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Cos'è una smart tv e come funziona?

Si fa presto a dire tv. Gran parte degli apparecchi in commercio oggi sono "smart", ovvero collegati alla rete internet, e integrano app e software per vedere film e partite in streaming, ascoltare musica online o partecipare interattivamente ai programmi televisivi. Ecco tutto quello che c’è da sapere su queste smart tv.

08 febbraio 2022
smart tv

In poco più di 10 anni, la televisione è stata protagonista di un’evoluzione con tutta una serie di funzionalità accessorie, alcune utili altre meno, di cui spesso non si è neppure a conoscenza: dietro a tutto questo c’è la rincorsa a proporre qualcosa di nuovo ogni anno. Ad un certo punto poi, è arrivata l’etichetta di “Smart tv” o “televisore smart”, anche se in realtà gran parte delle funzioni di seguito descritte anticipano questa odiosa e abusata definizione di parecchi anni e sono presenti anche su modelli che non sono venduti come tali.

Caratteristiche e funzionalità

Di seguito, proponiamo una carrellata di tutte le funzionalità che in questi anni si sono aggiunte. Lo scopo di questo testo non è esprimere un giudizio sulla loro utilità (peraltro, molte sono indirizzate ad una nicchia di utenti) ma solo a scopo divulgativo.

Tv terrestre

Anche la ‘classica televisione’ ha subito dei mutamenti negli ultimi anni. Mandato in pensione il segnale televisivo analogico, nel 2022-2023 si passerà al digitale terrestre di seconda generazione. Oltre ad utilizzare sistemi di trasmissione e conversione delle immagini più efficienti (che dovrebbero migliorare la qualità finale delle immagini, che sono diventate una nota dolente sui maxischermi odierni) anche la tv tradizionale sta diventando interattiva.

Grazie ad una tecnologia che prende il nome di HbbTV (dove l’H iniziale sta per ‘Hybrid’, ovvero ibrida) l’utente è in grado di accedere, senza soluzione di continuità, sia a contenuti trasmessi attraverso il mezzo tradizionale (onde radio) sia ad altri recuperati attraverso la banda larga. In questo modo è, ad esempio, possibile ‘riprendere’ a vedere una trasmissione dall’inizio se si è accesa la tv troppo tardi oppure accedere a dei contenuti collegati a quello attualmente trasmesso dall’emittente. La tecnologia HbbTV ha sostituito il precedente MHP (che non è mai decollato del tutto) ed è stata introdotta nel 2017.

Tutti i principali network italiani ovvero Rai, Mediaset, Sky Italia, Discovery Italia, già impiegano questa tecnologia quotidianamente: un riquadro in basso sullo schermo presenta delle informazioni aggiuntive, talvolta mostra una “call to action” e rimane visibile per qualche secondo quando si cambia canale.

(NB: L’HbbTV è già disponibile da qualche anno sulle tv più recenti e NON è legato alla transizione al nuovo digitale terrestre, essendo già attivo dal 2017 – a dicembre 2020, si stima che siano già 4 milioni gli apparecchi in grado di supportare questa tecnologia 

HBB tv

Figura 1: Il sistema HbbTV fonde tv tradizionale con servizi streaming on demand.

EPG

Molte persone già lo usano anche se non sanno cos’è: l'EPG (Electronic Programming Guide) può veicolare informazioni, solitamente l’orario di inizio e fine di un programma ed un breve riassunto. Di solito ci si accede tramite un tasto sul telecomando noto come ‘informazione’ (spesso abbreviato con una “i”) per mostrare titolo e un breve sommario. Un'altra funzione correlata è quella della lista dei programmi (anch’essa spesso associata ad un tasto con la scritta “list” o “guide”) che presenta il palinsesto attuale di tutte le emittenti memorizzate. Ulteriori funzioni della guida elettronica possono essere: la gestione delle opzioni per il controllo da parte dei genitori (parental control), la ricerca di informazioni all'interno del palinsesto o la possibilità di richiamare automaticamente un programma all’ora di inizio

Il sistema EPG è facoltativo (un po' il televideo), pertanto, in alcuni casi, le informazioni EPG possono non essere disponibili per un determinato canale/emittente.

Prestazioni e requisiti: App e navigazione

La vera novità introdotta dalle tv “smart” è la possibilità di far girare applicazioni dedicate (solitamente ogni produttore ha le proprie) come su un telefono, applicazioni che posso spaziare da servizi di utilità (meteo, borsa, ecc.…) a semplici giochi, salvaschermi per arrivare ai portali di accesso ai servizi di streaming più diffusi (YouTube, Netflix, ecc…). Le Smart tv sono dotate solitamente di un sistema operativo proprietario, anche se Google si sta dando da fare per spadroneggiare anche in questo campo: se vedete in giro un televisore commercializzato come ‘Android tv” o “Google tv” significa che al suo interno la piattaforma ‘smart’ utilizza servizi di Google (e solitamente richiede un suo account per funzionare, come già avviene per i telefonini).

