altro. E se ti viene la tentazione di acquistare un purificatore per l’ambiente sappi che, per quanto possa essere efficace, non è certo in grado di trasformare l’aria di casa in purissima aria di montagna.

Modesti benefici sugli allergici

Non è stato dimostrato in alcun modo, infatti, che i depuratori siano in grado di migliorare la salute delle persone sane, né di prevenire le malattie respiratorie. Tuttavia chi soffre già di disturbi, in particolare chi è allergico ai cosiddetti inalanti (pollini, acari della polvere, muffe e così via), con sintomi che peggiorano all’interno dell’abitazione, potrebbe trarre giovamento dall’uso di questo tipo di apparecchi, soprattutto nel periodo di fioritura delle piante e di presenza maggiore di pollini nell’aria. I dati non sono ancora definitivi ma, se usati correttamente, sembra che i purificatori riducano leggermente i sintomi della rinite allergica.

Ne abbiamo messi alla prova sette

I depuratori d’aria sono dispositivi simili a condizionatori portatili, dotati di particolari filtri che - almeno sulla carta - dovrebbero aiutare a pulire l’aria domestica rimuovendo impurità come le particelle di polvere, polline, fumo e altre sostanze irritanti presenti nell’aria. Ne abbiamo messi alla prova sette in una stanza con condizioni ambientali controllate per verificarne l’efficacia su cinque tipi di inquinanti che per diversi motivi possono concentrarsi tra le mura domestiche.
I risultati variano a seconda del modello e soprattutto del tipo di filtro in dotazione, ma in generale possiamo dire che si dimostrano abbastanza efficaci nel rimuovere le polveri sottili dovute al traffico e all’inquinamento atmosferico, meno bene per quanto riguarda altri inquinanti tipici degli ambienti chiusi come i Composti organici volatili, una grande famiglia di sostanze chimiche di cui alcune potenzialmente cancerogene (vedi benzene e formaldeide), che sono rilasciate negli ambienti chiusi principalmente dal fumo di sigaretta, dalle vernici di mobili e pareti, dai detersivi usati nelle pulizie, dai tessili d’arredamento e dai profumatori per ambiente.