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Caricabatterie tascabili per smartphone: come sceglierli

29 marzo 2014
caricabatteria tascabili

29 marzo 2014

Abbiamo portato in laboratorio 18 caricatori portatili, indispensabili se si usa tanto il telefono e non si vuole rischiare di restare a secco di energia. Prima di comprarne uno valuta quanto può caricare lo smartphone: la capacità di carica complessiva dichiarata dal produttore non è mai quella reale.

Quante volte ti sarà capitato di restare “a terra” con la batteria del tuo smartphone? Uno dei limiti di questi gioielli tecnologici è proprio la durata relativamente scarsa della loro riserva di energia, soprattutto quando si usano tanto app, internet e altre funzioni. Una soluzione c’è e si tratta dei caricabatteria portatili che abbiamo valutato nel nostro ultimo test.

Ma, in generale, prima acquistare un nuovo smartphone valuta anche l’aspetto della durata della batteria e per farlo aiutati con il nostro servizio online, in cui abbiamo messo a confronto decine di apparecchi.


Scegli il tuo smartphone


Abbiamo sottoposto a una serie di prove 18 caricabatterie tascabili di varie marche (Sony, Verbatim, Veho, Cellular, Mophie, Duracell): si tratta di piccoli dispositivi che bisogna caricare a casa da prese o pc (operazione abbastanza lunga, in media cinque ore per i nostri prodotti) e che puoi portarti in giro per connetterli a tablet o smartphone da rifornire di energia quando necessario.

Il potere dichiarato non è mai quello effettivo 

Prima di comprare un caricabatterie portatile valuta questi aspetti che abbiamo testato nelle nostre prove.

  • Capacità di carica: è il dato più importante perché indica quanta ricarica l’apparecchio riesce a dare. Ad esempio, se la capacità di un caricatore è 1.300 mAh (milliampere-ora) e quella della batteria dello smartphone di 2600 mAh, vorrà dire che il caricatore riuscirà a fornirgli un massimo di circa il 50% di ricarica in più. Tieni conto che quanto dichiara il produttore come “capacità complessiva” non è mai quello che si riesce a trasferire realmente agli apparecchi, perché una parte di questa energia va persa nel passaggio della stessa. Dai nostri test risulta che la capacità di carica è in media il 65% della capacità complessiva dichiarata dal produttore.
  • Ricarica al freddo: tieni conto che al freddo la capacità di questi caricatori diminuisce ancora, a -10 gradi centigradi forniscono in media il 70% della carica che assicurano in condizioni normali, ma si tratta di un problema che hanno in generale tutte le batterie.
  • Compatibilità: la quantità di energia che questi dispositivi riescono a fornire dipende anche dall’apparecchio che si vuole caricare, le prestazioni possono variare se si usa, ad esempio, con un certo modello di smartphone o tablet Apple, Samsung o Nokia. 

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