Se è vero che le varie piattaforme di streaming disponibili per la Smart tv sono le app universalmente più diffuse e apprezzate, per il resto, la tv ‘smart’ è stata un mezzo flop, complice l’arrivo del telefonino che ha reso superfluo ogni altro dispositivo elettronico se non per compiti specifici.

google play

Figura 2: la schermata di accesso alle applicazioni di una Smart tv dotata di sistema operativo Android tv

A parte l’onnipresente YouTube ed i più noti servizi a pagamento (Netflix, Prime Video, Chili, Dinsey+,…) le principali reti italiane hanno anche loro dei portali dedicati dove è possibile rivedere i programmi trasmessi di recente o intere serie tv o ancora telegiornali e programmi di intrattenimento. Per la Rai, questo servizio prende il nome di Rai Play, mentre per le reti Mediaset, il servizio si chiama Mediaset Infinity. Di norma questi servizi (e quelli di analoghi di altre emittenti) devono essere installati dal portale delle app del televisore, in maniera del tutto analoga a quanto si farebbe con le app per un telefono.

Molte tv includono anche un browser per navigare su internet, ma digitare con i tasti del telecomando è un’impresa ardua. Se proprio si vuole usare il browser sulla tv di casa, meglio dotarsi di una tastiera senza fili, magari con touchpad integrato del tipo di quelle usate con i computer e dotati di una piccola “chiavetta” da inserire in una delle porte USB del televisore. La gran parte delle tv infatti è in grado di utilizzare le comuni tastiere per PC.

Una novità degli ultimi anni, poi, sono i comandi vocali: all’interno del telecomando è inserito un microfono con il quale è possibile inviare comandi alla tv. E’ necessaria una connessione ad internet, dato che la ricerca vocale funziona appoggiandosi a server remoti. La funzione è comunque utile, ad esempio, se usata con un’applicazione come YouTube per cercare più facilmente i contenuti.

La tv come un lettore multimediale

Da ormai molti anni anche sui televisori si trovano delle prese USB. Attaccando a queste prese una chiavetta USB o un hard disk esterno (purchè dotato di questa interconnessione) è possibile riprodurre foto, filmati e musica eventualmente presenti su questi dispositivi di memorizzazione.

Le tv sono in grado di visualizzare i formati più comuni quali jpg, mp3 e mp4, ma non tutti i file potrebbero venir riconosciuti, specie se salvati in formati proprietari di videocamere o macchine fotografiche (ad esempio le immagini .raw).

Tecnologia DLNA

Sempre a proposito di usare la tv come un lettore multimediale, gran parte delle Smart tv supporta anche la tecnologia DLNA, che permette di integrare l’apparecchio in una rete casalinga per fare streaming di contenuti direttamente da un altro apparecchio connesso alla stessa rete (ad esempio un PC sul cui disco fisso sono memorizzati file di musica e film).

Connettendo una chiavetta o un hard disk alle tv è anche possibile registrare programmi direttamente dalla tv. A differenza però dei videoregistratori dedicati, queste registrazioni possono essere viste solo sulla stessa tv su cui sono state prodotte e, inoltre, non tutti i programmi possono essere registrabili: l’emittente ha infatti facoltà di ‘bloccare’ la registrazione a piacimento.

Negli ultimi anni in Italia le tv con possibilità di registrazione sono sempre meno; questa funzione, infatti appare un po’ inutile sia per le limitazioni sopra esposte, sia perché ormai film ed eventi sportivi (di solito i più registrati) sono facilmente reperibili su Internet.

Connettività: come configurare la smart tv

Le funzionalità ‘Smart delle tv’ richiedono una connessione ad internet permanente e con una buona velocità (per i contenuti in FullHD/4K una connessione a fibra o mista fibra/rame da almeno 100 Mbps è consigliata). Laddove possibile, sarebbe meglio una connessione via cavo ethernet dal modem/router alla tv; in alternativa va bene anche la connessione Wi-Fi purché il segnale ricevuto dalla tv sia sufficientemente forte e non vi siano troppe reti Wi-Fi dei vicini che si sovrappongono con segnali di pari intensità o più forti. Ogni tv di marca diversa ha le sue procedure; per quella via cavo basta inserire il cavo ethernet sul retro della tv nell’apposita porta, per quella Wi-Fi la procedura è simile a quella che si fa con qualsiasi altor apparecchio: bisogna indicare la rete ed eventualmente la password di accesso solo per la prima connessione, visto che saranno poi mantenute in memoria.

Opzioni di acquisto per dimensione e marca

Ormai, tutte le tv da salotto in commercio dei marchi più noti, anche quelle più economiche, hanno un minimo di funzionalità “Smart”. Acquistare una tv di un marchio noto, inoltre, ha il vantaggio di avere un maggior supporto da parte di chi sviluppa le applicazioni per lo streaming: fondamentale se lo scopo per cui si compra una Smart tv è l’accesso proprio a questo servizi

Come convertire una normale tv in una smart tv

Chi possiede un televisore vecchio, senza portale per le app, oppure così datato che non sono più disponibili i servizi in Streaming più recenti, può collegare ad una delle porte d’ingresso HDMI degli appositi lettori multimediali. Considerato che tv del genere probabilmente non supporteranno nemmeno il nuovo digitale terrestre che sostituirà quello attuale nel 2023, potrebbe avere anche senso investire in un decoder DVB-T2 con funzioni Smart. Infine, se ciò che interessa è solo utilizzare la tv come una sorta di ‘monitor’ per vedere in grande contenuti che si hanno sul telefono, vi sono degli accrocchi dedicati come il Google Chromecast.

Glossario

Quando si parla di tecnologia, fra standard e tecnologie le sigle si sprecano; il marketing ovviamente non perde occasione per infilarle un po’ come il prezzemolo dappertutto a volte anche a sproposito. Vediamone alcune fra le più comuni che tornano spesso nelle pubblicità e sui volantini promozionali:

  • Ultra HD/4K: Questi due termini sono usati spesso come sinonimo anche se in realtà, quando si parla di tv, bisognerebbe limitarsi ad usare il primo.
  • Ultra HD (abbreviato spesso in UHD) indica un televisore con uno schermo in grado di visualizzare 2160 linee orizzontali (la risoluzione effettiva è di 3840x2160 pixel). A maggior definizione corrispondono immagini più nitide e dettagliate, anche se il gran salto di qualità che c’è stato passando dalla risoluzione standard (che è di 576 linee) all’alta definizione (1080 linee) non viene replicato passando dal HD al Ultra HD.HDR: ‘High Dynamic Range’, ovvero gamma dinamica estesa. Indica la possibilità di visualizzare una gamma maggiore di colori e chiaroscuri a tutto vantaggio del contrasto. Sono ancora pochi i contenuti (film, serie tv) che sfruttano questa tecnologia ma i risultati ottenibili in termini di brillantezza dell’immagine e contrasto sono notevoli.
  • OLED: La maggior parte degli schermi venduti negli ultimi 10-15 anni sono basati sulla tecnologia dei cristalli liquidi (o LCD). I display a cristalli liquidi hanno compiuto progressi notevoli in termini di qualità (basta confrontare uno schermo di 10 anni fa con uno attuale): a tutt’oggi la tecnologia LCD è quella più economica, matura e con il miglior rapporto costi benefici. Gli schermi OLED sono l’unica vera novità di questi ultimi anni e risolvono l’unico vero e grande problema degli schermi a cristalli liquidi: la qualità dell’immagine che cambia con l’angolo di visione. La differenza fra uno schermo LCD e uno OLED sta nel fatto che il primo è essenzialmente un filtro colorato posto di fronte ad una sorgente luminosa (oggi si usano matrici di LED bianchi) mentre nel secondo ogni singolo pixel si illumina come una microscopica lampadina. Tutti i migliori televisori degli ultimi 2-3 anni sono basati su schermi OLED, che però è ancora una tecnologia in fase di maturazione e dal costo ancora elevato.

 Domande frequenti

Terminata questa carrellata sulle funzioni più utili che si trovano nei moderni televisori, approfittiamo per chiarire qualche dubbio che spesso compare nelle lettere che i soci ci inviano o quando ci telefonano.

Per vedere il nuovo digitale terrestre serve una connessione a banda larga?
No, basta un’antenna televisiva. Solo le funzioni avanzate (ad esempio ripartenza dall’inizio) necessitano di una connessione a banda larga. 
La mia tv non supporta il nuovo standard ma io la uso solo con Netflix e altri servizi in streaming. Dovrò cambiarla o aggiungere un decoder?
No, tutti questi servizi utilizzano la connessione ad internet e non sono impattati dal riordino delle frequenze e cambiamento degli standard di trasmissione.
Vorrei guardare la tv a tarda sera senza disturbare nessuno. Posso usare delle cuffie?
Sono sempre di più i televisori dotati di tecnologia Bluetooth; in questo modo qualsiasi cuffia o auricolare per telefono può essere impiegato anche con la tv senza doverne acquistare di appositi e senza avere un lungo cavo che parte dalla tv e arriva fino alla poltrona/divano.